Una strategia contro la depressione

Una strategia contro la depressione

Scritto da: Maggie Pope | Pubblicato: lunedì 24 aprile 2017

Diversi anni fa, mi trovavo in sala operatoria a un passo dalla morte, ma un intervento d’emergenza mi ha salvato la vita. Mi fu detto che ci sarebbero voluti tra i sei e i dodici mesi per recuperare mentalmente, emotivamente e fisicamente. Un paio di giorni dopo, una conversazione con il primario mi sorprese. Invece di persuadermi a prendere antidepressivi, che era quello che mi aspettavo, disse, e cito, “Vai nella natura. Senti il sole sul tuo viso e il vento nei tuoi capelli. Dio non ha creato l’uomo per stare seduto in costruzioni di cemento tutto il giorno”.

Recentemente mi ricordai di questo perché il nostro primo ministro fece una dichiarazione alla Casa dei Comuni riguardo la salute mentale. Lei aveva progetti per soluzioni “alternative” alle cure ospedaliere; lei aveva l’obbiettivo di migliorare la vita delle persone tramite il potere del governo, offrendo corsi di pronto soccorso per salute mentale in ogni scuola secondaria.  Lei riconobbe che “se non affrontata distrugge le vite, separa persone e accentua le divisioni nella nostra società” e per riuscire a cambiare questo si va alla base dell’umanità.

I problemi di salute mentale sono un problema che possono colpire qualsiasi famiglia, e si stima che una ogni sei persone in Inghilterra, abbia sperimentato problemi mentali la settimana scorsa. Si stima anche che diversi aspetti di problemi di salute mentale, dalla depressione all’ansia, provochino oltre a 40 milioni di disabilità nelle persone tra i 20 e i 29 anni. Questi sono tanti anni sprecati.

Ho chiesto alcune persone che hanno una tendenza ad avere pensieri depressivi cosa trovavano utile quando sapevano che stavano entrando in una fase depressiva. Loro mi hanno raccontato di avere una strategia:

1. So che Dio non vuole che io sia depresso
2. Continuo a ripetermi, “Questo è quello che provo, non quello che credo"
3. Gli chiedo di darmi un versetto che mi possa tirare fuori dal pantano
4. Afferro quella parola come un uomo che sta annegando afferra una zattera in un oceano freddo, scuro e desolato
5. So che c'è terra da qualche parte, ma non riesco a vederla ancora. So che se continuo ad aggrapparmi alla zattera non annegherò e prima o poi giungerò a terra

I credenti non sono immuni dagli attacchi di depressione. Così come non siamo immuni dagli attacchi allergici o dalle emicranie, e ci sono alcuni di noi che hanno bisogno di medicine a causa dei disagi o degli squilibri chimici nel cervello e di cui non hanno colpa. In ogni tipo di malattia biochimica c’è una medicina disponibile per ristabilire l’equilibrio, e persino qui in tutti i momenti in cui stiamo male mentalmente ci sono cose che dobbiamo imparare di Dio e di noi stessi.

Ci sono anche volte dove potremmo trascinarci su un sentiero di depressione e scoraggiamento attraverso i nostri ragionamenti; ma abbiamo controllo su questo. Se ci concediamo di diventare depressi questo distorce il modo in cui pensiamo; ci deruba della gioia come non ci riesce nessun altro. E a meno che non troviamo la zattera della vita essa ci può derubare della nostra fede. I Salmi spesso catturano lo stato mentale in cui ci possiamo trovare:

“Dentro di me palpita violentemente il mio cuore e una paura mortale mi è piombata addosso. Paura e tremito m'invadono, e sono preso dal panico.” Salmi 55:4.

Quando siamo tentati ad essere giù di morale non dobbiamo provare e sentirci felici. Dobbiamo prendere una decisione cosciente a sangue freddo di credere che Dio c’è ancora anche se non riusciamo a vederlo.  Lui è la terra, la roccia su cui pianteremo i nostri piedi.

Per quanto mi riguarda, ho accettato il consiglio del mio medico e sono uscita ogni giorno in campagna e ho sentito il sole sul mio viso e il vento nei miei capelli. Ma ho anche guardato nelle nuvole, e indipendentemente da come mi sentivo ringraziavo Dio. Lo ringraziavo per essere viva, per il vangelo, per la mia famiglia, i miei amici, per avere cibo a sufficienza, per un tetto sulla mia testa...E mi concentrai su quello che era buono per altre persone, non sulla mia situazione.

E la mia zattera fu in particolare questo:

“Perciò, rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti;fate sentieri diritti per i vostri passi, affinché quel che è zoppo non esca fuori di strada, ma piuttosto guarisca.” Ebrei 12:12-13.

Non veniamo incolpati per essere zoppi, ma possiamo prevenire la slogatura. E la guarigione viene dalla completa fiducia in Dio che ci ha creato, ci ha amato, e ci ha chiamato a seguire Gesù, che ci fortificherà e che ci sosterrà a prescindere da quello che ci accadrà nella vita. Se siamo discepoli, abbiamo questa come promessa assoluta e ferrea.

Cinque cartelli segnaletici per uscire dagli sbalzi di malumore dai Salmi

“Dall'estremità della terra io grido a te, con cuore affranto; conducimi tu alla rocca ch'è troppo alta per me.” Salmi 61:2.

“Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi.” Salmi 40:2.

“Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza; egli è il mio rifugio; io non potrò vacillare.” Salmi 62:6.

“Sii per me una rocca in cui trovo scampo, una fortezza dove io possa sempre rifugiarmi! Tu hai dato ordine di salvarmi, perché sei il mio baluardo e la mia fortezza.” Salmi 71:3.

“Siate saldi, e il vostro cuore si fortifichi, o voi tutti che sperate nel Signore” Salmi 31:24.