Daniele: fedele solamente a Dio

Daniele: fedele solamente a Dio

Scritto da: Janne Epland | Pubblicato: sabato 15 agosto 2015

Questa è una storia sia di coraggio che di audacia, ma soprattutto di vera fedeltà.

Daniele si sveglia e un nuovo giorno entra attraverso le finestre aperte. Si affacciano sulla sua amata città natale Gerusalemme. Daniele si inginocchia umilmente davanti alla finestra e prega con cuor sincero al suo unico Signore. Fa questo tre volte al giorno, e oggi non fa eccezione. Adesso però piega le sue ginocchia ad un rischio completamente diverso rispetto a prima.

Non c’è dubbio, non lascerà mai il suo Dio, che gli è stato vicino dal primo giorno.

In effetti oggi mette a rischio la propria vita inginocchiandosi davanti a chiunque altro che non sia il re. Come tutti gli altri nella terra di Babilonia, Daniele ha letto l’ultimo decreto ordinato dal re. Coloro che venerano qualcun altro all'infuori del re nei prossimi trenta giorni verranno gettati nella tana del leone. È un destino veramente orribile.

Daniele però non esita. Non c’è dubbio, non lascerà mai il suo Dio che gli è stato vicino dal primo giorno. Il Dio di Daniele non lo ha mai abbandonato e Daniele non lo abbandonerà mai.

Daniele ha servito Dio, e soltanto Dio

La Bibbia ci dice quello che è successo dopo:

“Quando Daniele seppe che il decreto era firmato, andò a casa sua; . . e... tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava il suo Dio come era solito fare anche prima. Allora quegli uomini accorsero in fretta e trovarono Daniele che pregava e invocava il suo Dio.” Daniele 6:10-11

Daniele fu arrestato e gettato nella tana dei leoni. Il Dio Onnipotente si prese però cura di Daniele, il suo uomo fedele, e lui non ebbe nemmeno un graffio. (Daniele 6:8-24)

Appena Daniele iniziò a pregare, Dio ordinò agli angeli di andare ad aiutarlo.

Daniele continuò a pregare a Dio nella sua povertà di spirito. E Dio lo ascoltò. Appena Daniele iniziò a pregare, Dio ordinò agli angeli di andare ad aiutarlo.

“Quando hai cominciato a pregare, c'è stata una risposta e io sono venuto a comunicartela, perché tu sei molto amato.” Daniele 9:23

Pensa di ricevere un tale messaggio dal cielo, “Tu sei molto amato!
le tue parole sono state udite! e io sono venuto a motivo delle tue parole.”

Questa è una storia sia di coraggio che di audacia, ma soprattutto di fedeltà. Daniele fu inflessibile. Si rifiutò di inchinarsi e conformarsi alle persone e farsi formare dalle loro opinioni e regole, persino se avesse significato dover morire. Daniele servì Dio, e Dio soltanto, anche a costo della vita.

Chiamati a vivere una gloria eterna

Il giorno in cui Daniel si inchinò e pregò a Dio, di fatto firmò la sua condanna a morte. Dio però non pensa come le persone, e non è limitato come lo siamo noi. Il Dio che ha tratto in salvo Daniele dalla tana dei leoni è lo stesso Dio oggi e per tutta l’eternità.

Dobbiamo avere lo stesso pensiero di Daniele, così che preghiamo a Dio ogni giorno in modo da  ricevere grazia per essere preservati nella sua volontà.

Così persino davanti a leoni ruggenti, o possiamo pensare alle nostre vite, davanti a qualsiasi sofferenza che dobbiamo passare, Dio premia la fedeltà. Quando ci inginocchiamo davanti a Lui e decidiamo che a tutti i costi non abbandoneremo il nostro Dio, allora lui ci ricompenserà riccamente. Diventiamo molto utili per Lui, e possiamo essere di grande benedizione e aiuto per le persone intorno a noi, esattamente come Daniele diventò un consulente preziosissimo per i re di Babilonia.

Dio sente le preghiere dei fedeli! Dobbiamo avere lo stesso pensiero di Daniele, così che preghiamo a Dio ogni giorno in modo da ricevere grazia per essere preservati nella sua volontà.

“Non temere, Daniele, poiché dal primo giorno che ti mettesti in cuore di capire e d'umiliarti davanti al tuo Dio, le tue parole sono state udite.” Daniele 10:12