Come la solitudine ha perso la presa su di me

Come la solitudine ha perso la presa su di me

Scritto da: Lucy Jacobs | Luogo: Didcot, Inghilterra | Pubblicato: lunedì 28 marzo 2016

Nella mia adolescenza, ero attiva in tante cose. Amavo lo sport, ero sempre occupata a lavoro ed ero coinvolta nelle attività nella mia chiesa. Sapevo di amare Dio e che volevo essere un discepolo, ciononostante in mezzo a tutto questo, non potevo fare a meno di sentirmi incredibilmente sola dentro.

Mi sentivo senza amici. Pensavo, “Perché io? Tutti hanno un amico che è sempre lì; perché Dio non lo concede pure a me?” Un sorriso o una risata erano spesso sulle mie labbra, così sebbene mi sentissi vuota dentro, nessuno sapeva veramente quanto fossi sola.

Dopo un po’ mi resi conto che avevo perso la mia autostima, ero insicura, ed ero pericolosamente impegnata con me stessa e con quanto sembrasse terribile la mia vita. Stavo costruendo un muro interno di risentimento che mi accecava dai bisogni degli altri per vedere solo i miei. E sebbene riuscissi a riconoscere che questo muro era presente, non sapevo veramente cosa fare.

“Devi smettere di vivere per te stessa”

Un fine settimana, il gruppo dei giovani della mia chiesa si riunì per alcune attività e io mi ero forzata ad andare. Ma non ci volle molto prima che mi trovassi seduta da sola. Una delle guide dei giovani che conoscevo e che volevo bene vide la tristezza dietro al mio sorriso e si sedette accanto a me. Aprii la porta del mio cuore per raccontargli quello che mi turbava così tanto. Mi ascoltò attentamente e dolcemente sorrise alla mia storia che diceva “Non ho amici.”

Quello che rispose colpì il mio cuore, e sono parole che porterò sempre con me e per le quali posso essere grata: “Lucy, devi smettere di vivere per te stessa, e devi dare la tua vita per gli altri. Guarda e vedrai come Dio ti renderà felice.”

Pregai che Lui mi aprisse gli occhi, che mi desse un desiderio di aiutare e benedire gli altri e che mi rendesse felice.  

Nel profondo del mio cuore, sapevo che aveva ragione; sapevo che io dovevo cambiare e nessun altro. Giacomo 1:14 dice che ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. Questo vuol dire che il problema sono io; sono le mie concupiscenze e i miei desideri, le mie pretese e i miei sentimenti di insoddisfazione che portano irrequietezza e che devono essere affrontati, indipendentemente da come mi trattino gli altri. Quella notte, mi inginocchiai e pregai ferventemente a Dio. Pregai che Lui mi aprisse gli occhi, che mi desse un desiderio di aiutare e benedire gli altri e che mi rendesse felice.

Posso dire sinceramente che la mia vita da allora non è più stata la stessa. 

Una lotta cosciente

Invece di permettere ai miei pensieri di girare solo intorno a me e la mia situazione, decisi di iniziare a vivere per gli altri. Iniziai a lottare consciamente nella mia vita dei pensieri contro i pensieri di solitudine, di scoraggiamento e di autocommiserazione, e lasciai che la pace di Dio governasse invece nel mio cuore. (Colossesi 3:15) Ogni volta che si presentava un pensiero negativo io immaginavo di sbatterci contro una porta, in modo che non subentrava e non aveva alcun potere su di me.

Oltre a lottare contro queste inclinazioni dentro di me, diventai anche attiva con le cose pratiche che sapevo fare. Pregai a Dio quella sera che Lui aprisse i miei occhi per i bisogni degli altri, ed è esattamente quello che Lui fece!

Ogni volta che un pensiero negativo si presentava immaginavo di sbatterci contro una porta, così che non subentrava e non aveva alcun potere su di me.

Gradualmente iniziai a vedere persone intorno a me che si sentivano sole o fuori posto e che potevano avere bisogno di me come amica o di qualcuno che li potesse aiutare. Usai quello che avevo per fare del bene per gli altri nelle piccole cose, cose su base giornaliera, dal dare un passaggio con la mia macchina, al comprare una sorpresa per i bambini che conoscevo, e appena mi veniva in mente qualcuno prendevo del tempo per pregare per loro. Feci quello che potevo per rendere gli altri felici, e di conseguenza, io stessa divenni felice.

La gioia che ricevetti non venne come un fulmine immediato, ma col tempo.

Una nuova mente

Dopo averlo praticato per un paio di settimane, giunsi alla fine di una giornata indaffarata e mi resi conto di non aver ceduto nemmeno una volta all'autocommiserazione, né avevo sprecato tempo ossessionata dai miei propri problemi. Dio aveva cambiato la mia mente e io avevo veramente imparato ad avere cura per gli altri. Coloro con cui trascorrevo il mio tempo e per cui pregavo diventarono i miei amici, senza che me ne fossi resa conto. Per questo, la solitudine si era affievolita; non aveva più presa su di me.

Oggi, la mia situazione è totalmente diversa. Prima, ero disperata nella ricerca di avere amici, e l’autocommiserazione mi abbatteva. Ma una volta smesso di concentrarmi su me stessa e aver iniziato ad usare il mio tempo per cose che avevano il giusto valore, sono riuscita a costruire amicizie durature con coloro che mi stanno attorno. Dio ha aperto i miei occhi per cose verso le quali ero cieca, e ora i miei pensieri non sono più basati su "me, me stessa ed io."

Dio aveva cambiato la mia mente ed io avevo veramente iniziato ad avere cura degli altri.

Questo non vuol dire che ho sempre navigato in acque tranquille. Satana è tornato diverse volte per provare a riportarmi indietro nei luoghi oscuri in cui mi trovavo all'inizio. Ma ho resistito; ho scelto di avere cura per le persone intorno a me e di essere una benedizione e un’amica per gli altri. Ho tenuto le parole di Gesù sull’amore proprio davanti ai miei occhi: ”Nessuno ha amore più grande di quello di dare la sua vita per i suoi amici.” Giovanni 15:13.

Di conseguenza, Lui mi ha benedetta più di quanto possa spiegare! Ho amici solidi, affidabili e fedeli, troppi da contare. Sono persone che sono sempre state lì, ma che non ero riuscita a vedere bene a causa della mia vista egoista e oscurata. Li ho trovati quando ho scelto di smettere di concentrarmi su me stessa!