Vuoi fare il bene?

Vuoi fare il bene?

Scritto da: Sigurd Bratlie | Pubblicato: venerdì 13 settembre 2013

La maggior parte delle persone trova che il male sia negli altri. Sono impegnati con gli altri e con quello che gli altri devono fare, piuttosto che con quello che devono fare personalmente, che sarebbe appunto di fare il bene.

Il  male si trova in me

"Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me." (Rm. 7,21)

La maggior parte delle persone trova che il male sia negli altri. Per questo vanno in giro in modo critico, sono amareggiati e sparlano degli altri. Non è il bene ciò che vogliono fare, ma vogliono che siano gli altri a fare il bene. Sono impegnati con gli altri e con quello che devono fare gli altri, piuttosto che con quello che devono fare personalmente, che sarebbe appunto di fare il bene.

"Mi trovo dunque sotto questa legge: quando voglio fare il bene, il male si trova in me." (Rm. 7,21)

Non porta alcuna santificazione e sviluppo essere impegnati col male che fanno gli altri. Santificazione e sviluppo si ottengono solo essendo impegnati nel fare personalmente il bene. Allora scopro che il male si trova in me e si ha l'opportunità di rinnegare se stessi e purificarsi. L'adoperarsi per la propria salvezza con timore e tremore diventa allora qualcosa di determinato. (Fil. 2, 12) Non si batte l'aria o non si corre in modo incerto. (1. Cor. 9,26) Soltanto salvando se stesso uno può salvare quelli che lo ascoltano. (1. Tim. 4,16)

Il capo opera solo il bene

Possiamo pensare al nostro corpo. Con quante membra ha a che fare la mia mano destra? - Ha solo a che fare con la testa. Se deve fare qualcosa assieme alla mano sinistra, e la sinistra è impacciata, non ha nulla con cui biasimare o per cui essere insoddisfatta con la sinistra.  La testa non opera altro nella mano destra che fare il bene. Quanto più danneggiata è la sinistra, tanto più capace diventa la destra. Così opera la testa, l'unica con cui ha a che fare la mano destra nel corpo.

"Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene." (Rm. 12,21)

"Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene." (Rm. 12,21)

"Tutto il mondo giace sotto il potere del maligno." (1. Gv. 5,19) Per questo c'è tanto male che viene sopra di noi, ma "noi sappiamo che siamo da Dio". Se ci facciamo vincere dal male - diventiamo anche noi male - allora siamo sconfitti dal mondo. Ma noi siamo da Dio, e colui che è in noi è più grande di colui che è nel mondo. (1. Gv. 4,4) Per questo risuona l'esortazione: Vinci il male con il bene!

Io che voglio fare il bene

Il fatto che io voglia fare il bene, dimostra che io sono da Dio. Come siano gli altri o come si evolvano le situazioni, non modificano il fatto che io voglia fare il bene. Come membro del corpo di Cristo ho a che fare con uno soltanto. E dal capo non provengono altro che effetti buoni.

Quanto più diventa difficile, tanto più capace divento nel fare il bene. Io che voglio fare il bene, avrò proprio allora l'occasione di esercitarmi. Ma allora scoprirò che il male si trova in me. Trovo qualcosa con cui lavorare, qualcosa dal quale purificarmi, e niente per cui incolpare gli altri. Al contrario ricevo l'opportunità di aiutare e benedire. Io che voglio fare il bene, sono in Dio e non sono sconfitto dal male.

Ma ricevo riccamente l'opportunità di lavorare alla mia salvezza, e ricevo una formazione spirituale per sedere con Gesù sul suo trono, così come Gesù ha vinto e si è seduto con il Padre sul suo trono. (Ap. 3,21)

 

Pubblicato la prima volta nella rivista Skjulte Skatter (Tesori Nascosti), agosto 1968

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