Quando giudicare è una parte fondamentale della vita cristiana

Quando giudicare è una parte fondamentale della vita cristiana

Scritto da: Marie Lenk | Pubblicato: lunedì 30 novembre 2015

Il comandamento, “Non giudicare!” è ben conosciuto sia dai credenti che dai non credenti. Questo è un punto centrale per la Cristianità. Non è però tutto quello che la Bibbia dice sul giudicare.

Giudicare gli altri

“Non giudicate, affinché non siate giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi.” Matteo 7:1-2. Gesù disse queste parole potenti nel contesto del versetto seguente: "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello, mentre non scorgi la trave che è nell'occhio tuo?" Matteo 7:3. Qui, rivela la nostra tendenza umana a criticare quello che fanno gli altri e come lo fanno, piuttosto che considerare la nostra "trave" o bisogno di salvezza. È questo tipo di giudizio contro cui Lui ci avverte in modo così potente. Gesù stesso aveva questa testimonianza personale: “Io non giudico nessuno.” Giovanni 8:15.

Queste stesse tendenze peccaminose si trovano nella nostra natura umana, e se giudichiamo gli altri piuttosto che lavorare alla nostra salvezza, esattamente quegli stessi peccati avranno potere su di noi.

La Bibbia chiarifica anche quanto siamo incapaci da essere umani a giudicare gli altri giustamente. “Perciò, o uomo, chiunque tu sia che giudichi, sei inescusabile; perché nel giudicare gli altri condanni te stesso; infatti tu che giudichi, fai le stesse cose.” Romani 2:1. Può essere allettante per noi pensare di essere migliori degli altri, o di confortarci con il pensiero che non facciamo le stesse cose cattive che qualcun altro fa. Se però crediamo in tali cose, stiamo solamente ingannando noi stessi. Quelle stesse tendenze peccaminose sono nella nostra natura umana, e se giudichiamo gli altri piuttosto che lavorare alla nostra salvezza, esattamente quegli stessi peccati avranno potere su di noi.

Giudicare noi stessi

Paolo spiega come possiamo diventare liberi da questa natura peccaminosa che ha legato tutta l’umanità dalla caduta di Adamo. “Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo.” 1 Corinzi 11:31-32. Se scegliamo di smettere di giudicare gli altri e iniziamo a giudicare noi stessi, inizia una vita completamente nuova!

Quando iniziamo a ponderare i nostri propri pensieri, le nostre parole, e le nostre azioni davanti al cospetto di Dio, allora sperimenteremo correzione sulle nostre vite. La Sua Parola e il Suo Spirito mettono luce sui pensieri nascosti e sulle motivazioni che non sono pure al Suo cospetto. Allora troveremo che quello che pensiamo, diciamo e facciamo è ben lontano dall’essere perfetto e che abbiamo bisogno d’aiuto per essere completamente salvati dai nostri propri peccati!

In questo modo, sfuggiremo anche al giudizio di Dio che verrà su questo mondo a causa del peccato.

Quando riceviamo questa luce, allora abbiamo qualcosa con cui lavorare! Possiamo armarci con la Parola di Dio, che possiamo usare come un’arma per lottare contro il peccato che abita nella natura umana. Questo è quello che vuol dire “camminare nella luce,” come scrive Giovanni in 1 Giovanni 1:7 “Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro, e il sangue di Gesù, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato.” In questo modo, sfuggiremo anche al giudizio di Dio che verrà sulla terra a causa del peccato. Il nostro peccato può essere giudicato e condannato adesso e possiamo essere completamente liberati da esso!

Capaci di aiutare gli altri

Quando siamo concentrati a giudicare noi stessi e ad essere liberati dal nostro peccato, allora non c’è spazio per giudicare gli altri. Noi possiamo ancora esser tentati dai pensieri di giudizio, ma sappiamo che dobbiamo rigettarli immediatamente. Quando iniziamo a vedere la profondità del nostro bisogno e della nostra mancanza, allora le parole in Giacomo risuonano vere nel nostro cuore: “ma tu chi sei, che giudichi il tuo prossimo?” Giacomo 4:12.

La verità è che non possiamo aiutare nessuno giudicandoli o puntando il dito sulle loro mancanze, ma possiamo aiutarli giudicando noi stessi e lavorando alla nostra propria salvezza. “Bada a te stesso e all'insegnamento;  persevera in queste cose perché, facendo così, salverai te stesso e quelli che ti ascoltano.” 1 Timoteo 4:16.

Avendo prima giudicato noi stessi ed essendoci occupati dei nostri peccati, possiamo aiutare gli altri con le stesse parole con cui Dio è stato di aiuto per noi.

Mentre siamo liberati dal nostro proprio peccato, siamo anche più capaci di amare e avere cura per gli altri che ci stanno intorno. Allora possiamo adempiere l’esortazione di Gesù in Matteo 7:5: “Togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall'occhio di tuo fratello.” Avendo prima giudicato noi stessi ed essendoci occupati dei nostri peccati, possiamo aiutare gli altri con le stesse parole con cui Dio è stato di aiuto per noi.