'Io sono la risurrezione e la vita'

"Io sono la risurrezione e la vita"

Scritto da: Tony Jackson | Pubblicato: giovedì 14 giugno 2012

Quando Lazzaro, l'amico di Gesù, morì, sua sorella Marta disse a Gesù, "Lo so che (Lazzaro) risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno." Gesù rispose con queste parole, "Io sono la risurrezione e la vita." Giovanni 11,24-25.

Resurrezione vuol dire, "risorgere dalla morte". Per poter dire queste parole Gesù doveva aver sperimentato personalmente la morte, ma coloro che gli stavano attorno lo vedevano vivo. Qual era allora la morte che Gesù aveva sperimentato?

La volontà propria deve morire

Nel vangelo di Giovanni leggiamo, "Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e compiere l'opera sua," Giovanni  4,34. Per Gesù era molto chiaro che non faceva la sua propria volontà, ma la volontà di suo padre. Pertanto, Gesù doveva aver avuto una volontà che era in opposizione con la volontà di Dio; e questa sua propria volontà doveva essere rinnegata fino alla morte. Facendo la volontà del padre suo, Gesù è diventato uno col Padre. Questo vuol dire che ha ottenuto la natura divina, e la sua vita è diventata la vita più benedetta che sia mai stata vissuta in terra.

Non dobbiamo aspettare l'ultimo giorno per sperimentare la resurrezione

Con la risposta a Marta, Gesù diceva che la forza della resurrezione può essere sperimentata mentre viviamo qui in terra. Non dobbiamo aspettare l'ultimo giorno per sperimentare la resurrezione. Tramite la fede vivente in Gesù possiamo anche sperimentare una vita come l'ha vissuta lui, in cui non dobbiamo commettere peccati consapevoli.

Risorti a somiglianza di Gesù

La nostra fede è sempre provata per vedere se è vera. Come persone, siamo veloci a reagire secondo le nostre impressioni e la nostra comprensione. Marta dichiarò che Gesù è "... il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo." Giovanni 11,27. Appena Gesù comandò che la pietra dalla tomba di Lazzaro venisse rimossa, fu la stessa Marta a rispondere "Signore, egli puzza già, perché siamo al quarto giorno." v. 39.

"Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?" (Giovanni 11:40)

Questo è come velocemente reagisce la nostra comprensione naturale e la nostra ragione. Gesù le disse,  "Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?" Gesù poi risuscitò Lazzaro dalla morte.

Questa è un'immagine della resurrezione di cui parlò Gesù nella propria vita, e che possiamo sperimentare anche noi. La nostra ragione umana dirà, "Come risuscitano i morti? E con quale corpo ritornano?" Possiamo rispondere in fede, "Insensato, quello che tu semini non è vivificato, se prima non muore." (1 Cor. 15,35-36).

È sicuro che se moriamo secondo la carne, rinnegando le nostre passioni e le concupiscenze finchè muoiono, saremo innalzati in somiglianza a Gesù. Invece della puzza di morte dalla nostra natura umana, la carne, diventiamo uno spirito che genera la vita con un profumo di vita. "E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, così porteremo anche l'immagine del celeste." versetto 49.

Paolo sperimentò Gesù "e la potenza della sua risurrezione, la comunione delle sue sofferenze, divenendo conforme a lui nella sua morte," Fil. 3,10. Che questa possa anche essere la nostra testimonianza e la nostra esperienza!

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