Cosa dice la Bibbia riguardo all’amicizia con i non credenti?

Cosa dice la Bibbia riguardo all’amicizia con i non credenti?

Scritto da: Steve Lenk | Pubblicato: lunedì 21 luglio 2014

È possibile per un cristiano avere una stretta amicizia con i non credenti ed essere gradito a Dio allo stesso tempo? Questa è una domanda importante, specialmente se dai la tua vita a Dio e i tuoi amici o familiari più stretti non lo fanno, o se vuoi vincere un non credente per Cristo.

Quando scegli di seguire Gesù con tutto il tuo cuore, Lui ti offre il modo di vincere il peccato come ha fatto lui e diventare libero e pieno di gioia. (Giovanni 10:10) Se sei fedele, diverrai la sua sposa e il suo collaboratore per tutta l’eternità. (Ap 3:21) Ma ci sono dei rapporti umani che possono compromettere questa elevata vocazione?

Cosa valuto?

Quando Gesù parlava alla gente, questo era spesso uno dei temi che affrontava: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me.” (Matteo 10:37) A volte tali rapporti possono impedirti di fare quello che sai essere la volontà di Dio per la tua vita. Forse altri si sentiranno offesi dalle decisioni che prendi, o ti dicono che servire Dio o fare la sua volontà non è così importante, o che è obsoleto o incompreso, ma per mantenere un buon rapporto con loro rinneghi ciò che in fondo sai essere giusto. Erano queste considerazioni per le relazioni e le opinioni umane a cui si riferiva Gesù.

Gesù considerò la volontà di Dio al di sopra di tutti i legami terreni

Una volta, la propria madre e i fratelli di Gesù volevano parlare con lui in mezzo ad un raduno di persone e lui rispose: "Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli? …Chiunque avrà fatto la volontà di Dio, mi è fratello, sorella e  madre.” (Marco 3:33-35) Gesù considerò la volontà di Dio al di sopra di tutti i legami terreni. Per preservare una relazione terrena, non vogliamo essere trovati come dice l’Apostolo Paolo in Efesini 2:12, “senza Cristo, …senza speranza e senza Dio nel mondo.” Questa sarebbe una perdita eterna per noi stessi e forse anche per coloro che ci stanno a cuore.

Non vi mettete sotto un giogo

Paolo scrive pure, “Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo… O quale relazione c’è tra il fedele e l’infedele?” (2 Cor. 6:13-15) Nel Vecchio Testamento, Dio comandò a Israele di non usare due diversi tipi di animali per arare lo stesso campo perché l’uno avrebbe ostacolato all’altro nel fare il suo lavoro. Paolo usa questo esempio paragonandolo al cercare di mantenere un rapporto stretto con persone che non hanno fatto lo stesso patto con Dio che abbiamo fatto noi, che non hanno lo stesso obiettivo di diventare la sposa pura e senza macchia di Gesù.

Come può l’amicizia essere pericolosa?

Gesù ha detto che la via era angusta e che solo pochi l’avrebbero trovata. (Mt 7:13-14) Noi veniamo molto facilmente allontanati dalla nostra vocazione di vincere come Gesù stesso ha vinto. Di natura siamo molto inclini a cercare l'approvazione dei nostri amici. Eppure Gesù dice di se stesso: "Io non prendo gloria dagli uomini." (Gv 5:41) Paolo scrive in modo diretto – senza ombra di dubbio: “Non v’ingannate: ‘Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi.’” (1 Corinzi 15:33) Perché la prende così seriamente? È nella natura stessa delle cose che i credenti e i non credenti abbiano obiettivi, interessi e valori diversi. Tutti noi uomini abbiamo la nostra volontà che è contraria alla volontà di Dio, e siamo molto deboli. Siamo inoltre facilmente influenzati gli uni dagli altri, e la nostra volontà umana vacilla facilmente nel trovare "la strada a minore resistenza", il che significa quasi sempre una strada diversa dalla volontà di Dio. Trascorrere del tempo con i non credenti e la loro influenza può rendere difficile fare la volontà di Dio, offusca la tua visione per la vittoria, e fa venire meno il tuo desiderio di vivere per Dio.

Trascorrere del tempo con i non credenti … può rendere difficile fare la volontà di Dio, offusca la tua visione per la vittoria, e fa venire meno il tuo desiderio di vivere per Dio

Non li posso vincere per Cristo?

“Ma se li volessi vincere per Cristo?” ti potresti chiedere. “Come posso farlo se rompo i miei rapporti con loro?” La testimonianza di Paolo ti può aiutare a chiarire questo: “Poiché, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti, per guadagnarne il maggior numero...” (1 Corinzi 9:19) Paolo dovette prima diventare libero da tutte le persone, prima di poter essere abbastanza forte per cercare di condurle a Cristo. È importante che siamo onesti con noi stessi in queste questioni, perché accade spesso che ci siano degli effetti disastrosi se cerchiamo di aiutare quelli da cui non siamo veramente liberi. Come vediamo nel caso di Salomone che sposò delle donne straniere: “Al tempo della vecchiaia di Salomone, le sue mogli gli fecero volgere il cuore verso altri dèi; e il suo cuore non appartenne interamente al SIGNORE suo Dio, come il cuore di Davide suo padre.” (1 Re 11:4)
Se, per riuscire a conservare il nostro rapporto con Dio, rompiamo, limitiamo o evitiamo un rapporto umano nella nostra vita, Dio farà più che compensare per questa fedeltà. “Gesù rispose: ‘In verità vi dico che non vi è nessuno che abbia lasciato casa, o fratelli, o sorelle, o madre, o padre, o figli, o campi, per amor mio e per amor del vangelo, il quale ora, in questo tempo, non ne riceva cento volte tanto…’” (Marco 10:29-30)

È importante che siamo onesti con noi stessi

Possiamo anche diventare un esempio per tutti coloro che ci stanno a cuore nella speranza che anche loro possano ricevere le benedizioni di una vita in Dio. Non c’è amore più grande che possiamo mostrare loro se non questo, anche se loro potrebbero interpretare le nostre azioni esattamente al contrario. Ma se sopportiamo questo malinteso e rimaniamo fedeli a Dio, questi versetti si adempiranno nelle nostre vite: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli." (Matteo 5:16)