L’attitudine di Giuseppe

L’attitudine di Giuseppe

Scritto da: Kathryn Albig | Pubblicato: venerdì 5 giugno 2015

Una risposta alle preghiere di sua madre. Figlio prediletto di suo padre. Sognatore di sogni profetici. Perse tutto e poi fece un ritorno spettacolare come viceré. Che cosa c’era di così speciale in questo giovane uomo?

Possiamo leggere la storia in Genesi. Di come Giuseppe, il figlio più amato da suo padre, fu venduto come schiavo dai suoi fratelli invidiosi e amareggiati. Come fu acquistato in Egitto da Potifar, un ufficiale del faraone. Come trovò grazia agli occhi di Potifar, che lo rese maggiordomo della sua casa e gli aveva affidato tutto quello che possedeva. E come la moglie del suo padrone cercò di tentarlo a peccare.

Che situazione nella quale si era ritrovato Giuseppe! Non ne sarebbe potuto venir fuori alcun bene, indipendentemente da quello che avrebbe fatto. Ma aveva un'attitudine pura e nobile d’animo. Per lui non se ne parlava assolutamente di cedere a lei. “Come dunque potrei fare questo gran male e peccare contro Dio?” (Genesi 39:7-9) Non gli importava quali avrebbero potuto essere le conseguenze delle sue azioni. Niente avrebbe potuto indurlo a peccare contro il suo Dio.

Non gli importava quali avrebbero potuto essere le conseguenze delle sue azioni. Niente avrebbe potuto indurlo a peccare contro il suo Dio.

Il gran male del peccato

Qual è la tua attitudine quando sei tentato? Consideri il cedere al peccato come un’opzione? Ti ritrovi a pesare i pro e i contro e a preoccuparti delle conseguenze? O hai lo stesso timore di Dio che aveva Giuseppe? Preferisci affrontare qualsiasi conseguenza piuttosto che peccare contro il tuo Dio?

Si tratta di capire quanto sia grave peccare. Se avessi davvero capito cose pensa Dio del peccato – quanto lo odia – allora peccare non sarebbe mai un’opzione per te. Dio è completamente santo, e vuole che ogni cosa nella sua creazione sia santa. Il peccato rovina tutto. Prima del peccato c’era armonia tra Dio e l’umanità. Il peccato separa le persone da Dio. (Isaia 59:2) Dio ama le persone che ha creato, e le vuole benedire. Ma non può farlo quando si mette in mezzo il peccato.

Se avessi davvero capito cose pensa Dio del peccato – quanto lo odia – allora peccare non sarebbe mai un’opzione per te.

Sì, Lui è un Dio che ama, e c’è perdono per il peccato, ma pensa a quanta più gioia gli puoi dare quando hai la stessa attitudine determinata che aveva Giuseppe. “Come posso fare questo gran male?” Scegliere di peccare quando sei a conoscenza su come fare meglio, non è una cosa da nulla.

Questo significa essere obbediente a quella voce nel tuo cuore che ti spinge a non fare qualcosa. Che parla al tuo cuore e ti mostra quando qualcosa è al di fuori della volontà di Dio. Che si tratti di qualcosa di “grande”, come l’adulterio al quale era stato tentato Giuseppe, o di qualcosa che sembra relativamente innocua. Una piccola bugia per salvare la faccia, per esempio. Per Dio, peccato è peccato, e lui lo odia tutto perché vuol dire che hai scelto di fare la tua volontà e di vivere per te stesso. Significa respingere la volontà di Dio e fare questo equivale a dire che la sua volontà non è perfetta; che c’è un’altra opzione praticabile.

Il risultato della scelta del timore di Dio

Ma coloro che scelgono il timore di Dio rispetto al peccato, sperimenteranno che ne vale assolutamente la pena.  Non è facile dire di no al peccato. Costa qualcosa. Ma è una cosa ben nota che nulla che abbia un valore la si ottiene a basso costo. E il risultato? “Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria.” (2 Corinzi 4:17)

Non è facile dire di no al peccato. Costa qualcosa. Ma è una cosa ben nota che nulla che abbia un valore la si ottiene a basso costo.

Anche se è stato buttato in prigione, Giuseppe crebbe anche lì in autorità. Dio gli diede il dono di interpretare i sogni e così lo rese indispensabile per il Faraone. In un'incredibile girandola di eventi, fu nominato viceré di tutto l’Egitto! E oltre a tutto quello che ricevette lì, ottenne anche il ritorno di suo padre e della sua famiglia. Questo non avvenne per caso. Dio si prende cura di coloro che hanno un'attitudine col timore di Dio. Quando dici no a quello che sai essere sbagliato, e scegli invece di essere gradito a Dio, allora sperimenterai pure la benedizione come Giuseppe, grazie al suo timore per Dio. (Galati 6:9)

L’attitudine che hai consiste nelle decisioni che prendi. Decidi oggi che non farai del male e peccato contro il tuo Dio. Puoi pregare a Dio che ti insegni ad odiare il peccato come fa Lui. E attieniti alla tua decisione. Dio fortifica coloro il cui cuore è integro verso di lui. “Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui.” (2 Cronache 16:9) E ti accorgerai che il piacere o il beneficio momentaneo del peccato non si avvicina minimamente ad eguagliare la pace e la benedizione che ricevi quando scegli di fare il bene.  (Romani 2:5-10)

Ti accorgerai che il piacere o il beneficio momentaneo del peccato non si avvicina minimamente ad eguagliare la pace e la benedizione che ricevi quando scegli di fare il bene.

L’attitudine dell’animo di Giuseppe era di odiare il peccato e vivere nel timore di Dio. Questo comportò che la sua vita fu benedetta da Dio. Può essere lo stesso per te! Sei tu a dover prendere la decisione. Armati con questa disposizione di mente di voler morire piuttosto che peccare, e andrà bene con te. Dio lo vedrà.