Caccia al tesoro in Sardegna

Caccia al tesoro in Sardegna

Scritto da: Anna Risa | Luogo: Sardegna, Italia | Pubblicato: venerdì 20 dicembre 2013

Unisciti a noi in un’entusiasmante caccia al tesoro coi bambini in Sardegna, Italia!

“Il vostro compito stasera: Seguite la scia degli indizi lasciati dal bandito per scoprire dove ha nascosto l’oro. Buona fortuna!”

Ingar finisce di parlare e i bambini saltano su e si rannicchiano attorno al primo indizio che è stato dato loro, un pezzo di carta contenente indicazioni scritte in dialetto locale sardo che, devo confessare, non capisco minimamente. Comunque Ingar, la guida per la serata, mi informa che conducono ad un albero su cui i bambini dovranno salire per trovare l’indizio successivo.

Non ci vuole molto prima che si buttino fuori nella serata fredda e buia, dove trascorrono l’ora successiva a correre avanti e indietro sulla proprietà, con le torce in mano, decodificando i messaggi, scavando nella cassa per la sabbia e risolvendo enigmi in squadre da 3, ognuno con l’obiettivo di arrivare per primo al “tesoro”.

Infine, grida di gioia sono la prova della sua scoperta. Mi precipito verso la scena con tutti gli altri, in tempo per vedere tre ragazzi che tirano fuori una cassa di legno da un fosso accanto al cancello d’ingresso. É piena di vari tipi di caramelle, che sono sicuramente apprezzate dai bambini di tutte le età.

All’ora di cena, i vincitori condividono il tesoro con tutti i partecipanti, e ognuno discute con entusiasmo della caccia. Parlano molto velocemente e uno sopra l’altro, per cui la mia limitata conoscenza della lingua italiana mi impedisce di capire tutto, ma è evidente che si sono divertiti molto.

“Pensavamo che l’idea della fontana si riferisse al vecchio pozzo proprio nell’angolo più lontano della proprietà,” sospira una delle ragazze. “Quindi siamo andati lì di corsa a vuoto, e poi abbiamo dovuto ripercorrere indietro tutta la strada quando ci siamo resi conto che avevamo sbagliato,” aggiunge con un sorriso riluttante.

Stian, uno dei fortunati vincitori, dice che il suo indizio preferito era il cruciverba che doveva essere risolto cercando vari versetti biblici. “Ma noi usavamo il cellulare di Jonni per cercare i versetti,” esclama Beniamino, anche lui nella squadra vincitrice, e parlando così velocemente e in maniera così concitata che a stento riesce a tirar fuori le parole. “E Daniele continuava a chiamare Jonni quando eravamo nel mezzo del lavoro, e ci stressava enormemente. Eravamo come, prima riga fatta, Daniele chiama, riagganciamo, seconda riga, lui richiama ancora, eravamo come AAAH!  Riaggancia! Riaggancia! Riaggancia!” Tutti scoppiano in una risata per il modo energico con cui racconta la storia.

Una cosa che mi colpisce della serata è che Ingar, che come uno degli organizzatori dell’attività ovviamente non poteva partecipare, sembra abbia trascorso una bella serata proprio come i bambini, se non di più. Correva in giro fuori da squadra a squadra, incoraggiandoli e dando dei suggerimenti se necessario, e ora si unisce alla conversazione con un sorriso allegro sul suo volto.

Eppure molti potrebbero chiedersi che cosa motivi un giovane studente di 19 anni a spendere tempo e fatica per organizzare una caccia al tesoro e dedicare un venerdì sera per farlo.

“Mi rende davvero felice dentro vedere i bambini divertirsi,” spiega quando glielo chiedo. “É stata un’esperienza fantastica organizzare questa caccia al tesoro... Non avrei potuto spendere il mio tempo in modo migliore!”

Guardando le facce felici attorno a noi, non potrei essere più d’accordo. L’idea che fare qualcosa per gli altri sia più utile e più gratificante del fare qualcosa per se stessi non è una novità, e ritengo di averne visto un bellissimo esempio questa sera.

“E ricordate le parole del Signore Gesù, il quale disse egli stesso, ‘Vi è più gioia nel dare che nel ricevere.’” Atti 20:35.