Pensare autonomamente

Pensare autonomamente

Scritto da: Heidi W. Vedvik | Luogo: Oslo, Norvegia | Pubblicato: lunedì 12 novembre 2012

Ultimamente ho letto molte cose strane sulla mia chiesa – che in fondo è la mia vita, per come la sento io. È un poco strano vedere che gli altri abbiano un’opinione, si presentino con delle espressioni e discutano su di me e sulla mia vita in un modo nel quale non mi riconosco.

Se devo credere ai media e agli altri che si trascinano nei dibattiti, sono certamente una poveretta, che pensa poco, un individuo non autonomo che si sente pressato – sì, praticamente costretto a lavorare, a dare il denaro e il tempo alla chiesa. Allora devo dire che non mi riconosco in queste descrizioni. Alcuni pensano forse che io non ho valutato bene il tutto, e pensano forse che devono “convincermi” o farmi vedere la difficile situazione nella quale mi trovo. Bene, non sono ancora persuasa.

La maggior  parte delle persone non ritiene che in effetti è di me e della mia fede che si esprimono quando si presentano con critiche e domande, ma piuttosto della “gestione” e del presunto duro regime nel quale vivo. Spesso c’è forse invece il desiderio di aiutare, perché si sente che non esprimiamo le nostre opinioni, che siamo legati, tenuti giù da guide forti. Il punto è solo che per me, per noi, non è così che c'è la "guida" in cima e la chiesa sotto. Noi seguiamo la Bibbia, e lì la "Chiesa di Cristo" è descritta molto approfonditamente (1. Cor. 12, 12-14) Io sono, gli altri sono, noi tutti siamo una chiesa con uno e lo stesso obiettivo. Siamo diversi, e per questo abbiamo compiti diversi, ma così come il corpo non funziona bene senza braccio o polmoni, io e tutti gli altri abbiamo un posto importante nella chiesa. Tutti sono ugualmente importanti, indipendentemente dal nome, dalle risorse o dai doni. Condividiamo una visione comune, una fede comune, una vita comune. Tutti lavorano alla propria vita interiore e in contatto con Dio, ma anche insieme come un solo gregge, una famiglia, un grande gruppo di amici. Tutto quello che faccio, lo faccio per il Signore, non per soddisfare le aspettative e le esigenze degli uomini. (Col 3, 23) Se era per il loro onore, non potevo proprio dire di seguire la Bibbia.

Tutto quello che faccio, lo faccio per il Signore, non per soddisfare le aspettative e le esigenze degli uomini

Non fraintendetemi – anche se il mio principale interesse e gioia nella vita è la chiesa, vivo anche qui in terra, e mi impegno pure qui. Come la maggior parte dei cittadini del mondo desidero pure io in generale una piacevole carriera, una buona economia, una guida politica solida per il paese e una società ben funzionante in generale. Tutte le persone hanno vite diverse, interessi diversi, ma tutti viviamo qui insieme con valori, leggi e diritti comuni. Anche io. Anche noi cristiani, con le nostre – per alcuni incomprensibili – scelt.

Allora forse divento un po' ingenua e cieca quando ripongo a tal punto la mia fiducia nella parola di Dio, quando scelgo di credere in qualcosa che non vedo e dedico molto del mio tempo alla chiesa? Niente affatto! Mi sento pressata, intimidita? No! Non ho motivo di esserlo. Perché non ho alcun motivo di sentirmi pressata, minacciata, di aver subito un lavaggio del cervello, di essere ingenua o sfruttata? Perché sono una persona del tutto autonoma, molto riflessiva e critica con una libera volontà, che Dio una volta mi ha dato. La mia fede e tutte le scelte sono ponderate e basate sulle mie esperienze e scoperte nella vita. Scelgo di fare quello che, per esperienza, so essere la cosa migliore. Se si segue la Bibbia, non ci si fa legare dalle persone. Ognuno è responsabile di se stesso, della propria vita e di quello che si sceglie di farne. Personalmente ho scelto di vivere la mia vita per Dio, ogni giorno, in ogni cosa. La chiesa è il luogo dove mi trovo a casa – dove ricevo sostegno e incoraggiamento nella vita che voglio vivere, dove ho buoni esempi; amici che vogliono la stessa cosa che voglio io. Questa è la mia vita, la cosa più importante nella mia quotidianità, e si investono volentieri tempo, denaro e impegno in questo, non è vero?

Scelgo di fare quello che, per esperienza, so essere la cosa migliore.

Siccome non protesto o non mi ribello nella chiesa, sono considerata da alcuni come una persona che ha subito un “lavaggio del cervello”. Obbedisco a quanto pare “alla guida” come una schiava, per paura. Oppure, ho semplicemente perso la capacità di pensare. Bene, ora ho usato il cervello e ho trovato la spiegazione sul perché credo di non lasciarmi fare il lavaggio del cervello: L’insidia è se non si cerca di tutto cuore Dio in tutte le cose. Allora non si ha il contatto personale con Dio che si sarebbe dovuto avere. Senza la guida di Dio, può essere pure difficile distinguere tra “falsi profeti” e quelli sui quali puoi fare realmente affidamento; coloro che vivono personalmente una vita da cristiani interi di cuore. Perché, sì – esistono quelli dai quali non bisogna proprio prendere consiglio e guida. Personalmente sento che Dio mi aiuta con tali decisioni. Riesco in qualche modo a sentire se le cose sono in linea con la volontà e lo Spirito di Dio o meno, e allora scelgo di fidarmi delle mie intuizioni piuttosto che delle mie “opinioni” o delle voci con cui eventualmente vengono gli altri. Io dipendo da questo aiuto di Dio. Questo rende tutto così facile e non ho bisogno di essere sospettosa. Così mi tengo pure lontana da quelli che non devo ascoltare, che eventualmente potrebbero manomettere il mio cervello.

Il cristianesimo è vivere una vita personale per Dio. Questo deve essere fatto di tutto cuore per Dio e per nessun altro. Non per me; la mia comodità o l’onore, né per l’onore altrui. Non per forza o paura, ma di propria spontanea volontà, in piena fede. Se si vive correttamente secondo la parola della Bibbia, non dovrebbe essere in realtà possibile essere legati a qualcosa o a qualcuno, sentire il giudizio, la pressione o coercizione da parte degli altri, sentirsi diversi, più o meno importanti, offesi, gelosi o giudicati dalla gente. È solo il mio rapporto con Dio che ha un significato reale. Se non è così nel mio cuore, allora la vita cristiana diventa automaticamente una vita di schiavitù. Se per tutti fosse così, allora ci sarebbe la pace. Ed è così che è nella chiesa per me.

Il cristianesimo è vivere una vita personale per Dio