Mentori e collaboratori dei giovani: Il cuore dietro al campo di Pasqua

Mentori e collaboratori dei giovani: Il cuore dietro al campo di Pasqua

Scritto da: Ellie Turner e Nellie Owens | Pubblicato: lunedì 4 aprile 2016

Ci vogliono nove mesi di programmazione. Ci vogliono migliaia di ore di impegno.  I dettagli vanno dai voli e gli alloggi, al cibo e al trasporto tra le attività.

Ma, qual è la motivazione per il “Campo di Pasqua?” Perché usare tanto tempo, energia e denaro per un tale evento?

Una cura genuina

Incontriamo Tim Oommen, uno dei mentori che ha fatto in modo che 62 giovani provenienti da Ottawa, Canada potessero essere qui. È chiaro che lui è entusiasta per il lavoro che sta avvenendo e che i giovani oggi possono sperimentare la stessa bontà che ha ricevuto lui crescendo.

“Mi ricordo la prima volta che sono stato qui, quando avevo 14 anni. Allora non c’era il campo di Pasqua o qualcosa di simile. Era semplicemente un torneo di hockey a Brunstad – junior e senior.” Oggi, sono state organizzate una varietà di altre attività basate sui diversi interessi. Quest’anno, in particolare, ci sono circa 20 diversi gruppi di interesse, che vanno dalla produzione di film al disegno, allo sport e alla decorazione di dolci.

Se i giovani di oggi possono sperimentare la stessa cura e la stessa bontà da parte mia, allora vale veramente la pena per tutto  il duro lavoro.

“È di gran lunga la cosa migliore che io possa ricordare,” ricorda Tim. “C’era un mentore in particolare che rese tutto così memorabile. Era come nostra madre,” dice con un sorriso. “Eravamo un gruppo di ragazzi un po' pazzi di 14 anni, ma lui era così buono con noi e così paziente. Mi ricordo di averlo guardato e di aver pensato ‘voglio essere così’. Se i giovani di oggi possono sperimentare la stessa cura e la stessa bontà da parte mia, allora vale veramente la pena per tutto il duro lavoro.

Un’atmosfera inclusiva

Tabby Jacobs da Oslo, Norvegia la pensa allo stesso modo. Lei è responsabile di un gruppo di pallavolo con 36 ragazze e pone una straordinaria attenzione sull’inclusione e sul lavoro di squadra. “Il punto è che creiamo un ambiente in cui ognuno si sente incluso,” dice Tabby. “Tutti devono essere trattati allo stesso modo.”

Per quanto riguarda la competizione come squadra, lei commenta, “Se quelli che sono forse considerati più ‘divertenti’ o più capaci vengono messi su un piedistallo e vengono apprezzati di più e ricevono più attenzione rispetto a coloro che lottano per acquisire le capacità, si creano delle rotture nella squadra, che si deve essere unita e lavorare come una sola cosa. Ognuno merita di essere trattato con rispetto e questo può essere incoraggiato dando a coloro con meno fiducia ancora più incoraggiamento e attenzione.”

Orientamento e supporto per i mentori

In aggiunta alle attività per il campo di Pasqua, sono stati organizzati una serie di seminari per i mentori e per coloro che lavorano più a stretto contatto coi giovani. Essi si concentrano sulla sicurezza e la gestione dei rischi, come pure sulla sensibilizzazione e la prevenzione sull'argomento dell’abuso dei minori. I partecipanti al seminario vengono formati nell'individuazione di possibili segni di abuso fisici, psicologici e sessuali e imparano il piano di azione della BCC per affrontare i casi di abuso sui minori. "È importante che tutti coloro che lavorano coi bambini e i giovani siano pienamente consapevoli di quello che per cui lottiamo come chiesa,” dice uno degli oratori. “Vogliamo che le nostre attività siano sicure e positive. È importante che tutti i mentori lavorino per questo obiettivo, vale a dire tolleranza zero per la violenza, i comportamenti offensivi e di esclusione sociale (bullismo).”

Dobbiamo sostenerli nel loro lavoro. E questi seminari servono a dare questo supporto; sono un "passamano” che rende più facile “salire le scale.”

Tuttavia, queste sessioni non sono limitate al campo di Pasqua. Secondo Edgar Kvitberg, il C.E.O. del Club Attività, BCC organizzerà presto una serie di seminari su internet per fornire un supporto supplementare e di orientamento per i suoi mentori.

“È estremamente importante che formiamo coloro che sono più vicini ai bambini e che devono affrontare per  primi i problemi,” dice Kvitberg. “A titolo di esempio, si potrebbe dire che stiamo chiedendo ai mentori di ‘salire le scale.’ Ma non possiamo chiedere loro di fare questo senza alcun aiuto. Non possiamo dire semplicemente ‘tu sei responsabile’ senza fornire loro alcuna formazione o supporto. Allora starebbero semplicemente lì, senza sapere cosa ci si aspettava da loro. No, dobbiamo sostenerli nel loro lavoro. E questi seminari servono a dare questo supporto; sono un “passamano” che rende più facile “salire le scale.”

Ci sono circa 400 mentori registrati per il campo di Pasqua. La loro età varia dai 18-36 anni e vengono da oltre 30 paesi diversi per lavorare coi giovani.

La parola di Dio come fondamento

Herman van Dijk, l’organizzatore dell’evento, enfatizza l’importanza del ruolo di questi mentori. "È cruciale per i giovani che crescono oggi avere dei buoni mentori, avere esempi che praticano la parola di Dio. La parola di Dio non dovrebbe essere solo una teoria; dovrebbero poterla sperimentare. Quando un mentore è entusiasta per Dio e vuole servire e benedire gli altri, è qualcosa che si nota. Quando la mia vita è in relazione personale con Dio e la parola diventa una parte di me, allora ho qualcosa da dare. Allora sono interessato in quello che posso fare per fare il meglio possibile per i più giovani.
“Il fatto che abbiamo la parola di Dio, sulla quale costruiamo, è anche un'enorme sicurezza,” dice van Dijk. “Perché allora impariamo a non cercare il proprio e a non vivere secondo i nostri desideri. Ci sono confini molto sicuri.

È un’atmosfera incredibilmente sicura e buona e non sarebbe mai stato così se non fosse per la parola di Dio.

“E diventa anche incredibilmente buono essere insieme. Ci sono circa 4.000 giovani qui e va tutto così bene! Stanno trascorrendo dei bei giorni. Si stanno divertendo. Lo si può vedere. Quando si va in giro qui e si ascolta come parlano e come stanno bene insieme… È un’atmosfera incredibilmente sicura e buona e non sarebbe mai stato così se non fosse per la parola di Dio.

“L’obiettivo è che tutti possano avere una buona vita; che possano avere buoni ricordi e che possano sperimentare una buona infanzia e una buona gioventù,” dice van Dijk. “È scritto che un’anima ha maggior valore di tutto il mondo. Quello che possiamo fare per un bambino o un giovane in modo che lui o lei possano entrare in una relazione con Dio, non è qualcosa che si può acquistare con il denaro. È di tale enorme valore che faremo di tutto per questo.”

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