Questo è l’unico fattore determinante per la tua felicità

Questo è l’unico fattore determinante per la tua felicità

Scritto da: Elias Aslaksen | Pubblicato: giovedì 22 settembre 2016

Hai mai pensato al fatto che tu, tu stesso, sei l'unica persona che ha potere sulle tue reazioni nella vita?

Non solo questo, ma il modo in cui reagisci alle cose a cui vai incontro nella vita, determineranno il grado della tua felicità o infelicità. La tua reazione e solamente la tua reazione, è il fattore determinante.

Qualsiasi cosa ti accada nella vita, qualsiasi cosa altri ti dicano o facciano, queste cose di per sé non hanno rilevanza per la tua felicità o infelicità; non ne aggiungono e nemmeno ne detraggono. Questo probabilmente sembra non quadrare, perché è esattamente l’opposto del modo in cui pensano la maggior parte delle persone. Nonostante questo, è una meravigliosa verità! Più lo provi, più diventa chiaro per te.

Nessuno può farti peccare!

Non c’è quasi nulla di più insensato che trovare delle scuse per te stesso e dare la colpa agli altri. Quello che gli altri dicono o fanno tocca la loro felicità, ma non la tua – no, per nulla. Quello che altri dicono o fanno tocca la loro felicità, ma non la tua – no, per nulla. Il tuo proprio peccato ti porta a reagire a cose in modo per te dannoso. È molto facile pensare che quello che gli altri dicono o fanno ti abbia danneggiato; quasi tutti sono così sicuri di questo come del fatto che due più due faccia quattro. Eppure non è vero.

Quello che altri dicono o fanno tocca la loro felicità, ma non la tua – no, per nulla.

Per reagire a tutto in un modo che aumenterà - e non diminuirà – la tua felicità, tu devi cercare - e trovare – una salvezza e una liberazione radicale dal potere del peccato. Solamente allora riuscirai a reagire a tutto e tutti in un modo che non disturberà la tua gioia presente, ma che invece l’aumenterà.

Tentazione = Opportunità

Il seguente esempio mostra l’errore più comune delle persone: Qualcuno ti fa del male. Tu non riesci a sopportarlo, e così, anche tu diventi cattivo. Poi inizi a motivare razionalmente che se la persona non avesse detto o fatto quella cosa cattiva contro di te, tu non saresti diventato cattivo. In altre parole, è colpa dell’altra persona. A prima vista questo sembrerebbe giusto, ma non lo è. Infatti è sbagliato, molto sbagliato.

L’esatta comprensione è questa: Il comportamento sbagliato dell’altra persona ti ha portato nella tentazione, dandoti quindi una nuova occasione per vincere, e un’occasione per aggiungere qualcosa alla tua corona di vittoria finale. Invece di vincere però, sei caduto nella tentazione. Era colpa tua. La fonte del problema è la tua propria natura cattiva.

Il comportamento dell’altra persona ha solamente portato alla luce il male in te che c'è sempre stato.

È assolutamente sbagliato dire che sei caduto a causa di quello che un'altra persona ha detto o fatto. No, il comportamento dell’altra persona ha portato solamente alla luce il male in te che c’è sempre stato. Sei semplicemente caduto perché non eri salvato dal potere del peccato, non a causa di quello che l'altra persona ha fatto di sbagliato. Hai reagito in modo sbagliato, il modo solito, peccaminoso e non era affatto necessario. Avresti potuto reagire in un modo divino. Avresti potuto vincere un gloriosa vittoria! Avevi un’occasione straordinaria, ma non l’hai usata.

È un modo di ragionare sbagliato, pensare che non puoi fare a meno di diventare cattivo quando qualcun altro è stato cattivo con te. Questo è completamente sbagliato! Naturalmente, fino a quando sei cattivo, è vero che le reazioni cattive sono inevitabili. Tu però puoi essere salvato da questo modo abituale di reagire alle cose. Leggi la terza lettera di Giovanni!

Le reazioni – portano a vita o a morte

Eva avrebbe potuto reagire diversamente; avrebbe potuto dire al serpente che loro erano molto felici con tutto esattamente così com'era, quindi non c’era bisogno di mangiare del frutto proibito. Allora non ci sarebbe stata una “caduta”, la conseguente coscienza sporca, la conseguente espulsione dal giardino dell’Eden, malattia o morte.

È un modo di pensare sbagliato, pensare che non puoi fare a meno di diventare cattivo quando qualcun altro è stato cattivo con te. Questo è completamente sbagliato!

Se Adamo avesse reagito diversamente, avrebbe rifiutato l’offerta di Eva di mangiare del frutto proibito e il peccato non avrebbe ottenuto l’accesso nel mondo.

Se Gesù avesse reagito diversamente – se per esempio, fosse stato giusto in tutto ma fosse stato completamente riluttante a soffrire l'ingiustizia - allora non ci sarebbe stata assolutamente una redenzione o una salvezza.  Lui, il Giusto, sarebbe rimasto assieme con il suo Padre giusto, e tutti noi saremmo stati perduti. Quanto è straordinario che Lui scelse di rispondere sempre con l'amore!!!

Puoi avere una gioia inamovibile

Anche tu, soffrendo ingiustamente, puoi vincere altre anime che altrimenti non saresti riuscito a vincere. Discutere dei tuoi diritti, insistere su questi, o fare causa ad un’altra persona è un modo di vivere estremamente folle e pericoloso. Invece, puoi reagire in ogni situazione della vita in modo tale che ti permetta di conservare la tua gioia, a prescindere da come stiano le cose o da come siano le persone.

Fede nella perfetta guida di Dio in tutte le cose ti porterà ad una salda fede e una fiducia che tutto quello che avviene è per il tuo meglio. Allora potrai ovviamente anche sempre rallegrarti.

Se un uomo avesse pochissimo da mangiare – forse solo pane, con nulla da mettere sul pane – questo di per sé non potrebbe smorzare la sua gioia. Ma l’insoddisfazione con quello che ha e un’attitudine esigente per ricevere di più e meglio – così come avere cattivi pensieri su quelli che hanno in abbondanza – lo renderanno infelice! Senza ombra di dubbio, il tuo modo di reagire alle cose determina la tua felicità nella vita – non c’è alcun altro fattore. Questa è una semplice ma meravigliosa verità!

Fede nella perfetta guida di Dio in tutte le cose ti porterà ad una salda fede e fiducia che tutto quello che avviene è per il tuo meglio. Allora naturalmente ti puoi anche sempre rallegrare. Che cura profonda e genuina ha Dio per te! Come ti segue fedelmente!

Avere fiducia in Dio in mezzo alla tragedia

Qual è il modo migliore di reagire ad un incidente o ad una morte? Queste aree sono essenzialmente le stesse a qualsiasi altra. Per riuscire a reagire in modo divino, devi, ovviamente, tramite la salvezza di Dio, essere divenuto divino. Una persona empia reagisce in modo empio, mentre la persona devota reagisce in modo devoto. In altre parole, è necessaria una salvezza completa per poter reagire come dovresti.

Le Scritture dicono, “Piomba forse una sciagura sopra una città, senza che il Signore ne sia l’autore?” Amos 3:6. “Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.” Matteo 10:29-30. Quando colleghiamo questo al fatto che Dio sa quello che coopera al nostro bene e agisce di conseguenza, dobbiamo necessariamente concludere che per quanto la calamità sia dolorosa e non desiderata, che le cose siano avvenute in questo modo è il meglio. E chi si oppone a quanto un Dio completamente saggio, completamente buono pensa sia il meglio?

Persino con tutta la nostra ansia riusciamo a far diventare un capello nero o bianco.

Per poter reagire in questo modo, devi – assolutamente, di cuore – per sempre aver cessato di contare sulla tua propria ragione, e Dio devo anche formarti fino a tal punto che la tua mente è divenuta flessibile, umile e mite. Allora conserverai quella profonda pace interiore e avrai riposo in tutte le circostanze, indipendentemente da quanto possa essere dolorosa la situazione.

E se qualcuno dei tuoi cari si viene a trovare in difficoltà serie, diventa infedele, o si allontana da Dio, è alquanto naturale pensare, “Oh, se solamente fossi stato in grado di prevenire che accadesse!" Ma con la comprensione che Dio stesso – il cui amore è perfetto – non ha evitato che accadesse, puoi essere in pace in Dio, persino in una situazione così fortemente dolorosa, persino se il dolore è così immensamente grande. Poiché nemmeno con tutta la nostra ansia riusciamo a far diventare un capello nero o bianco.

Che questa inconfutabile, onnicomprensiva, indescrivibilmente efficace verità possa essere sempre chiara e vivente in noi – vale a dire, che la nostra reazione è l’unico fattore determinante per la nostra felicità!

 

Questo è un estratto modificato dall‘opuscono “Reazioni”, pubblicato per la prima volta nel 1957 da Skjulte Skatters Forlag. È stato tradotto dal norvegese.
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