Dio fa parte della mia realtà?

Dio fa parte della mia realtà?

Scritto da: Isak Ditlefsen | Pubblicato: lunedì 27 giugno 2016

Questo mondo ha solo un obiettivo. Cioè godersi la vita. Dobbiamo avere autonomia e libertà di svilupparci come dei bei fiori tra altri bellissimi fiori.

Una caccia infinita del piacere

Tutti dovremmo sviluppare l’incredibile potenziale che è in noi, ma Dio spesso non è presente in questo quadretto. Invece, abbiamo una “bussola interiore”, delle "voci interiori", "forze interiori" che ci dovranno guidare verso questo piacere. E in tutto il nostro individualismo dobbiamo presentarci come degli dèi mentre andiamo in giro dicendo belle parole e creando arte, ci spingiamo ai limiti nello sport, motiviamo e aiutiamo altre persone. E possiamo certamente essere un bel fiore accanto ai fiori che hanno una morale diversa dalla nostra. Finché siamo belli riusciamo a rispettarci a vicenda. E nei social media, riusciamo a risplendere ancora di più come persone meravigliose. Distribuiamo “mi piace” e “love” con due tocchi leggeri sullo schermo. Come se in questo modo rendessimo il mondo un posto migliore. Questo è l’ideale che molti vogliono raggiungere. Ma qual è la realtà?

A cosa serve un bell’aspetto della vita, una bella facciata, se non faccio la volontà di Dio?

È una cosa molto complicata. Bisogna bilanciare gli amici e la famiglia, le finanze, la salute, il lavoro, ecc. Le settimane volano. Le scadenze pressano da tutte le parti. La zia chiama e si accerta per la terza volta che io vada ad aiutarla nel giardino. Il mio capo mi ricorda che per l’indomani avevo accettato di lavorare un po' più a lungo, e l’insegnante mi parla delle cattive abitudini durante le lezioni. Bisogna ricordare questo, quello, quest'altro e quell'altro.

Questo mondo è diventato così esigente. Non posso rilassarmi un po’ di più?

Mi rendo conto che è questa la vita?

La verità è che io sono qui. Questa è la realtà, questa è la vita. E non c'è scampo. I giorni vanno e vengono. Mi rendo conto che questa è la vita? Proprio i giorni che si presentano adesso, che ci sia una triste pioggia grigia, o dell’intensa grandine, o dei leggeri fiocchi di neve.

E se ci rendessimo conto di quello che è realmente possibile in queste realtà, non ci sarebbe venuto in mente di evitare tali circostanze in cui siamo posti.

Dio ha pianificato le circostanze in cui adesso forse sento mi strapazzano. Lui conosce bene i miei limiti, lui sa chi sono, e il suo amore per me è incredibilmente grande. E lui ha fatto un piano per me già prima della fondazione del mondo, un piano preciso e dettagliato affinché io mi avvicini a lui. Affinché io cerchi lui e ottenga il suo aiuto. Affinché io capisca che ho bisogno di aiuto, che non va di inseguire il piacere e ancora il piacere e allo stesso tempo servire lui.

Gesù è venuto in questo mondo per fare la volontà di Dio. Adesso noi, come suoi seguaci dobbiamo fare la stessa cosa. (Ebrei 10,7)

E se ci rendessimo conto di quello che è realmente possibile in questa realtà, non ci sarebbe venuto in mente di evitare tali circostanze in cui siamo posti. Se ricevessimo gli occhi aperti per vedere le forze celesti che sono in movimento in tutto il mondo, per fortificare coloro che hanno il cuore integro verso il Signore. Per non parlare della ricompensa che attendono i fedeli. Sì allora avremmo avuto! Allora avremmo potuto soffrire. Allora i giorni non sarebbero stati così difficili. (Giovanni 20,29).

Le sfide quotidiane diventano significative

Ma è propria questa la realtà! Come discepoli di Gesù abbiamo la stessa chiamata: fare la volontà di Dio, e vincere sul peccato (1 Pietro 2,21-24). Vincere sul peccato che è venuto in ogni uomo attraverso la caduta, che ci seduce ad essere aspri quando sentiamo pressione, a sminuire gli altri che non hanno tanto successo come noi. O che ci inganna con sogni di piacere e grandezza senza fare i conti con il vero problema: il peccato e le pretese che abitano in noi stessi. E Dio ci ha dato tutto quello che ci serve – lui ha praticamente messo in moto il cielo affinché riesca per noi. Lui ha mandato Gesù per mostrarci la via. Lui ha mandato lo Spirito Santo per guidarci e rinforzarci. Lui ci ha dato la sua Parola, come una linea guida per la nostra vita. Dobbiamo solo crederci, in modo da poterne fare uso.

Lui ha praticamente messo in moto il cielo affinché riesca per noi.

Credere è agire. È essere obbediente alla parola di Dio e alla sua volontà, nelle piccole e grandi prove di ogni giorno, obbediente nel giudicare il peccato che abita in me. E credo che, nonostante quello che sono stato e quello che ho fatto, non ho più bisogno di vivere nel peccato che vuole venire fuori in me! Quando vengono le pressioni della vita e le cose diventano difficili, quando qualcuno ritiene che avrei dovuto fare un lavoro migliore. Quando vengono le tentazioni. Allora non devo essere più infastidito e lamentarmi! Allora non serve soltanto essere “un bel fiore”. A cosa serve un bell’aspetto della vita, una bella facciata, se non faccio la volontà di Dio? Ho bisogno di essere liberato dal peccato!

Se questo è il mio desiderio più elevato, allora Dio mi aiuterà - lo ha promesso.  2 Cronache 16,9 "Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui."