Tutte le strade portano a Dio?

Tutte le strade portano a Dio?

Scritto da: C. Fossnes | Pubblicato: lunedì 26 settembre 2016

Tutte le principali religioni del mondo ritengono di avere le risposte alle grandi domande della vita. Promettono alle persone una gloria e salvezza eterna. In varia misura richiedono di impegnarti per un insieme di valori e di regole di vita.  Ma queste religioni mi possono portare più vicino a Dio? E portano tutte allo stesso Dio?

Molte persone credono in Dio in una forma o nell’altra. “Tutte le strade portano a Dio", dicono in tanti. "Non importa in cosa tu creda, l'importante è che credi in qualcosa”. “C’è uno e lo stesso Dio; indipendentemente da quello in cui credi lui ti ama”. Ma è giusto?

Le tre principali religioni monoteiste del mondo (ebraismo, cristianesimo e l’islam), hanno molto in comune. Credono tutti in un solo Dio. Credono che il mondo sia stato creato da questo unico Dio. Promettono tutte gloria e salvezza eterna, se ci si sottomette alla loro comprensione religiosa e alle loro regole di vita.

Hanno pure in comune che tutti credono che siamo stati separati da Dio a causa del peccato. Quando Adamo ed Eva furono disobbedienti a Dio e peccarono, gli uomini si separarono da Dio. Perciò gli uomini devono trovare una vita di ritorno a Dio.

Incontrare Dio

L’incontro con Dio può tuttavia risultare molto diverso. Alcuni incontrano Dio tra forti emozioni, esperienze e sensazioni. Si abbandonano ad un rapimento emotivo che li porterà in stretto contatto con Dio. Per le chiese cristiane carismatiche questo rapimento emotivo è una parte importante del culto, con canti di lode, parlare in lingue e grida di alleluia ecc. Anche i musulmani sufi attribuiscono grande importanza a questo rapimento emotivo come un avvicinamento a Dio.

Altre persone trovano un significato nelle regole di vita e nelle norme di legge. Queste dovranno fungere da “freno” al peccato e ai desideri che altrimenti li avrebbero guidati. Seguendo una serie di leggi e regole di devozione, si dovrebbe raggiungere una buona vita e partecipare alle benedizioni. In questo si ritrovano molti conservatori cristiani, musulmani, ebrei ortodossi e seguaci di varie altre religioni.

Altri di nuovo trovano conforto nella grazia. Soprattutto per i cristiani la grazia è un concetto centrale e importante. La grazia significa per molti cristiani perdono dei peccati che hanno commesso, ma anche dei peccati che commetteranno. Per la chiesa cattolica la confessione è centrale, dove bisogna confessare i propri peccati ad un prete, ricevere l’intercessione e raggiungere la riconciliazione con Dio. Questo fa parte del sacramento della riconciliazione e si effettua periodicamente.

Ma ci sono pure alcuni che non sono soddisfatti di tutto questo. Cercano una soddisfazione più profonda, riconoscono le proprie mancanze. Nonostante le forti sensazioni ed esperienze, o un modo di vita ascetico con regole di comportamento rigide, sono sempre le stesse persone, con gli stessi desideri e le stesse tendenze peccaminose. E nonostante la grazia e il perdono non sono soddisfatte, poiché si continua a vivere secondo i propri desideri. Il problema del peccato non è ancora risolto!

Chi è Dio? E che cosa si augura per noi?

“Conosciamo il SIGNORE,  sforziamoci di conoscerlo! La sua venuta è certa, come quella dell'aurora; egli verrà a noi come la pioggia, come la pioggia di primavera che annaffia la terra.” Osea 6:3.

Il profeta Osea era un profeta ebreo che aveva un sincero desiderio di conoscere Dio. Sulla base delle sue esperienze aveva imparato che Dio era colui che gli veniva in aiuto al momento opportuno, quando lo cercava con tutto il cuore.

Samuele disse:  «Il SIGNORE gradisce forse gli olocausti e i sacrifici quanto l'ubbidire alla sua voce?  No, l'ubbidire è meglio del sacrificio, dare ascolto vale più che il grasso dei montoni.” 1 Samuele 15:22.

Samuele era un altro profeta ebreo, che evidentemente aveva una conoscenza approfondita di ciò che piaceva a Dio. Poteva testimoniare che Dio era qualcuno che amava le persone che lo obbedivano, e che ascoltavano quello che lui diceva. Ma a quanto pare Dio non era così interessato nei rituali esteriori.

Gesù – La via e la verità

Nel cristianesimo Gesù è molto centrale. C’è un ampio consenso sul fatto che lui sia una figura storica importante che ha avuto un’enorme influenza.  Ma è anche qualcosa di più di questo?

“Gesù gli disse:  «Io sono la via, la verità e la vita;  nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” Giovanni 14,6.

Qui vediamo che Gesù dice ai suoi discepoli che lui è l’unica via verso Dio. Molti diranno che è un'affermazione piuttosto forte. Non esiste altra via verso Dio che Gesù?

Gesù dice in Matteo 7,21: «Non chiunque mi dice:  Signore, Signore! entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.»

Qui vediamo che Gesù ha stabilito come criterio per entrare nel regno dei cieli il praticare la volontà di Dio. Gesù parla inoltre di costruire la propria casa sulla roccia e non sulla sabbia:

«Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica sarà paragonato a un uomo avveduto che ha costruito la sua casa sopra la roccia.  La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno investito quella casa;  ma essa non è caduta, perché era fondata sulla roccia.  E chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica sarà paragonato a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.  La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa,  ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande». Matteo 7,24-27.

Giovanni, uno dei discepoli di Gesù, descrisse in seguito Gesù nel suo vangelo come segue:

“E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità;  e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre.” Giovanni 1,14.

Quindi Giovanni poté testimoniare di Gesù, che lui stesso aveva conosciuto e visto, che la parola che Gesù predicava era diventata vita in lui. Non erano solo parole morte, ma lui predicava quello che aveva vissuto e fatto.

Gesù era un uomo come te e me?

Secondo la lettera degli Ebrei, Gesù è venuto in terra come un uomo, con le stesse condizioni tue e mie. Lui era il “Figlio dell’uomo”; lui è stato tentato come noi, ma ha sofferto piuttosto che cedere al peccato. In questo modo la parola è diventata carne in lui e lui ha potuto inaugurare per noi una nuova via, di ritorno a Dio, dove possiamo giungere ad una vita che sia gradita a Dio.

“Perciò, egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l'espiazione dei peccati del popolo.  Infatti, poiché egli stesso ha sofferto la tentazione, può venire in aiuto di quelli che sono tentati.” Ebrei 2,17-18.

Ma come riuscì Gesù a soffrire piuttosto che peccare? Invece di cedere quando veniva tentato, lui soffriva e faceva il bene. Forse tu stesso hai provato più volte a vivere in un modo gradito a Dio, ma sperimenti ogni volta che non ci riesci. Perché non accadeva con Gesù?

Dio ci darà forza

“Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi,  e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all'estremità della terra". Atti degli Apostoli 1,8.

Gesù ha ricevuto la forza dello Spirito Santo, per sconfiggere il peccato che abitava nella sua carne, tutto quello che non poteva piacere a Dio. Mediante la forza dello Spirito Santo per sconfiggere tutto il male, l’odio, l’invidia, le pretese ecc., Gesù poteva piacere a Dio. Invece della malizia si manifestava la bontà! Alla fine della sua vita Gesù testimoniò che anche Dio avrebbe dato ai suoi discepoli la stessa forza, mediante lo Spirito Santo e che, in questo modo, avrebbero potuto essere i suoi testimoni su tutta la terra.

Ma che cosa significa essere un testimone di Gesù? È sufficiente professarmi cristiano?

Coloro che testimoniano di qualcosa testimoniano naturalmente su tutto ciò che hanno visto e vissuto. Coloro che vedono e sperimentano personalmente che quello che Gesù ha insegnato loro è diventato vero nella loro stessa vita, diventano in verità testimoni di Gesù. Loro possono testimoniare che le parole che ha pronunciato quando era qui in questo mondo non erano in realtà parole morte, ma parole vive, potenti, in grado di creare qualcosa di completamente nuovo in un essere umano.

Paolo scrive in Romani 14,17 che il regno di Dio consiste in “giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo”. Obbedendo e facendo la parola di Dio, la nostra vita sarà sempre più piena di queste tre cose, e noi diventiamo portatori del regno dei cieli e possiamo diventare di grande benedizione per il nostro prossimo.

Professare una religione, non può né rendermi veramente felice né portarmi più vicino a Dio. Ma fare la parola di Dio, praticarla nelle mie situazioni quotidiane, è un vero e proprio culto spirituale, che dà anche una soddisfazione reale e vera. Questo è camminare nelle orme di Gesù e ci riporta a Dio.