La parola della croce: cristianesimo pratico

La parola della croce: cristianesimo pratico

Scritto da: Milenko van der Staal | Pubblicato: giovedì 25 agosto 2016

La parola “cristiano” significa “seguace di Cristo” e in Luca 9:23-24 Gesù stesso ci racconta cosa significa: “Se uno vuol venire dietro a me, rinunci a se stesso, prenda ogni giorno la sua croce e mi segua.” Questa è l’essenza del cristianesimo e si applica ad ogni vero cristiano, indipendentemente dall’età, dal genere, dalla personalità, dalle origini o le circostanze.

Gesù sapeva di cosa stesse parlando

Possiamo seguire Gesù, perché è quello che lui stesso ha fatto mentre era sulla terra. Come essere umano anche lui aveva ereditato una “carne” con una tendenza al peccato. (Ebrei 2:14) Poiché aveva desideri nella sua carne, era tentato. (Giacomo 1:12-15) Ma poiché lui ha rinnegato se stesso (cioè, le sue concupiscenze), non ha mai commesso peccato. (Ebrei 4:15)

È molto chiaro che Gesù conosceva la condizione umana, non solo teoricamente, ma per esperienza diretta.

È molto chiaro che Gesù conosceva la condizione umana, non solo teoricamente, ma per esperienza diretta. Lui usa esempi pratici che dimostrano che sapeva che cosa significasse essere tentati: essere invidiosi, irritati, desiderare, giudicare, essere ansiosi, orgogliosi, ipocriti ecc. Ma ogni giorno della sua vita Gesù usava la “croce.” Questo era il posto dove venivano rinnegati i desideri nella sua carne e incontravano la loro morte. In termini pratici, questo significa che diceva “No!” alle pretese della sua carne e grazie alla forza datagli da Dio, ha resistito fino a che ha conquistato la vittoria, fino alla morte sul peccato a cui era tentato.  Questo significa che ha dovuto soffrire nella sua carne e che ha dovuto gridare a Dio per chiedere aiuto, ma significa pure che non ha mai peccato. (2 Pietro 4:1; Ebrei 2:14; Ebrei 5:7)

Noi smettiamo di peccare!

La “parola della croce” è estremamente pratica. Può essere applicata alla vita quotidiana da chiunque, indipendentemente dall’età, dal genere, dalla personalità o dalle circostanze. Può essere applicata in ogni situazione, a qualsiasi tentazione. Quando prendiamo quotidianamente su di noi la nostra croce, non cediamo a sentimenti di ira, irritazione o invidia. Non cediamo alle tentazioni di essere orgogliosi o dispettosi o pigri. Non ci teniamo impegnati con pensieri impuri. Ci rifiutiamo di essere schiavi di una bassa autostima o dello scoraggiamento che ci paralizza dal fare il bene. Diventiamo esecutori della parola.  (Giacomo 1:21-22)

Dove eravamo aspri ed esigenti prima, diventiamo una benedizione. Dove eravamo ansiosi e scoraggiati, diventiamo pieni di fede e pieni di forza d’azione.

Con la croce “portiamo nella morte” i desideri nella carne prima che diventino peccato. (Giacomo 1:14-15; Colossesi 3:5; Galati 5:24) Paolo dice che la parola della croce è una potenza alla salvezza per coloro che credono e che è la sapienza di Dio. (1 Corinzi 1:18-25) Lo vediamo nella pratica! Attraverso l’uso della croce e la forza dello Spirito Santo, avviene una trasformazione.

Dove eravamo aspri ed esigenti prima, diventiamo una benedizione. Dove eravamo ansiosi e scoraggiati, diventiamo pieni di fede e pieni di forza d’azione. Dove prima giudicavamo ed eravamo pieni di rancore, impariamo a perdonare ed edificare. Invece di provocare argomentazioni e conflitti quando i nostri sentimenti sono feriti o le nostre opinioni sfidate, diventiamo esempi in mitezza, gentilezza e pazienza. Man mano che le nostre passioni vengono negate, acquisiamo le virtù di Cristo.

Che gioia quanto i padri, le madri, i figli, i colleghi e i vicini smettono di essere duri e diventano gentili, riconoscenti invece di essere aspri, allegri piuttosto che scontrosi.

Risultati sorprendenti

A parte noi stessi, i primi a beneficiare di questa trasformazione sono i nostri cari e gli effetti si propagano come onde. Che gioia quanto i padri, le madri, i figli, i colleghi e i vicini smettono di essere duri e diventano gentili, riconoscenti invece di essere aspri, allegri piuttosto che scontrosi. Che sollievo quando smettiamo di essere prepotenti e iniziamo a sostenere gli altri. Che benedizione per la società quando persone pigre diventano diligenti, quando prevalgono la giustizia, l’onestà e la lealtà.

Da cristiani diventiamo esempi e campioni della giustizia, della compassione e di morali alti. Siamo una città posta sopra un monte, una luce che non può essere nascosta. (Matteo 5:14-16) Ovunque ci troviamo, qualunque cosa incontriamo, indipendentemente da come ci sentiamo, qualunque sia la nostra disposizione, con chiunque siamo, la parola della croce funziona sempre e porta sempre frutti. È il cristianesimo nella pratica.