Giosuè e Caleb - uno spirito di fede

Giosuè e Caleb - uno spirito di fede

Scritto da: Milenko van der Staal | Pubblicato: lunedì 27 aprile 2015

Quando abbiamo uno spirito di fede, Dio ci può aiutare a superare le difficoltà apparentemente insormontabili.

Le dodici spie tornarono dall’esplorazione del paese di Canaan per riferire a Mosè e al popolo d'Israele. Il popolo era tutto pieno di entusiasmo. Dio stesso li aveva guidati fuori dall’Egitto, e finalmente era arrivato il momento della verità. Quaranta giorni prima Mosè mandò le spie, con le istruzioni di esplorare il più possibile prima che gli israeliti sarebbero entrati nella terra per prenderla come propria. Le sue parole di commiato furono, “Abbiate coraggio e portate dei frutti del paese.” (Leggi Numeri 13 e 14.)

Ed eccoli qui, portando un grappolo d’uva così grande che due uomini dovettero portarlo tra di loro! “Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti,  ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti.” Eccitate le persone si radunarono attorno a loro per vedere di persona. Ognuno voleva avere una parte della frutta.

La Terra Promessa

I frutti di questa terra sono le virtù e le benedizioni che riceviamo: amore, gioia, pazienza, bontà e pace. Chi non li vuole?

Nel Nuovo Patto ci è stato anche detto di conquistare una Terra Promessa. Come cristiani abbiamo le più grandi e preziose promesse: di cessare con il peccato e diventare partecipi della natura divina (2 Pietro 1:3-4). I frutti di questo paese sono le virtù e le benedizioni che riceviamo: amore, gioia, pazienza, bontà e pace. Chi non li vuole?

Ma la gioia degli israeliti non durò a lungo.  Le spie avevano anche incontrato gli abitanti del paese: persone forti che abitavano in città fortificate. Il loro resoconto era triste: “Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutti la gente che vi abbiamo vista, è gente di alta statura. …Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro."

Il popolo di Israele sprofondò in uno sconforto e pianse per tutta la notte. Tutti i loro sogni dovevano finire così? Avevano davvero sofferto in tante difficoltà, solo per essere ostacolati al limite della Terra Promessa?

Tu credi?

Spesso può sembrare così pure nelle nostre vite cristiane. Rinunciamo alla nostra vecchia vita per seguire Gesù, con grande speranza in una vita migliore. Ma poi il nostro nemico, il peccato nella nostra natura, incombe grande e minaccioso, apparentemente impossibile da sconfiggere. Cominciamo a sentire che essere un cristiano costa troppo; è troppo lavoro, dopotutto. Perché Dio non ci aiuta?

Dio non può aiutare coloro che non vogliono credere. Ha troppo rispetto per il libero arbitrio che ci ha dato. Infatti, senza fede, è impossibile piacere a Dio. D’altra parte, Egli ricompensa riccamente coloro che lo cercano. (Ebrei 11:6)

Dio non può aiutare coloro che non vogliono credere. Ha troppo rispetto per il libero arbitrio che ci ha dato.

Giosuè e Caleb, due spie, dissero. "Se il Signore ci è favorevole, ci farà entrare in quel paese e ce lo darà… Soltanto, non vi ribellate al SIGNORE e non abbiate paura del popolo di quel paese, poiché ne faremo nostro pascolo; l'ombra che li proteggeva si è ritirata, e il Signore è con noi."

Si sarebbe potuto pensare che la gente prendesse coraggio, ricordando le promesse che Dio aveva fatte e i miracoli che gli avevano visto fare. Ma niente.  A causa dell'incredulità, quando incontrarono resistenza, preferirono piuttosto lapidare questi uomini di fede che intraprendere una battaglia e la lotta per la Terra Promessa.

La fede è una scelta

Ma allora Dio intervenne. Non credendo in Lui, il popolo d’Israele negava in effetti la potenza e la gloria di Dio. La sua giusta ira si accese contro di loro e giurò che nessuno di età superiore ai vent'anni sarebbe mai entrato nella terra, ma sarebbero tutti morti nel deserto.

Fede significa essere obbedienti anche quando non riusciamo a vedere i risultati. Fede significa azione. La fede risultati.

Con due eccezioni: “Il mio servo Caleb, perché è stato animato da un altro spirito e mi ha seguito pienamente; perciò io lo farò entrare nel paese nel quale è andato; e la sua discendenza lo possederà. … salvo Caleb e Giosuè, certo voi non vedrete il paese che promisi con giuramento ai vostri padri.”

Questo spirito diverso era uno spirito di fede. Fede significa non guardare alle cose visibili, ma credere che Dio sia Onnipotente. Fede significa essere obbedienti anche quando non riusciamo a vedere i risultati. La fede significa azione. La fede risultati.

Dio vuole che noi scegliamo di credere, e che scegliamo di obbedire. Lui vuole che sacrifichiamo qualcosa. Dio era con Giosuè e gli israeliti, ma hanno dovuto dimostrare che lo volevano. Nella conquista di Canaan che seguì la caduta di Gerico, nessuna città è stata presa senza lottare.

Provare i frutti

Niente è preso senza lottare, ma quando combattiamo, non c’è nulla che non possiamo prendere.

In quello stesso spirito di fede combattiamo la nostra battaglia contro il peccato nella nostra natura. Dobbiamo rinunciare alla nostra volontà e ai nostri desideri peccaminosi. Lui ci dà la forza quando lo cerchiamo con diligenza in fede, e quando vinciamo, tutta la gloria va a Lui.

Niente è preso senza lottare, ma quando combattiamo, non c’è nulla che non possiamo prendere. Uno ad uno i nemici cadranno davanti a noi. Allora faremo più che vedere i “frutti del paese” da lontano.  Amore, gioia, pace, e tutte le virtù – li terremo in pugno e li degusteremo. La Terra Promessa sarà nostra.