Sigurd Bratlie, un apostolo di Dio

Sigurd Bratlie, un apostolo di Dio

Scritto da: Trond Eivind Johnsen | Luogo: Oslo, Norvegia | Pubblicato: mercoledì 5 ottobre 2011

Nel 1996 il sarto Sigurd Bratlie ha avuto il più grande funerale che la Norvegia abbia conosciuto dopo la scomparsa di re Olav.

Sigurd Bratlie non era conosciuto né come un oratore capace, né come un grande scrittore. Non era nemmeno un tipo particolarmente portato a essere una guida.

Ciononostante 3300 amici da tutto il mondo accompagnarono Bratlie nel suo ultimo viaggio. Cosa c’era allora di tanto particolare con questo sarto?

L’inizio

Sigurd Bratlie nacque nel luglio 1905, nella fattoria Bratlie a Norstrand a Oslo. È cresciuto in una famiglia cristiana e all’età di nove anni si convertì a Dio.

Quindi passarono sei anni. Sigurd studiava alla scuola commerciale Otto Treiders e improvvisamente la sua vita prese una svolta inattesa:

Tramite un compagno di classe, Sigurd entrò in contatto con Edwin Bekkevold, responsabile della chiesa a Oslo, e quindi anche con la Brunstad Christian Church.

“Quando compresi cosa si professava lì, non esitai nemmeno un minimo nel mio cuore", raccontò Bratlie 35 anni più tardi. Aveva trovato il senso della sua vita.

Qui Bratlie incontrò molte persone che avrebbero avuto grande significato per lui, tra gli altri Johan Oscar Smith ed Elias Aslaksen. Poteva restare a parlare con questi fino a tarda notte, per ricevere aiuto per la sua vita cristiana personale … E così andò avanti in tutta tranquillità per Bratlie per molti anni.

 

Servitore. Grato. Fedele.

Bratlie era un uomo riservato che trovò grande gioia in quello che professava Johan Oscar Smith, le rivelazioni su “Cristo manifestato in carne” e “Il corpo di Cristo”. Divenne così entusiasta che sfruttò il resto della sua vita sia nel praticare le verità nella sua propria vita, sia nel professarle agli altri.

E proprio questo era una cosa così grande in Bratlie: lui praticava le verità nella sua propria vita. In questo modo poteva parlare del e la sua vita ne dava testimonianza. Questo era il suo obiettivo principale di tutta la sua vita e per questo motivo fece anche in modo che il seguente versetto della Bibbia fosse affisso sulla parete del locale della chiesa di Oslo: “Bada a te stesso e all'insegnamento; persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.” (1 Tm. 4, 16)

Un’altra cosa che caratterizzava Bratlie era il sua dolore sincero per la predicazione superficiale che cambiava “il perdono dei peccati” in “concessione a peccare”, e combatté contro questo per tutta la sua vita, sia con scritti, sia con parole.

 

Ancorato nella parola di Dio

Sigurd Bratlie spesso chiedeva e diceva: “Hai una parola di Dio per quello che fai? Quando quello che fai o dici è basato su una parola di Dio, non puoi sbagliare. Nemmeno un folle sbaglia strada sulla via santa.” Per questo usava spesso le parole stesse di Dio quando gli veniva chiesta la sua opinione in una questione e in questo modo poteva essere d’aiuto per tutte le persone, indipendentemente dalla cultura e dalla situazione della vita. E in questo modo non era a lui che restava l’onore, perché aveva loro solo raccontato la parola di Dio.

“Io non predico, io porto avanti solo quello che dice la parola di Dio", disse una volta quando parlava dal pulpito.

Il capo Cristo

Sigurd Bratlie si rende invisibile quando porta la parola di Dio. Gli ascoltatori devono riuscire a vedere Cristo e la vita di Cristo”, disse Elias Aslaksen di Bratlie il giorno del suo settantesimo compleanno.

Collegare il singolo al capo, Gesù Cristo, era qualcosa di imperativo per Bratlie. In questo modo tutti quelli che lui conduceva alla chiesa mediante la sua vita e la semplice predicazione, avevano anche la possibilità di diventare persone spirituali con una connessione diretta con Cristo. Si augurava che tutti potessero sperimentare personalmente Dio e per questo professava il vangelo nel modo più semplice possibile, così che l'uomo comune della strada lo potesse comprendere.

Missione, faccio tutto per il vangelo!

Nel 1975 Bratlie scrisse una lettera da una casa tra le Ande e la costa del Pacifico in Cile. Qui aveva abitato per una settimana a casa di una famiglia polacca che lui definì essere “eccezionalmente timorosa di Dio”, ma una volta tornato a casa Bratlie perse il contatto e non riuscì più a ricontattare la famiglia.

25 anni dopo Andreas Schneider e Kjetil Evensen facevano missione in Cile con canti dal libro dei canti della chiesa, quando un uomo cileno improvvisamente si avvicinò a loro chiedendo da dove venissero quei canti; il cileno raccontò “Ho molte cassette a casa con questi canti.” “I miei genitori hanno avuto in visita un norvegese che si chiamava Bratlie, che abitava a casa nostra. Per 25 anni ho cercato qualcuno che lo conoscesse.”

Bratlie faceva missione in questo modo. Se sentiva parlare di un'anima in cerca della verità in qualche parte del mondo, non aspettava nell’andare in viaggio per andarla a trovare, anche se questa vivesse da sola, lontana da tutti i percorsi battuti, in un paese straniero.

E il lavoro di missione diede risultati. Uno dopo l’altro furono afferrati dopo aver sperimentato la sua irradiazione della gloria di Cristo e aver sentito le sue semplici parole vivificanti. E Bratlie non si fermava una volta che le persone erano salvate: ma lui continuò a lavorare per presentare ognuno di questi “perfetto in Cristo”, come fece Paolo stesso. (Cl. 1,28)

Così Bratlie ha viaggiato, prima in tutta la Norvegia, in Danimarca e in Svezia, poi in tutta l’Europa, prima di viaggiare infine in tutto il mondo per tutti i continenti.

Nel 1976 Elias Aslaksen andò a Dio e Bratlie assunse il ruolo di guida della chiesa. Lui ha avuto questo servizio fino alla sua morte.

Prigionia a Bagdad

Non erano in molti in Norvegia ad aver sentito il nome Sigurd Bratlie prima dell’autunno 1978. Allora quest’uomo tranquillo avrebbe avuto un’attenzione inattesa della stampa e del governo norvegese.

Durante un raduno cristiano a Bagdad spuntò la polizia irachena che arrestò Bratlie e gli altri presenti. Non fu comunicato nulla alle autorità norvegesi, ma dopo un paio di giorni, quando Bratlie non era arrivato in Egitto come atteso, sua moglie denunciò la sua scomparsa. Passò un mese intero prima che le autorità norvegesi riuscissero a sapere che il sarto Bratlie era stato arrestato e imprigionato in Iraq, sospettato di aver preso parte ad attività segrete contro la sicurezza del paese.

Così Sigurd Bratlie restò in prigione per 143 giorni, dal novembre 1978 fino alla Pasqua del 1979. Molte persone del governo norvegese lavorarono sodo per liberare Bratlie, tra questi il ministro degli esteri Knut Frydenlund, il segretario di stato Thorvald Stoltenberg e Yvonne Huslid (quest’ultima partì per Bagdad e incontrò personalmente Saddam Hussein per fare in modo che Bratlie e gli altri prigionieri fossero liberati). Essere in una prigione irachena non era certo uno scherzo per un uomo di 73 anni con una salute precaria.

"Sta scitto…: “tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio”. Questo deve essere messo alla prova. È lo stesso quali siano le situazioni che giungono nella vita. È chiaro che puoi venirti a trovare in situazioni molto peggiori della prigione e quei problemi lì. È chiaro questo. La vita giornaliera offre tante situazioni dure”, disse Sigurd Bratlie nel suo primo discorso dopo essere uscito dalla prigione irachena.

La fine

“Lui è un apostolo di Dio”. Aksel J. Smith non aveva dubbi su quali conclusioni poter tirare sul suo caro fratello e collaboratore, Sigurd Bratlie, in occasione dei suoi 90 anni. Erano allora passati 75 anni da quando Bratlie era giunto nella chiesa. Quello di ciò che allora testimoniò, cioè che Dio lo avrebbe reso perfetto per il servizio, Smith ora poteva affermare che la sua vita lo testimoniava. L’opera apostolica di Bratlie aveva avuto grande significato per la crescita e lo sviluppo della chiesa.

Mezz’anno dopo si addormentò quest’uomo tanto amato e apprezzato, e lasciò dietro di sé migliaia di persone grate.

Il funerale si tenne il 31 gennaio 1996 nel centro conferenze della chiesa, Brunstad, e circa 3300 persone, diedero un ultimo saluto a una persona che aveva significato così tanto, sì aveva avuto un'importanza eterna, per loro.

Letteratura di Sigurd Bratlie:«La grazia in Gesù Cristo»; «Comunione»; «Cos'è un uomo?»;