5 cose che quasi nessuno si rende conto NON sono scritte nella Bibbia

5 cose che quasi nessuno si rende conto NON sono scritte nella Bibbia

Scritto da: Brian janz | Pubblicato: lunedì 28 settembre 2015

Sapevi che queste comune affermazioni e idee NON si trovano nella Bibbia?

“Gesù tollera le azioni dei peccatori e dei pubblicani”

Questo è un concetto che viene spesso affermato in giro dalla gente come un'affermazione biblica, ma che in realtà è una distorsione di quello che dice la Bibbia.

“E avvenne che mentre Gesù era a tavola in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con Gesù e con i suoi discepoli.  I farisei, veduto ciò, dicevano ai suoi discepoli: ‘Perché il vostro maestro mangia con i pubblicani e con i peccatori?’” Matteo 9:10-11.

Ma il fatto che Gesù fosse a tavola con queste persone non significa che lui tollerasse le loro azioni. La storia continua nei versetti 12-13.

"Ma Gesù, avendoli uditi, disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Ora andate e imparate che cosa significhi: “Voglio misericordia e non sacrificio”; poiché io non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori.”

Il lavoro dell’intera vita di Gesù era di convertire le persone a Dio!

Lungi dal condonare le loro azioni, Gesù era con i peccatori e i pubblicani per chiamarli al pentimento. Li amava, sì, ma non scusava il loro peccato. Infatti, lui li amava troppo per consentire loro di continuare a peccare.

Lungi dall’avere un atteggiamento passivo nei confronti del peccato, il lavoro dell’intera vita di Gesù era quello di convertire le persone a Dio!

“Siamo tutti peccatori”

Questo è un modo di dire molto vicino all’essere biblico.

Romani 3:23 ci dice che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio.” Quindi qual è la differenza tra “tutti hanno peccato” e “siamo tutti peccatori?” È nel tempo. “Tutti hanno peccato” è un'affermazione vera. Sta pure scritto in 1 Gv 1:8 che “Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi.”

Ma è qui dove si confonde la maggior parte delle persone.

La Bibbia contiene in realtà tanti versetti che ci dicono di smettere di commettere quello che sappiamo essere peccato.

Solo perché ho peccato prima, solo perché ho il peccato che abita nel mio corpo, non significa che devo continuare a peccare. Non significa che devo essere un peccatore. La Bibbia contiene in realtà tanti versetti che ci dicono di smettere di commettere quello che sappiamo essere peccato.

“Ma ora deponete anche voi tutte queste cose:  ira, collera, cattiveria; e non esca dalla vostra bocca maldicenza e alcun parlare disonesto.  Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell'uomo vecchio con i suoi atti, e vi siete rivestiti dell'uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l'ha creato.” Colossesi 3:8-10.

Di certo, l’“uomo vecchio” citato qui era un peccatore. Tutti hanno peccato. Ma il nuovo uomo ha deposto i suoi peccati. 1 Pietro 1:15 ci dice pure, “ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta.”

Quindi non c’è mai scritto neanche una volta nella Bibbia che dobbiamo rimanere peccatori, ma ci dà anche una potente esortazione a diventare santi nella stessa misura di colui che ci ha chiamati.

“Credere in Gesù è tutto quello che serve per andare in paradiso”

In realtà questa frase è biblica. La Bibbia non potrebbe essere più chiara su questo punto. Il problema è quando le persone fraintendono che cosa significhi realmente “credere in Gesù”.

“Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.” Giovanni 3:16.

Non basta credere che c’era un uomo chiamato Gesù, che era il Figlio di Dio e che ti vuole salvare. 

Non basta credere che c’era un uomo chiamato Gesù, che era il Figlio di Dio e che ti vuole salvare. Ma se credi in Gesù, il vero Gesù, come sta scritto di lui nella Bibbia, allora devi pure credere in ogni cosa che lui ha detto e fatto.

“Non sapete voi che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non v’ingannate: né i fornicatori, né gli idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né gli omosessuali, né i ladri, né gli avari, né gli ubriaconi, né gli oltraggiatori, né i rapinatori erediteranno il regno di Dio.” 1 Corinzi 6:9-10.

Puoi vedere come la gente potrebbe confondersi. A prima vista sembra che credere semplicemente in Gesù sia sufficiente per ottenere la vita eterna, ma in Corinzi leggiamo che l’ingiustizia non erediterà il regno di Dio.

Ma se credi davvero in Gesù, e in ogni singola cosa che è scritta di lui, allora non saresti ingiusto. Allora faresti ogni cosa per evitare di peccare.

Se credessi veramente in Gesù, allora la tua fede produrrebbe opere buone.

È esattamente come leggiamo in Giacomo 2:17. “Così è pure della fede; se non ha le opere, per se stessa è morta.” La fede non può essere separata dalle opere. Se credessi veramente in Gesù, allora la tua fede produrrebbe opere buone. E se la tua vita non mostra alcuna opera buona, allora la tua fede è morta e tu in realtà non credi a Gesù come sta scritto di lui.

Quindi non è sufficiente credere che ci sia stato qualcuno di nome Gesù, ma al fine di ottenere una vita eterna devi credere a Gesù come sta scritto. E credere in quel Gesù significa azione.

Leggi di più riguardo all’essere salvati per grazia o per le opere qui.

“Ogni cosa coopera al bene alla fine”

Questo è qualcosa che viene detto spesso alle persone che attraversano qualche tipo di sofferenza. O quando le cose non vanno assolutamente come vorresti. Puoi dare questo piccolo conforto che dopo che sono passate le sofferenze, Dio volgerà di nuovo al bene la tua vita.

Il problema è che questo non è nella Bibbia. 

Il problema è che questo non è nella Bibbia. Al contrario è un modo piuttosto pericoloso di pensare. La citazione reale viene da Romani 8:28: “Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento.”

È scritto che tutte le cose cooperano al bene. Da qualche parte qualcuno ha aggiunto “alla fine” a quella frase e ha cambiato tutto il significato. Adesso, invece di una potente esortazione ad essere grati per ogni cosa, anche per le cose che sembrano cattive, il sentimento è diventato una piccola pacca patetica sulle spalle che le cose si sistemeranno presto.

Attraversando delle sofferenze sulla terra possiamo vedere il peccato che abita in noi e che cerca di risalire in superficie e uscire. 

Ma quando crediamo che “tutte le cose cooperano al bene” allora crediamo che anche le cose che sembrano cattive, sono in realtà buone. Può essere riassunto bene con questi versetti da 1 Pietro 1:6-7, “A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un po' di tempo, dovete essere afflitti da varie prove, affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell'oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo.” Vedi anche Romani 5:3-5.

Che cosa incredibile pensare addirittura che persino le nostre prove e tribolazioni cooperino al nostro bene mentre accadono. Attraversando delle sofferenze sulla terra possiamo vedere il peccato che abita in noi e che cerca di risalire in superficie e uscire. Allora possono essere portati nella morte tutta l’ingratitudine, l’amarezza, l’odio, ecc., che vivono in noi. (Colossesi 3:5) Non saremmo stati in grado di fare morire qualcosa se non avessimo saputo che era lì. Le tribolazioni ci conducono alla trasformazione.

“Essere sempre grati per qualcosa”

Si tratta di una modifica molto subdolo del versetto da 1 Tessalonicesi 5:18, “in ogni cosa rendete grazie, perché tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.”

“Essere sempre grati per qualcosa” suona come una semplice riformulazione del versetto. Ma in realtà, essere sempre grati per qualcosa, ed essere grati per ogni cosa sono due cose completamente differenti. Questo ci riporta al versetto in Romani 8:28. Non si tratta di trovare il lato positivo nel bel mezzo di una terribile giornata. Si tratta di realizzare che anche le cose che sembrano essere cattive, sono cose per cui ringraziare Dio. In quale altro modo potremmo vedere il peccato dentro di noi ed essere in grado di portarlo nella morte?

Non si tratta di trovare il lato positivo nel bel mezzo di una terribile giornata.

Non si tratta di essere grati nonostante le brutte cose che ti capitano. Si tratta di essere grati per le cose cattive. È nelle difficili prove della vita che posso essere lavato e purificato dal fuoco.

Questo sentimento lo si ritrova spesso in frasi “incoraggianti” che ti confrontano con chi sta peggio di te. Per esempio a qualcuno alle prese con problemi finanziari potrebbe essere detto “Conta le tue benedizioni. Almeno hai una casa e una macchina e un lavoro.” Certamente dobbiamo essere grati per queste cose. Ma dobbiamo essere pure grati per le cose che non abbiamo.

Dovremmo essere grati per il fatto che siamo poveri, o disabili, o disoccupati, o qualunque cosa sia. Le prove che abbiamo cooperano solo al nostro bene, dopotutto, e come non si può essere grati per una vita riempita soltanto del bene?