La preghiera – più che una soluzione di riserva

La preghiera – più che una soluzione di riserva

Scritto da: Janne Epland | Pubblicato: domenica 5 aprile 2015

Scorro l’articolo del giornale. Si tratta di un sondaggio su quante persone pregano ed è una statistica in declino. Ma sono le spiegazioni dei numeri che mi fanno riflettere. Perché preghiamo? E per cosa preghiamo?

Ci sono delle opportunità illimitate nella preghiera.

Le statistiche mostrano che sempre meno persone pregano a Dio. Io vivo in un angolo del mondo ricco dal punto di vista materiale, senza alcuna crisi evidente. Forse è proprio per questo che non preghiamo tanto? Pensiamo semplicemente di non aver bisogno della preghiera? I teologi, gli scienziati e altri specialisti propongono alcune argomentazioni circa i risultati. Queste mi fanno pensare; abbiamo davvero visto i valori indescrivibili che si possono ottenere dalla preghiera?

1. Stiamo così bene che non abbiamo bisogno di Dio.

La spiegazione più forte in questo articolo è che viviamo in una società sicura e buona, che non abbiamo bisogno di Dio per attraversare la giornata. È vero?

Se vogliamo davvero vivere secondo i comandamenti e le leggi di Dio, abbiamo bisogno del suo aiuto ogni giorno, ogni minuto del giorno. Abbiamo bisogno di sapere che lui è lì per noi, che lui ci ama e che si protende verso di noi per aiutarci quando preghiamo a lui. Abbiamo bisogno della grazia di Dio e della forza ogni volta che entriamo in tentazione, per poter rimanere vincenti. Questo non ha assolutamente nulla a che fare con il nostro ambiente, la nostra natura è dopo tutto la stessa sia che si è qui o al polo Nord. Se si tende ad essere scontrosi e offesi qui a casa, lo si sarà anche lì.

2. È bene avere la possibilità di pregare, in ogni caso.

L’articolo dice che anche se non ci sono tanti che pregano, la maggior parte di noi grida a Dio quando le situazioni si fanno difficili abbastanza. Allora è bene poter pregare a Gesù.

Dove c’è un grande bisogno, c’è probabilmente anche tanta preghiera. Ma Gesù è esclusivamente una "soluzione di riserva" per noi? Uno a cui è "un bene poter pregare" quando non ci sono più altre soluzioni?

Perché aspettare fino a quando succede un disastro prima di rivolgerci a lui?

Pensa a quante volte siamo tentati all’impazienza, per esempio. Può sembrare una montagna impossibile su cui ottenere completa vittoria, e diventare qualcuno che è sempre paziente. Ma Gesù ci ha mostrato che è possibile, perché anche lui aveva il desiderio di rispondere con irritazione, ma non ha mai ceduto a questo desiderio! Lui è stato tentato in ogni cosa come noi, ma senza commettere peccato. (Ebrei 4,15-16)

Dunque, perché aspettare fino a quando succede un disastro prima di rivolgerci a lui? Pensa quanto sia importante prendere piuttosto ogni piccola situazione con attenzione, e ammettere che abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio già lì. Persone così, seguono le orme di Gesù. Queste persone sperimentano la vittoria e le esperienze di fede durante la vita quotidiana.

3.  Spesso si è troppo occupati per pregare.

È facile riconoscersi in questa affermazione, cioè che è così facile essere troppo impegnati. Lavoro, scuola e vita nella chiesa richiedono molto tempo e energie. Si può essere facilmente completamente assorbiti da tutto quello che si pianifica di fare durante il giorno, questa settimana e fino alle prossime vacanze. I giorni volano. Ma anche se ci sono tante cose che accadono, questo non esclude la preghiera.  Infatti, è spesso il contrario – è lì che abbiamo bisogno di pregare molto.

Per attenersi alla volontà di Dio durante il giorno, e soprattutto durante i momenti in cui si molto impegnati, dobbiamo pregare più di prima; per amore, pazienza e bontà.

Quando ci sono tante cose che accadono, e si è in interazione con più persone per esempio, si dovrebbe essere particolarmente vigili. Le nostre reazioni negative si verificano prima che ce ne accorgiamo. Ci può essere per esempio irritazione, che emerge molto facilmente quando si è stressati. Per attenersi alla volontà di Dio durante il giorno, e soprattutto quando si è molto impegnati, dobbiamo pregare più di prima; per amore, pazienza e bontà. (Galati 5,22) Verso tutte le persone.

Che cosa sta scritto della preghiera nella Bibbia? «Non cessate mai di pregare!» leggiamo in 1 Tessalonicesi 5,17. Il nostro rapporto con Dio non deve mai avere pause. Possiamo essere sempre in “modalità celeste” – vivendo al cospetto di Dio e con la mente posta nei cieli. Non possiamo inginocchiarci e pregare tutto il giorno, ma possiamo essere in uno spirito di preghiera per tutta la giornata. Questo è del tutto possibile – e allora l’aiuto è anche vicino quando ne abbiamo bisogno. Dio dà grazia agli umili. (Giacomo 4,6)

Per cosa preghiamo?

Ma ci sono anche tanti che pregano, dice il sondaggio. Pregano ringraziando Dio per la sua grazia e bontà, pregano per i loro vicini e cari, e per il mondo in cui viviamo.

È la volontà di Dio che siamo grati. «In ogni cosa rendete grazie! Perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù per voi.» Nel vecchio patto il popolo doveva mostrare la propria gratitudine offrendo un sacrificio di animali. Nel nuovo patto il sacrificio si è spostato all’interno della nostra vita, e possiamo mandare preghiere di gratitudine a Dio da un cuore sincero e mostrare gratitudine nelle nostre azioni. Questa è una parte importante del nostro culto spirituale. (Romani 12,1)

È anche bene pregare per gli altri attorno a sé. Allora si evita di andare in giro tutto il giorno con propri pensieri egoistici, e il cuore si riempie invece di cura. Sta anche scritto nella Bibbia che dobbiamo pregare per quelli che governano il paese (1 Timoteo 2,1-3). La mano di Dio è in tutte le cose.

Possiamo essere sempre in “modalità celeste” – vivendo al cospetto di Dio e con la mente posta in cielo.

Ma la preghiera serve anche per ricevere aiuto nella propria vita. Possiamo pregare a Dio di aiutarci oggi, e in questo momento, a stare saldi nel nostro patto di discepolato con lui. A conservare il cuore puro dal peccato, sicché possiamo rallegrarci in un’eternità insieme a lui, con una splendida felicità e pace.

Gesù stesso ha pregato intensamente quando era nella stessa nostra situazione. «Nei giorni della sua carne, con alte grida e con lacrime egli offrì preghiere e suppliche...» (Ebrei 5,7) La prendiamo seriamente come Gesù? Preghiamo profondamente a Dio di aiutarci, quando ci accorgiamo che siamo tentati a fare il male?

Dio è lì per noi

Considera che Dio può essere molto più che una soluzione di riserva per noi – molto più di ruote di supporto che è bene avere quando non siamo più in grado di stare in piedi da soli. Lui ha mandato Gesù, che ci ha mostrato quello che significa combattere contro il peccato – e che ora ha un lavoro a tempo pieno per rafforzarci a fare lo stesso. (Ebrei 7,25)

Dio è lì per noi. Quando veniamo a lui per consiglio e conforto, quando abbiamo bisogno di aiuto e forza, e quando arriviamo a lui con il cuore pieno di gratitudine. Ci sono delle opportunità illimitate nella preghiera. Le abbiamo sfruttate?

«Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera!» (Romani 12,12)