Sono pronta a sentire la verità su me stessa?

Sono pronta a sentire la verità su me stessa?

Scritto da: Kathryn Albig | Pubblicato: venerdì 25 settembre 2015

Imparo una lezione importante che riguarda il guardare le mie mancanze, piuttosto che puntare il dito verso tutti gli altri intorno a me.

“Non so che cosa fare con Alex, lei ficca sempre il naso negli affari degli altri,” dico alla mia amica Sarah. “Uno penserebbe che si rende conto che non lo dovrebbe fare. Uno penserebbe che sia ovvio.”

Sarah mi dà uno sguardo fulminante. “Non stai facendo esattamente la stessa cosa adesso, dicendo questo di lei?” mi chiede.

Sto facendo la stessa cosa?

La sua risposta mi lascia a bocca aperta. La mia prima reazione è di difendermi. Io non sto ficcando il naso negli affari suoi! O sì? Sono solamente preoccupata per Alex perché non si rende conto che quello che sta facendo è sbagliato. Giusto? Adesso però non sono sicura.

“Non giudicate, affinché non siate giudicati.” Matteo 7:1. È così facile vedere che Alex non dovrebbe intromettersi negli affari degli altri. Dopo quello che ha detto Sarah però, improvvisamente mi rendo conto che forse i miei metodi sono diversi, ma il motivo di fondo è lo stesso. Mi rendo conto che mi viene molto naturale reagire e comportarmi secondo la mia natura umana. Quindi, se non l’ho visto in me stessa, non è logico assumere che nemmeno Alex lo vede?

Improvvisamente mi rendo conto che forse i miei metodi sono diversi, ma il motivo di fondo è lo stesso.

Quindi, devo veramente fare qualcosa per farle capire che quello che sta facendo non va bene? O dovrei piuttosto esaminare me stessa e vedere quali siano le mie intenzioni? Devo guardare dentro e vedere se è così solamente per il fatto che mi dà fastidio. Se è per l’effetto che ha su di me. Se è perché penso di essere migliore. Perché trovo il suo comportamento irritante. Qualsiasi motivo che non viene dall’amore non è un buon motivo.

“O, come potrai tu dire a tuo fratello: “Lascia che ti tolga dall’occhio la pagliuzza”, mentre la trave è nell’occhio tuo?  Ipocrita, togli prima dal tuo occhio la trave, e allora ci vedrai bene per trarre la pagliuzza dall’occhio di tuo fratello.” Matteo 7:4-5.

Giudicare me stessa

Se amo qualcuno sinceramente e sono preoccupata che il suo comportamento sia offensivo per se stesso o per qualcun altro, allora posso dire qualcosa per amore e preoccupazione. Questi sono tipi di parole ed esortazioni che solitamente hanno un buon effetto. Perché dovrei pensare che qualcosa detto per irritazione o orgoglio o qualsiasi altro tipo di motivo egoista abbia un buon effetto su qualcuno? In ogni singola situazione è il mio proprio peccato che devo trovare, e poi lo devo gettare nel fuoco della purificazione. (Ebrei 12:29). Allora quello che viene fuori dal fuoco sarà genuino e divino. “Come si prova l'oro."  Zaccaria 13:9.

Lì dove stavo giudicando posso diventare longanime e amorevole.

Si tratta quindi di rivolgere la mia prospettiva dagli altri verso di me. Per permettere alla luce di Dio di splendere sulla mia vita e vedere il peccato che Lui fa notare. Devo amare la verità su di me e riconoscere che, sì, è così che sono; Dio aiutami a liberarmene. Questo è dove vedo orgoglio, posso lottarci contro e posso diventare umile. Così dove ero amara, lì posso diventare buona e gentile, che lì dove giudicavo posso diventare longanime e amorevole.

Così posso smettere di preoccuparmi per Alex e quello che sta facendo. Mi concentrerò su Gesù; paragonerò la mia vita alla Sua così che posso vedere il lavoro che deve essere ancora compiuto nella mia vita. E sarò umile e riconoscerò quello che vedo e permetterò a Dio di operare in me così che verrò reso conforme all’immagine di Suo Figlio. (Romani 8:29) Sono un lavoro in corso, ma è un lavoro che continuerò per il resto della mia vita.