Il riscaldamento è l’alfa e l’omega

Il riscaldamento è l’alfa e l’omega

Scritto da: Marthe Opitz | Luogo: Brunstad, Vestfold | Pubblicato: sabato 13 novembre 2010

È una tarda serata d'autunno in ottobre e ca. 70 partecipanti interessati nella musica si sono incontrati nel primo incontro di stagione del Youth Exchange Program (YEP) per esercitarsi nel coro a Brunstad.

Il programma YEP ha come tradizione l’impegno nel coro. Qui i partecipanti possono liberamente esprimere la loro gioia di cantare e della musica. Il coro ha come obiettivo quello di generare la gioia nel canto, sviluppare le capacità musicali, riunirsi attorno a dei canti edificanti e non di meno esercitarsi in contributi da presentare alle feste dello YEP.

- Devi essere come l’uva passa!

L’invito viene da Benedicte Kyllevik (20), che è una delle organizzatrici del coro La ragazza di Stavanger indica al coro come si riscaldano i muscoli del viso, i polmoni e il corpo prima che si possa iniziare a cantare.
“Devi essere come l’uva passa! Fai come se fossi su un motorino”, grida Benedicte mentre dà una buona dimostrazione col viso.
L’esercitazione serale inizia ascoltando i file audio con le varie voci del coro contemporaneamente alla distribuzione delle note del primo canto del coro, ”Guarda il figlio di Dio”, che secondo i piani dovrà essere cantato nella festa di Natale dello YEP.

Sfide musicali

Una delle partecipanti del coro è Janne H.Andersen (22) da Bergen. Lei racconta che ama cantare e che le piace farlo con gli altri.
“Credo sia entusiasmante avere delle sfide musicali, come ad esempio quando si canta in un coro a più voci. Sentire quanto diventa bello quando tutti cantano la propria voce, mi stimola tantissimo ad esercitarmi e a partecipare. Mi rallegro pure tantissimo nel partecipare alla festa di Natale e a fare la nostra rappresentazione per la quale ci stiamo preparando”, racconta.

Il coro è suddiviso in quattro voci. Poco prima che inizi l’esercitazione i quattro gruppi si riuniscono separatamente per esercitarsi ciascuno per conto proprio. Quando il coro si riunisce di nuovo dopo mezz’ora, è già possibile sentire l’armonia di un coro polifonico.
“Credo profondamente in questo coro e mi rallegro tantissimo in un autunno molto ricco di musica e in un inverno insieme a tutti questi cantanti”, sorride una organizzatrice soddisfatta, Benedicte Kyllevik.