Imparare ad umiliarmi

Imparare ad umiliarmi

Scritto da: Martin Vedvik | Pubblicato: giovedì 22 gennaio 2015

Martin è un giovane attualmente nel programma di scambio internazionale della BCC. Lavora e vive qui a stretto contatto con molti altri cristiani della stessa età. Le sfide possono accumularsi velocemente, come pure alcune reazioni inattese.

È un pomeriggio umido e grigio. La pioggia ha smesso di cadere, ma il terreno è ancora bagnato. È abbastanza tranquillo e sembra che si preannunzi una serata tranquilla. Sto per andare a cena. Il lavoro di oggi è finito ed è stato eseguito secondo gli standard previsti.

Rifletto ancora una volta sul nostro ottimo impegno nonostante il tempo. È andata abbastanza bene. La giornata è andata bene fin ad ora, volevo solo che i miei colleghi fossero stati un po’ più attenti. Avevo fatto un buon lavoro oggi. Io sono tra i pochi commercianti certificati e ho delle buone capacità di leadership. Se solo avessero fatto quello che gli avevo detto di fare subito; si spreca tanto tempo altrimenti. Se solo si fossero umiliati un po’ di più. Mi preparo mentre faccio i primi passi giù per le scale verso la sala da pranzo.

Non ho bisogno di un incontro di preghiera

Dopo cena mi dirigo verso casa nostra per fare una doccia e fare gli ultimi preparativi per la serata. Stasera c’è la scuola biblica. Mi auguro soltanto che i ragazzi non organizzino un incontro di preghiera dopo. Qualcosa mi dice che ci sarà proprio questo. So che ho bisogno di pregare, ma lo faccio meglio da solo. Posso pregare da solo dopo lo studio biblico.

Non ho bisogno di pregare assieme agli altri. Non è vero?

Adesso sono le sette e lo studio biblico è in corso. Solo un pensiero mi passa per la testa: mi auguro che non ci sia un incontro di preghiera dopo. Potrei andare subito a letto e pregare da solo. Non ho bisogno di pregare assieme agli altri. Non è vero? Non è sicuro che ci sarà un incontro di preghiera comunque. Spero di no.

L’insegnante conclude la lezione. Adesso non mi resta che tenere duro fino a poco dopo le dieci. È allora che arrivano solitamente i messaggi relativi agli incontri di preghiera.

Pling! Oh no. Un messaggio. E sono le dieci e un quarto. Questo può soltanto significare – sì, incontro di preghiera per i ragazzi alle dieci e mezza. Stai scherzando? Devo andare oramai, altrimenti mi sarà sempre ricordato. E dentro di me so che forse è bene per me umiliarmi davanti ai miei amici e colleghi. E di fronte a Dio.

L’incontro di preghiera

Non penso a nulla, e allo stesso tempo a tutto.

Mi incammino. Non penso a nulla in particolare; è solo tutto un turbinio nella mia testa. Non penso a nulla, e allo stesso tempo a tutto. Trascino i miei piedi verso il soggiorno, e mi siedo su un divano di pelle. Penso che la mia facciata stia funzionando. Riesco a sorridere e a guardare compiaciuto, ma sono povero e vuoto dentro.

Ci alziamo e iniziamo con un canto. Canto piuttosto bene, secondo la mia opinione, quindi canto con tutto il cuore. Così fa pure il ragazzo accanto a me. Ma lui canta nella sua lingua. Mi sento bollire dentro di nuovo. Il mio sguardo sfreccia tra lui e il libro dei canti. Mi riscaldo e mi infastidisco – perché mai non puoi cantare nella stessa lingua come tutti gli altri? Sarebbe meglio se tu facessi silenzio. Naturalmente non lo dico, ma non riesco più a concentrarmi. Smetto di cantare.

Sono tutt’altro che buono e perfetto come mi piacerebbe essere.

Poi vengo colpito come da un colpo di fulmine. Che cosa sto facendo? Chi penso di essere? Sono tutt’altro che buono e perfetto come mi piacerebbe essere, tutti questi pensieri che sorgono sono semplicemente disgustosi! Pieno di male, muffa e odore di marcio che viene fuori in ogni situazione in cui non sono focalizzato e concentrato. Ad ogni possibile angolo trovo un modo di giudicare gli altri, mi metto al di sopra di loro, o trascino i miei colleghi nel fango.

Mi sento giudicato

Il canto è terminato. Ma siamo tutti in piedi. Mi sento giudicato. Schiacciato. Sono veramente così orribile? È così facile per me giudicare persino i miei migliori amici? È così importante per me essere qualcosa? Per chi voglio vivere? Per me stesso? Non posso continuare così! Le lacrime scorrono lungo il mio volto. Ho bisogno di pregare!

Ho bisogno di aiuto.

Faccio un passo avanti e mi trovo in mezzo al cerchio. C'è un completo silenzio. Adesso dovrei dire quello per cui voglio si preghi, ma non riesco a dire nulla. Piango. Le lacrime scivolano giù dalle mie guance. La ma faccia altrimenti orgogliosa è sepolta tra le mie mani e tutta la mia grandezza crolla con l’umiliazione che viene dallo stare in piedi piangendo davanti a quaranta ragazzi. Apro la mia bocca cercando di dire qualcosa, ma l’unica cosa che fuoriesce è: "Ho bisogno di aiuto!” Il resto si perde. Perso nelle preghiere dei quaranta amici fedeli che sono attorno a me in questo momento – pregano con tutte le loro forze affinchè riesca per me. Anche io prego!

Che io possa diventare libero dal giudicare tutti coloro con cui mi trovo, libero dai pensieri su me stesso, libero dallo stare davanti al cospetto degli uomini preoccupandomi di quello che pensano, ed entrare veramente nel servizio dello Spirito Santo ogni giorno. Soltanto allora posso fare ogni cosa di tutto cuore come deve fare un discepolo e come sta scritto in Colossesi 3:23, “Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini.” Questo significa ogni singola cosa che faccio! Ogni cosa che dico, penso e faccio. Ogni cosa che facciamo deve essere fatta come per il Signore e non per gli uomini.

È nata la fede!

C’è una pace indescrivibile nel mio cuore.

Le voci attorno a me si dissolvono. Le mani si abbassano. Asciugo le mie lacrime e torno al mio posto. C’è una pace indescrivibile nel mio cuore. Un desiderio di servire e usare ogni singola opportunità! Ogni singolo pensiero adesso incontrerà resistenza! Da ora in poi sarà guerra! La fede è nata veramente nel mio cuore!

Ma come combatto contro me stesso? Per me è necessario che ci sia la piena attenzione ogni giorno. In ogni situazione devo pregare a Dio per aiuto e forza – non solo nelle grandi situazioni, molto evidenti, ma anche nelle situazioni apparentemente piccole ed insignificanti. Le situazioni che sorgono quando la vite non vuole entrare, quando il martello batte sul pollice con tutta la forza, e quando la comunicazione non funziona per come dovrebbe. Situazioni insignificanti? Assolutamente no! "Chi è fedele nelle cose minime, è fedele anche nelle grandi; e chi è ingiusto nelle cose minime, è ingiusto anche nelle grandi.” Luca 16:10

Grazie Dio che mi hai dato la grazia di mettere ordine nella mia vita e di vincere! Apro la mia Bibbia e leggo. È diventato un nuovo libro. Ho avuto questa Bibbia per circa 3-4 anni e l’ho letta sempre, ma mai prima è stata così vivente come lo è ora. Qualcosa di nuovo è accaduto stasera. Da ora in poi resisto – Ho ricevuto nuovi occhi! Riesco a vedere! Credo nella vittoria!