Che cosa rende diversa questa chiesa?

Che cosa rende diversa questa chiesa?

Scritto da: Maggie Pope | Pubblicato: mercoledì 7 maggio 2014

Dalla chiesa solenne e formale d’Inghilterra col vicario vestito con abiti da cerimonia, al pastore battista evangelico in giacca e cravatta e al predicatore pentecostale alla moda in jeans e maglietta, col microfono in mano mentre si esibisce sul palco gridando… Li ho sperimentati tutti.

E hanno una cosa in comune.

Tutto ruota attorno a loro.

Un uomo davanti ha il compito di raccontare alla congregazione quello che Dio ha fatto per noi e come possiamo raccogliere i fondi per il fondo, essere salvati, o essere battezzati con lo Spirito Santo. Amen, lodato sia il Signore, e/o Alleluia!

E torniamo a casa grati di essere delle brave persone, o di aver accettato Gesù Cristo come nostro salvatore personale, o che possiamo parlare in lingue.

Questo è cristianesimo?

Ho trascorso diversi mesi a pensare, ‘É tutto qua? È questo tutto ciò che il cristianesimo può offrire?’

Ho trascorso diversi mesi a pensare, ‘È tutto qua? È questo tutto ciò che il cristianesimo può offrire?’ Quando leggo in Atti c’era un senso di potere, di vittoria, di sconfiggere Satana e i padroni dell’inferno. Ho cercato quel senso di vittoria e ho trovato delle guide che mi dicevano che in realtà non dovevo FARE quello che è scritto nella Bibbia, perché loro stessi non lo facevano. Ho trovato donne che spettegolavano e sparlavano degli altri membri del loro gruppo, e uomini che godevano nello scalfire le congregazioni in cricche per acquisire potere e prestigio personale.

Tutti erano d’accordo su una cosa: che Gesù il Figlio di Dio e Re dei Re aveva sofferto ed era morto sulla croce per noi, cosicché noi potessimo trovare una via di ritorno a Dio attraverso il perdono dei nostri peccati. Tutto quello dovevamo fare era credere nel prezioso sangue che era stato versato per noi.

E poi dovevamo andare a diffondere la parola su ciò che Dio aveva fatto per noi e convertire quante più persone possibili. Ma non potevo fare a meno di pensare, convertire a cosa?

I cristiani che vedevo continuavano a fare pettegolezzi e si divorziavano, si arrabbiavano ed erano gelosi. E loro pensavano che questo andasse bene finché chiedevano perdono a Dio per mezzo del sangue di Gesù Cristo, il nostro Salvatore che ha rimosso i nostri peccati.

Quindi qual era il punto  e dov’era la vittoria di cui avevo letto?

Quindi qual era il punto  e dov’era la vittoria di cui avevo letto?

Essere salvati è solo l'inizio

Poi incontrammo un giovane che ci raccontò una storia diversa. Era un giovane che veniva dal movimento pentecostale come noi, ma che era stato ad una conferenza a Brunstad in Norvegia. Quello che aveva sentito lì gli aveva cambiato la vita. Ci raccontò quello che aveva sentito – che essere salvati era solo l’inizio del cammino di trasformazione; che possiamo ottenere vittoria sul peccato nella nostra natura poco a poco se lottiamo e resistiamo a Satana, proprio come aveva fatto Gesù.

Questa era una novità per me. Lesse in Ebrei 12.4: ‘Voi non avete ancora resistito fino al sangue nella lotta contro il peccato.’

Questo non significava che i nostri peccati erano stati ‘rimossi’, ma piuttosto che dovevamo resistere a questi!

Non avevo mai letto prima quel versetto. Nessuno me ne aveva nemmeno mai parlato. Questo non significava che i nostri peccati erano stati ‘rimossi’, ma piuttosto che dovevamo resistere a questi! Sentii un formicolio corrermi lungo la schiena. Avrei dovuto lottare contro il peccato. Io ero responsabile qui e ora su come rispondevo alla tentazione. Non potevo semplicemente cedere e aspettarmi che il sangue di Gesù mi coprisse agli occhi di Dio.

Come diventare liberi

Quando andavo alle funzioni degli evangelici battisti avevo lasciato una volta la funzione in maniera scontrosa e seriamente arrabbiata con mio marito. Un membro della chiesa lo aveva notato e insistette che io dicessi ad alta voce, “Sia lodato il Signore!” Io non volevo. Continuavano a farmi pressione affinché avessi detto “Sia lodato il Signore!” come se per magia rendesse tutto OK.

Quello che avevo scoperto nella Brunstad Christian Church era che era il peccato dentro di me a rendermi irritata, e non mio marito. Avevo imparato che dovevo andare all’attacco contro il mio risentimento; che avrei potuto (e dovuto) pregare a Dio perché mi riempisse col suo Spirito Santo, non solo per parlare in lingue, ma per il potere di resistere e respingere i pensieri di risentimento e peccaminosi. Ho scoperto che quando ho intrapreso questa battaglia contro il mio peccato, me ne sono liberata poco a poco, e me no sto liberando ancora.

Noi siamo il Corpo di Cristo, persone libere, servi che hanno ciascuno una vocazione che seguiamo per nessun guadagno o influenza terreni.

Durante ogni riunione, c’è l’opportunità per me stessa e per gli altri di alzarsi e testimoniare sulla bontà di Dio e sul lavoro che sta facendo nelle nostre vite. Condividiamo le rivelazioni che abbiamo ricevuto su noi stessi quando ascoltiamo la predicazione profetica della Parola di Dio.

Non ci sono uomini pagati per salutarmi alla porta della chiesa, pagati per leggermi le scritture, pagati per darmi consigli. Non ci sono uomini pagati per esibirsi.

Noi siamo il Corpo di Cristo, persone libere, servi che hanno ciascuno una vocazione che seguiamo per nessun guadagno o influenza terreni.

Noi siamo il Corpo di Cristo, persone libere, servi che hanno ciascuno una vocazione che seguiamo per nessun guadagno o influenza terreni. Abbiamo profeti, insegnanti, aiutanti, evangelisti, consolatori.

Chi può far parte di questo Corpo vivente e fiorente?

Una cosa è certa; non c’è bisogno di compilare alcun modulo di adesione. Nessuna denominazione a cui aderire. È in effetti molto semplice:

‘Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.’ (Luca 9:23)