Giudica te stesso

Giudica te stesso

Scritto da: Elias Aslaksen | Pubblicato: venerdì 13 giugno 2014

Ogni cosa, anche quando si parla di salvezza, funziona secondo delle leggi. Così come ci sono le leggi naturali, ci sono anche le leggi spirituali.

La legge fondamentale che governa la salvezza, dall'inizio alla fine - dal momento in cui siamo semplici principianti fino a che siamo perfetti - è la legge dell'umiltà. Questo è scritto in una delle lettere di Pietro e nella lettera di Giacomo, alla lettera la stessa cosa.

La legge dell'umiltà

La legge dice: “Dio dà grazia agli umili.” Poi c'è l'opposto: “Dio resiste i superbi” o gli altezzosi, i gonfiati, coloro che sono saggi ai propri occhi. Quando non si è umili, e si prega ancora per grazia, la preghiera è confusa.

Non puoi coltivare patate e raccogliere fragole, indipendentemente da quanto tu lo possa volere, nonostante tutto il fertilizzante che ci puoi mettere, nonostante tutta la pioggia che riceve, e nonostante tu possa lavorare perfettamente il terreno in modo da creare le condizioni di crescita ideali - semplicemente non è possibile. Non è neanche possibile ricevere grazia se non si è umili.

Le parole più forti che abbiamo a riguardo dell'umiltà, sono le parole di Gesù: “…chiunque si abbasserà sarà innalzato.” (Luca 14,11) Di solito aggiungo, se lo vuole o no. Dio ama tali persone. Anche se avessero pregato di non essere innalzati, essi sarebbero stati innalzati ugualmente. Questa legge è certa.

Aver paura di umiliarti ... spiritualmente parlando è folle.

Umiltà di prima e di seconda classe

Quando umili te stesso, verrai guardato con disprezzo da tutte le persone stolte, e guardato con ammirazione da tutte le persone sagge. In ogni caso, indipendentemente da quello che pensano sia le persone stolte che le persone sagge, tu sarai innalzato. In altre parole, aver paura di umiliarti, provare disgusto all'idea, sentire come se fosse la peggior cosa che ci si possa immaginare, spiritualmente parlando, è cosa folle - completamente senza senso.

Difendersi e scusarsi è la più grande follia che si possa immaginare - significa allontanare la salvezza. E dovremmo sempre cercare il meglio, dobbiamo cercare la cosa ottimale, e questo è giudicare se stessi, umiliare se stessi, abbassare se stessi, di propria sponte. Questa è la cosa più grande, più gloriosa, più gratificante e più efficace che esiste, in ogni caso, ogni istante che viviamo.

Questo è quello di cui dovresti essere innamorato, e per cui dovresti utilizzare ogni opportunità. Umiliare te stesso vuol dire che è volontario, e non è perché altre persone pensano che tu debba farlo. Questo soltanto è la cosa ottimale. Ma Dio è estremamente benevolo e misericordioso, e per questo può andare anche bene quando c'è la seconda scelta.

Umiliare te stesso vuol dire che è volontario, e non è perché altre persone pensano che tu debba farlo.

La seconda scelta a questo proposito è essere umiliati. Questo è qualcosa che Dio stesso intraprende. Ma anche allora non si può essere sempre salvati, ma c'è una possibilità. Comunque c'è una condizione per essere salvati se si segue la seconda scelta, e questa è riconoscere completamente e accettare sia di umiliarsi che l'umiliazione, non solo con la bocca, ma col  cuore. Allora sarò anche innalzato.

Ci sono molti che peccano contro gli altri nella vita quotidiana e non riconoscono nulla - essi non chiedono mai perdono; non si scusano nemmeno. Per tali persone si tratta naturalmente di difendere se stesse “con mani e piedi.” Loro si aggrappano ad ogni filo di paglia nel tentativo di difendere se stessi - usano ogni cosa che riescono a trovare. Quando fai questo, mandi via la tua propria salvezza con giustificazioni; ti opponi alla tua propria salvezza.

Salvati attraverso l'auto-riconoscimento

Il solo modo per essere salvati è attraverso l'auto-riconoscimento, umiliandosi e abbassandosi e riconoscendo, giudicando se stessi e nessun altro.

Abbiamo una parola mortalmente seria riguardo a questo in 1 Cor. 11:31-32. “Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati, ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore affinché non siam condannati col mondo.”

È talmente semplice come “uno, due, tre.” Se giudichiamo noi stessi, non saremo giudicati.

È talmente semplice come “uno, due, tre.” Se giudichiamo noi stessi, non saremo giudicati. Certamente no - non ci sarebbe alcuna ragione per questo allora. Ma se abbiamo trascurato di farlo, Dio è così benevolo che ci giudica in modo da darci un'altra possibilità. E se non accettiamo questo giudizio, questa umiliazione, questo umiliarsi, allora saremo condannati col mondo.


Ma la grande domanda è di nuovo, esattamente come menzionato prima, se accettò o meno questo giudizio. Se non lo faccio, sarò condannato col mondo! Puoi leggere tutto quello che vuoi, non c'è scritto altro.

Cioè, va da sé che - è quasi un commento superfluo - che non esiste qualcosa come l'umiliarsi troppo, ma capita spessissimo che non ci si umilia abbastanza.

Questa la possiamo tenere come risposta per ogni cosa, quando c'è qualcosa che non è come dovrebbe essere: Questo deriva da una chiarissima mancanza di timore di Dio. Non si prende la parola di Dio seriamente come la morte, ma è seria come la morte.

Auguro a tutti voi il più grande successo! I migliori auguri per un futuro indescrivibilmente glorioso, una salvezza straordinariamente totale! È solo Dio che può dare grazia per questo. A Lui dà volentieri grazia per questo; a Lui piace veramente. Questo è quello che vuole per ognuno di noi e per noi tutti, più d'ogni cosa.

Estratto da un discorso di Elias Aslaksen.
Pubblicato nel libro «Gli ultimi discorsi di Elias Aslaksens»
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