I cristiani dovrebbero essere tolleranti?

I cristiani dovrebbero essere tolleranti?

Scritto da: Nellie Owens | Pubblicato: mercoledì 2 luglio 2014

Molte cose che la Bibbia chiama “peccati” sono ampiamente accettate nella cultura di oggi. Da cristiani, quanto dovremmo essere tolleranti per tali cose?

Quando guardo al mondo oggi, è chiaro che l’empietà è dilagante. Basta soltanto che leggiamo in Galati 5:19-21 per ottenere un elenco abbastanza completo dei peccati che sono ampiamente accettati e tollerati nella nostra cultura di oggi.

“Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosie, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre cose simili.” Quante di queste cose sono ancora generalmente considerate peccati? La maggior parte delle persone concorderebbe che l'omicidio è un peccato, ma molti altri peccati di questa lista sono ampiamente tollerati, e in alcuni casi persino incoraggiati.

I media, i professori, i compagni e colleghi mi dicono che devo essere tollerante in queste cose, soprattutto con l’impurità sessuale: omosessualità, adulterio e fornicazione. Ma sta scritto chiaramente nel versetto 21 che "chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio." Se voglio seguire Cristo come mi dice la Bibbia, devo chiedermi: quanto era “tollerante” Gesù per queste cose quando era sulla terra?

Nessuna tolleranza per il peccato

È per una buona ragione che la Bibbia descrive Gesù con “i suoi occhi erano una fiamma di fuoco” (Apocalisse 19:12). Era zelante quando si trattava della purezza per Dio. In Matteo 5:29, Gesù racconta alle moltitudini, “Se dunque il tuo occhio destro ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo.”

Gesù non intendeva che le persone si facessero del male fisicamente; voleva mostrare loro la gravità del peccato. La sua mentalità era, che avrebbe piuttosto preferito cavare il suo occhio che peccare, era tutt’altro che passivo; lui non aveva tolleranza verso il peccato nella sua vita.

La sua mentalità era, che avrebbe piuttosto preferito cavare il suo occhio che peccare, era tutt’altro che passivo.

Lo zelo di Gesù per la purezza si estendeva ben al di là del peccato esteriore; era zelante nei pensieri e negli intenti del suo cuore. In Matteo 5:27-28 dice, “Voi avete udito che fu detto: ‘Non commettere adulterio.’ Ma io vi dico che chiunque guarda ad una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.”

Questo significa che non necessariamente devo commettere fisicamente il peccato per essere colpevole; posso peccare nella mia vita dei pensieri. Questo è estremamente serio! È nei miei pensieri che ha inizio il peccato, e devo intraprendere una battaglia qui ed essere zelante contro i miei piaceri e desideri che mi portano all’impurità, ira, egoismo, ecc. “Fate dunque morire ciò che in voi è terreno:  fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e cupidigia, che è idolatria. Per queste cose viene l’ira di Dio sugli uomini ribelli…” Colossesi 3:5-6. Io non posso tollerare alcun peccato, persino nella mia vita di pensiero!  Io devo prendere prigioniero ogni pensiero quando si presenta e portarlo nella morte.

Zelante contro il peccato o i peccatori?

Se non devo essere tollerante verso il peccato nella mia vita, come posso tollerare le persone attorno a me che concordano con questi o vivono in questi peccati? Dovrei essere zelante anche contro di loro ed il loro comportamento? Leggendo in Giovanni 8 come la prese Gesù, ho ricevuto più luce sulla questione. In questo capitolo, molti dei farisei e dei dottori della legge volevano lapidare un donna adultera, in conformità alla legge di Mosè. Ma Gesù non la voleva condannare. Invece le disse semplicemente, “Va’ e non peccare più.” Non devo condannare le persone con i miei pensieri, parole o atti; non devo essere zelante contro di loro.

Ma non posso essere semplicemente d’accordo o “accettare” il loro stile di vita – devo vivere la mia vita davanti al cospetto di Dio, conformemente alla sua parola. Praticare l’omosessualità, per esempio, è largamente accettato nella società di oggi. Ma la Bibbia afferma chiaramente che questo è peccato. Se sono tollerante verso una qualsiasi forma di peccato, indipendentemente da quanto sia accettato largamente, inganno me stesso.

Se sono tollerante verso una qualsiasi forma di peccato, indipendentemente da quanto sia accettato largamente, inganno me stesso.

Allora trovo che a volte devo combattere per ciò in cui credo. Questo può essere un pensiero terrificante: esprimersi contro il peccato, quando tutto il mondo dice che va bene. Invece di accettare il peccato ed essere tollerante, devo “Vegliare, stare fermo nella fede, comportarmi virilmente, fortificarmi.” (1 Cor 16:13). Dio vuole rafforzarmi per fare e dire quello che è adatto per un cristiano quando devo difendere quello in cui credo!

Invece di essere tollerante, devo essere zelante contro tutto il peccato, proprio come lo era Gesù. Galati 6:6-7 dà una seria esortazione: “Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne…” Se prendo sul serio il peccato piuttosto che essere ingannato e pensare che non ci sarà alcuna mietitura per questo, allora posso sperimentare la seconda metà del versetto 8: “ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna.” Non solo potrò essere libero da ogni peccato che affligge l’umanità in questa vita, ma avrò anche un’eredità eterna insieme a Gesù e sarò degno di Lui!

Avrò anche un'eredità eterna insieme a Gesù e sarò degno di Lui!

“Infatti la grazia di Dio, salvifica per tutti gli uomini, si è manifestata, e ci insegna a rinunciare all’empietà e alle passioni mondane, per vivere in questo mondo moderatamente, giustamente e in modo santo, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù. Egli ha dato se stesso per noi per riscattarci da ogni iniquità e purificarsi un popolo che gli appartenga, zelante nelle opere buone.” (Tito 2:11-14)