'Chiunque si abbasserà sarà innalzato'

"Chiunque si abbasserà sarà innalzato"

Scritto da: Ruben Ellefsen | Pubblicato: martedì 7 agosto 2012

-Io sono sempre stato soddisfatto con come Dio ha reso le cose per me e per questo sono sempre stato bene!

Helge Anker Smith è nato a Horten in Norvegia, giorno 1. ottobre 1918, come figlio più giovane di Pauline e Johan Oscar Smith. Era una casa piacevole, caratterizzata da fede, timore di Dio, giustizia e generosità. Helge vide il risultato della vita dei suoi genitori e capì presto che la benedizione di Dio segue i giusti. Lui sperimentò personalmente la forza della preghiera, tra gli altri in diverse occasioni in cui la sua vita fu risparmiata in modo miracoloso grazie alle preghiere di sua madre. Allo stesso tempo vide che le cose andavano male con quelli che si opponevano a Dio e ai suoi servitori.

Nel 1942 Helge si sposò con Esther Døviken da Krokstadelva in Norvegia. Assieme hanno avuto un matrimonio particolarmente bello. Hanno avuto nove figli e uno di questi è Kåre J. Smith, che oggi è la guida della Brunstad Christian Church. In diverse occasioni lui ha raccontato di essere cresciuto in quella che lui definisce "la strada felice". Questo racconta un po' della cura, della bontà e dell'amore che regnava in casa e attorno a Esther e Helge Smith.

"Una delle sentinelle è andata a casa al Signore"

Il 17 luglio 2012 Helge Smith è andato a casa al suo Signore e salvatore, all'età di 93 anni. La conferenza di luglio al centro conferenze di Brunstad in Norvegia era organizzata proprio in questi giorni e così il 20 luglio, circa 4500 amici da ogni parte del mondo hanno partecipato al funerale. Il funerale e la riunione di commemorazione seguente sono state degne di una guida, nonostante Helge non avesse mai avuto una posizione visibile nella chiesa. Nella vita pratica è difficile misurare l'altezza di un albero prima che sia poggiato a terra su un lato. Così era anche con Helge Smith.

Di seguito ci sono una serie di punti che sono stati portati avanti riguardo a Helge in questo giorno e che sono appropriati per gettare luce sul significato della sua vita e la ricchezza delle virtù di Cristo a cui ha preso parte.

Umiltà

"Io ho sempre guardato in basso". Uno dei generi cita le parole di Helge. Umiliandosi in verità sotto il suo prossimo, considerandosi più basso di loro, ed essendo ubbidiente alle leggi e i comandamenti di Dio, Helge Smith evitò i tanti problemi e le difficoltà che l'orgoglio e l'ambizione possono portare. Lui trovava la sua grande gioia nel mettere in evidenza gli altri e scomparire personalmente, e si rallegrava tanto quando andava bene con gli altri.
"Chiunque si abbasserà sarà innalzato". La figlia Randi racconta che questo verso da Matteo 23, 12 può restare come titolo per la vita di suo padre. I figli di Helge raccontano di un padre che ha considerato sempre molto importanti i servitori di Dio. Un amico di diversi decenni racconta che Helge e Esther hanno sempre cercato e trovato le persone che erano poveri di Spirito, che avevano pensieri piccoli di sé, ma grandi pensieri su cosa Dio potesse fare in loro e grazie a loro attraverso il suo Spirito. Questa capacità di ascoltare ciò che Dio opera diede loro una propria abilità di vedere e onorare quelli che camminavano in modo giusto e fedele con il loro Maestro, in modo del tutto indipendente dalle circostanze esteriori.

Fedeltà

"Io sento che una delle sentinelle è andata a casa al Signore" dice un amico e vicino degli ultimi 13 anni. Isaia 62, 6 racconta di sentinelle che Dio pone a vigilare su Gerusalemme, che nel nuovo patto è la chiesa di Gesù Cristo. La fedeltà di Helge Smith al suo Signore e Maestro fece sì che lui diventasse una sentinella, una colonna stabile e punto di sostegno che è sempre stata piantata saldamente in una comprensione corretta e sana del vangelo. In questo modo la casa di Esther e Helge Smith è diventata un porto sicuro e libero per tutti i giusti e coloro che amano la verità, anche se alcune persone e alcune forze in alcuni periodi sostenevano un altro messaggio di quello che era dall'inizio.
Non erano nemmeno pochi i bambini che chiamavano la coppia Smith "zia Esther e zio Helge", qualcosa che testimonia di una cura e di un calore che non era in alcun modo limitato da vincoli di parentela o vicinanza. Uno di questi racconta che "quando si dovevano fare delle scelte quando ero giovane, in effetti non c'era alcuna scelta; non ci si poteva certo allontanare dalla vita che avevamo visto e sperimentato!"

Generosità e giustizia

Nel 1952 la coppia Smith costruì una casa a Kjelsåsveien di Grefsen a Oslo. La casa aveva due appartamenti e in quello superiore abitava Sigurd Bratlie con la sua famiglia. Bratlie era dal 1976 e per due decenni la guida della Brunstad Christian Church nel mondo e viaggiò moltissimo con il vangelo. Come persona generosa e giusta qual'era Helge Smith, fece abitare Bratlie a un prezzo più economico possibile, per sostenere l'importante lavoro della chiesa. E questa non era caso eccezionale; non poche persone nel corso degli anni hanno potuto conoscere il calore, la bontà e non in ultimo la generosità di Smith, che lasciava sempre che Lo Spirito Santo decidesse sul portafoglio.

"Ricco fino all'ultima corona" era una buona sua definizione. E questo nonostante la famiglia fosse lontana dall'essere benestante. Helge costruiva mobili in legno e aveva tanti figli da crescere. Ma la giustizia aveva la priorità e i bambini raccontano di un padre che si curava di pagare le sue bollette in tempo, anche se per far questo doveva percorrere a piedi la lunga strada fino in centro perché non aveva i soldi per il tram.

Gratitudine

"Sarebbe stato ingiusto da parte mia non essere grato", sono parole che si sentivano spesso dire a Helge. Verso la fine della sua vita, quando era molto debole e le infermiere dovevano cambiarlo, dalla sua bocca non uscivano altre parole che "grazie e grazie". E questo nonostante le cose potessero essere lunghe e dolorose. La gratitudine era diventata la sua natura.

Una vita nell'autoesame e nella santificazione

Un mese prima della sua morte Helge era molto malato e si credeva che sarebbe morto a breve, ma in modo molto inatteso il vecchio uomo si riprese. Il suo commento fu "Sicuramente mi viene dato più tempo per l'autoesame e la santificazione". Anche se sin dalla sua conversione nel 1941 era stato fedele in questo lavoro di purificazione interiore, all'età di 93 anni riusciva ancora vedere aree dove c'era altro da conquistare. Sua moglie Esther disse una volta che "quando Helge vede qualcosa in sé da cui purificarsi, allora fa un progresso enorme!" Credenziali niente male da ricevere da una persona che è stata con te per tutta la vita!

Un ingresso ricco in cielo

Gli ultimi tempi Helge non aveva quasi né voce né forze, ma quando pregava per gli amici e la chiesa non gli mancavano nessuno delle due. Appena una settimana prima di morire disse qualcosa che caratterizza in modo speciale tutta la sua vita:

Io sono grato che Dio mi ha dato grazia e sapienza per fare le scelte giuste (...) ed essere giusto.