Dubbio o fede? Era una scelta mia

Dubbio o fede? Era una scelta mia

Scritto da: Kathryn Albig | Pubblicato: sabato 30 gennaio 2016

Crescendo avevamo una serie di libri blu, un po' usurati, con storie della Bibbia per bambini. Mi ricordo di tante volte che mi rannicchiavo in una poltrona con questi libri, godendomi gli affascinanti racconti. Ho studiato attentamente le illustrazioni dai colori vivaci, che saranno per sempre associati a queste storie nella mia mente. Non mi sono mai chiesta se tutto ciò fosse o meno la verità.

Non ricordo quando si sono insinuati i primi pensieri di dubbio nella mia mente. Ero adulta, quando ho iniziato a realizzare che qualcosa (tanto) di quello che avevo imparato non aveva senso. Non era affatto credibile. Sfidava la logica, la ragione e il senso comune.

Sono stati piantati semi di dubbio

Domande sulla credibilità di alcune storie piuttosto fantastiche del Vecchio Testamento. Domande su chi abbia realmente scritto queste cose. Domande se le traduzioni che leggiamo oggi, si avvicinano in qualche modo a quello che è stato scritto tutti quegli anni fa. Domande sul vangelo del Nuovo Testamento.

“Seriamente, gli animali sono arrivati a due a due e sono saliti nell’arca di loro spontanea volontà?”

“E se Gesù non fosse realmente quello che diceva di essere?”

“Non vi è alcuna prova che Gesù non abbia mai peccato, nessuno può sapere quello che succedeva dentro di lui.”

“Paolo ha scritto tutte queste lettere e dovrei solo credere che tutto ciò che dice è esattamente come Dio vuole che io viva la mia vita?”

“La vita ha un senso in effetti? Mi chiedo se questa vita è tutto quello che avremo!”

E così via.

Un peso di colpa

Mi sentivo orribile. Queste domande mi facevano sentire in colpa e scoraggiata. Avevo sempre sentito e creduto in una vita di vittoria sul peccato. Che ci fosse una via d’uscita da cose come la pigrizia, l’invidia, l’egoismo – cose nella mia natura che mi facevano essere qualcuno che non volevo essere. Ma ora con tutte queste domande, io non ero più sicura se fosse vero. E se fosse vero, ero degna di essere un discepolo di Gesù se avevo pensieri del genere?

Nella mia mente c’era ancora sempre qualcosa che mi diceva che Dio stava guardando.

I miei pensieri andavano in tondo. Ma sapevo che se avessi semplicemente rinunciato alla mia vita da cristiano che credeva che Gesù avesse vinto tutto il peccato dandomi la possibilità di fare lo stesso, non avrei più saputo per cosa vivere. Cos’è la vita senza uno scopo, senza qualcosa per cui vivere?

Mi muovevo tra il rifiuto di quello che mi era stato insegnato e il convivere con una cattiva coscienza nel caso in cui dopotutto fosse vero.

Mi sentivo come se fossi in una lotta senza fine. Mi era stato sempre insegnato che la fonte del dubbio era Satana – che lui avrebbe fatto di tutto per piantare i semi del dubbio, che avrebbero potuto crescere e soffocare la mia fede. Ma sentivo come se fossero i miei pensieri e il senso di colpa per la mia incredulità a farmi sentire pesante e appesantita.  Nella mia mente c’era ancora sempre qualcosa che mi diceva che Dio stava guardando.

I seesawed between rejecting what I’d been taught and dealing with a bad conscience in case it was true after all.

Fare una scelta

Ma a poco a poco ho capito qualcosa. Avere fede in Dio e credere in lui, suo Figlio, la sua Parola era una scelta che dovevo fare io. Per grazia di Dio ho preso questa decisione.  Ho scelto di credere che i pensieri di dubbio non fossero miei. Erano di Satana, che aveva usato il mio ragionamento umano e la maschera del “buon senso,” e non sarei stata d’accordo con lui.

“E se Satana non esistesse realmente, se fosse tutta un’invenzione? Hai bisogno di pensare a te stessa come ad un essere umano razionale. Non credere semplicemente a tutto, perché è quello che ti è stato sempre insegnato.” La decisione non aveva fermato i pensieri.

“Io scelgo di credere che tutto questo è vero.” Questo è stato il mio punto di vista.

“Signore, io credo, vieni in aiuto alla mia incredulità!” Marco 9:24. Questo era il versetto a cui mi sono aggrappata. Era, ed è, il grido del mio cuore.

Io scelgo di credere nella verità di ogni parola scritta nella Bibbia. Che è la Parola ispirata di Dio.

Io ho scelto di credere in Dio, nelle sue promesse, il suo potere, il suo amore, perché senza quella speranza la vita diventa instabile, buia, pesante, sospetta, inutile. Ma quando credo che Dio è il creatore di ogni cosa, che mi ha creato, che ha un piano per me, che è abbastanza potente da fare tutto quello che gli chiedo e anche di più, e che può guidarmi ad una vita trasformata in Cristo, allora ho una speranza. La mia vita ha uno scopo.

Io ho scelto di credere nella verità di ogni parola scritta nella Bibbia. Che sia la Parola ispirata di Dio.

Iniziando nel piccolo

Era solo una questione se io fossi disposta ad essere ubbidiente. “Non angustiatevi di nulla.” Sta scritto nella Sua Parola. Così ho iniziato a credere che potessi ottenere vittoria sull’ansia. Ho chiesto a Dio di darmi la forza per lottare contro queste tentazioni e di portare la mia vita in linea con la Sua parola. Lui mi ha dato la forza, ma sapevo pure che avevo bisogno di prendere l’iniziativa – avevo bisogno di agire.

Avere fede significa che dovevo obbedire e combattere la tentazione ad essere ansiosa, anche se non vedevo subito i risultati. Continuando in ogni caso a lottare, credendo che “Colui che ha cominciato in voi un'opera buona, la condurrà a compimento”, ho iniziato a vedere i frutti della mia fede (Filippesi 1:6). Quello in cui credo, e in cui ho continuato, ma che non vedevo, ha iniziato a diventare una realtà. L’ansia è stata sostituita da riposo e pace.

Quella era la prova che la fede è vera. La mia fede diventa radicata e fondata mentre la vedo funzionare. Posso andare di area in area nella mia vita. Anche se adesso vedo quanto sono pigra, io credo che posso vincere anche questo. La fede deve essere messa alla prova per essere rafforzata, in modo che si dimostri essere genuina. (1 Pietro 1:7) E man mano che diventa sempre più genuina, trovo pace e riposo e sconfiggo il dubbio e l’incredulità. È un lavoro che richiede tempo, non avviene in pochi giorni, o settimane o anche mesi. Ma la prova della fede produce costanza. (Giacomo 1:3)

La mia fede diventa radicata e fondata mentre la vedo funzionare. La fede deve essere messa alla prova per essere rafforzata, in modo che si dimostri essere genuina.

Un Dio dei miracoli

Satana cerca di spezzarmi, è questo quello che fa. Ma la mia decisione è già stata presa. Io resto in piedi secondo la mia fede. Prego per ricevere forza e aiuto a quel Dio che credo sia potente e in grado di fare tutto quello che gli chiedo. (Efesini 3:20)

Naturalmente i pensieri di dubbio a volte vengono ancora. Ma adesso posso più o meno allontanarli con una risata. Non perché sono irriflessiva, ma perché ci ho pensato su. So da dove vengono questi pensieri, e ho già deciso che non avranno voce in capitolo nella mia vita. So in cosa credo. Ho già fatto questa decisione.

Sì, alcune delle storie nel Vecchio Testamento sono piuttosto fantastiche, ma questo è perché abbiamo un Dio che è piuttosto fantastico. Lui è onnipotente, e per lui, i miracoli non sono un problema. Questo è evidente dal miracolo che sta facendo in me.