Gesù: Pioniere, apripista, precursore

Gesù: Pioniere, apripista, precursore

Scritto da: ActiveChristianity | Pubblicato: martedì 7 febbraio 2017

Hai sentito parlare di Gesù come tuo precursore? Avrai forse sentito di lui come uno che percorso la via al tuo posto.

Cosa significa il termine "precursore"? Secondo la spiegazione del dizionario, un "precursore" è "una persona o cosa che precede la venuta o lo sviluppo di qualcun altro o qualcos'altro." "Precedere" significa "andare davanti o prima." Se è così, allora essendo Gesù il nostro precursore questo significa che ci devono essere altri che lo seguono, altrimenti non avrebbe senso chiamarlo "precursore".

"Questa speranza la teniamo come un'àncora dell'anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina, dove Gesù è entrato per noi quale precursore, essendo diventato sommo sacerdote in eterno secondo l'ordine di Melchisedec." Ebrei 6:19-20.

Seguire qualcuno dovrebbe naturalmente significare percorrere la stessa strada che quella persona ha percorso per raggiungere lo stesso risultato. In effetti come seguiamo Gesù? Prima di tutto, dobbiamo capire cos'ha fatto Gesù in terra e perché vogliamo seguirlo.

Seguire qualcuno dovrebbe naturalmente significare percorrere la stessa strada che quella persona ha percorso per raggiungere lo stesso risultato.

Com'è diventato Gesù il nostro precursore

Quando Gesù nacque nel mondo, non era come Adamo prima della caduta, senza peccato innato nella sua natura umana. Piuttosto, Lui iniziò il suo percorso come uomo e servo, non in forma di re, perché altrimenti non in molti l'avrebbero potuto seguire. (Filippesi 2:7) Prese parte a carne e sangue, tutto il corpo del peccato, come i figli. (Ebrei 2:14; Ebrei 7:18)

"Benché fosse Figlio, imparò l'ubbidienza dalle cose che soffrì." Ebrei 5:8. Gesù dovette imparare l'ubbidienza; questo significava che aveva una volontà propria che era contraria alla volontà di Dio. Obbedire a suo Padre richiedeva sofferenze per non cedere alla sua volontà propria. Ogni volta che Gesù era tentato e la sua carne esigeva il suo diritto, Dio condannò il peccato che abitava nella sua carne, e Gesù sacrificò se stesso. (Romani 8:3-4) Non commise mai peccato, ma invece trovò il peccato che abitava in lui e portò su di esso una morte eterna non cedendovi mai. (Ebrei 4:15) In questo modo, tutto il peccato e la volontà propria nella sua carne era messa a morte, e la natura divina si manifestava nella vita di Gesù.

Quando Gesù morì alla croce del Calvario, la pesante cortina del tempio si squarciò da cima a fondo. (Matteo 27:51) La cortina bloccava l'accesso al luogo santissimo del tempio e simbolizza il peccato nella carne che tutti gli uomini hanno ereditato dalla caduta, perché è il peccato che separa l'uomo da Dio e preclude l'accesso al luogo santissimo. Quando si squarciò la cortina, questo mostrò che tutto il peccato nella carne di Gesù fu condannato e portato nella morte.  Gesù aveva consacrato una nuova e vivente via attraverso la carne, la cortina, fin davanti al trono del Padre. (Ebrei 10:19-22) Lui è diventato un precursore e aveva così reso pienamente possibile per l'umanità prendere parte alla natura divina, se vuole anche percorrere la stessa via mettendo a morte il peccato nella carne.

Gesù aveva consacrato una nuova e vivente via attraverso la carne, la cortina, fin davanti al trono del Padre.

Come seguiamo Gesù?

“Poiché dunque Cristo ha sofferto nella carne, anche voi armatevi dello stesso pensiero, che, cioè, colui che ha sofferto nella carne rinuncia al peccato.” 1 Pietro 4:1-2. Gesù ci ha mostrato la via combattendo per primo il combattimento contro il peccato nei giorni della sua carne. Se non fosse stato possibile per alcun uomo prendere parte alla natura divina, allora la vita e la morte di Gesù sarebbero stati vani.

Molte persone hanno la comprensione che se sono giunti a Gesù, hanno percorso tutta la via. Tuttavia, c'è una differenza tra giungere a Gesù (la via) e percorrere la via.

Cosa significa percorrere la via attraverso la nostra carne? "Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene..." Romani 7:18. Questa era la stessa carne che Gesù aveva ereditato come figlio dell'uomo. Quando siamo tentati, è dovuto al peccato che abita nella nostra carne, che anche noi abbiamo ereditato dalla caduta. Esattamente nel momento in cui siamo tentati abbiamo l'opportunità di porre a morte il peccato che incontriamo. Questo lo facciamo rinnegandolo, non essendo in accordo con la tentazione, ma piuttosto sacrificando noi stessi per fare ciò che è gradito a Dio. In questo modo, il peccato nella nostra carne è gradualmente messo a morte e perde il suo potere. Questo è quello che significa condannare il peccato nella carne. (Romani 8:3)

C'è una differenza tra giungere a Gesù (la via) e percorrere la via.

Per tutta la sua vita, Gesù presentò il suo corpo come un sacrificio per fare la volontà del Padre. (Ebrei 10:7; Luca 22:42) Per seguirlo anche noi dobbiamo consegnarci alla stessa volontà, la volontà di Dio. Riceviamo il perdono dei peccato grazie al sangue di Gesù, ma quando deponiamo le nostre vite e ci abbandoniamo alla stessa volontà come fece Gesù, abbiamo la franchezza di entrare nel luogo santissimo grazie al sangue di Gesù, che è il sangue che scorre anche nella nostra vita, figurativamente parlando, quando odiamo la nostra vita, la nostra volontà in modo che muoia.

Aiuto personale dal nostro precursore

Nel luogo santissimo Dio si rivela a noi e ci parla. Qui conosciamo la volontà del Padre. Qui troviamo anche il trono della grazia. (Ebrei 4:16) Qui è dove si trova Gesù, alla destra del Padre, facendo intercessioni per noi. (Ebrei 7:25) "Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.”  Ebrei 2:18. Poiché lui stesso ha percorso questa via ed è stato tentato in ogni cosa come noi, lui capisce cosa attraversiamo e può simpatizzare con le nostre debolezze. (Ebrei 4:15) Non è una simpatia che ci permette di rimanere nel peccato, ma vero aiuto per uscire dalle sue grinfie e sconfiggere la miseria e la morte alle quali conduce! Quando preghiamo a lui, lui vede il nostro bisogno e prega a nome nostro al Padre. In questo modo lui è anche il nostro mediatore.

Possiamo accostarci con franchezza al trono della grazia per ricevere grazia e aiuto al momento opportuno per avere vittoria sul peccato. Abbiamo bisogno di questo aiuto per riuscire come ha fatto Gesù. Questa grazia come aiuto al momento opportuno non è il perdono dopo che abbiamo commesso peccato, ma grazia e forza nel momento della tentazione, in modo che non cadiamo e non commettiamo peccato!

Possiamo accostarci con franchezza al trono della grazia per ricevere grazia e aiuto al momento opportuno per avere vittoria sul peccato.

Se abbiamo Gesù come nostro precursore e rinunciamo a tutto per percorrere questa via del discepolo, Gesù diventerà il nostro amico più vicino e personale. Attraverso lo Spirito Santo, ci parla nei nostri cuori e ci dà consigli e indicazioni precise, oneste e di grande valore. Come amico, ci offre anche consolazione e forza, e non ha timore di dirci l'assoluta verità su come siamo in modo che possiamo vederla e possiamo cambiare.

Allora sperimentiamo anche Gesù come qualcuno che non solo aprì la via, ma che anche corre accanto a noi, con un cuore pieno di cura, amore, speranza e misericordia, che ci guida e ci aiuta verso la meta, vale a dire essere liberati dal peccato nella carne in modo che solo le virtù di Cristo, i frutti dello Spirito, crescano e si manifestino!