Nel mirino

Nel mirino

Scritto da: Riana Hulsman | Luogo: Pretoria, Sudafrica | Pubblicato: venerdì 22 agosto 2014

Col naso a terra e il cuore che batte come un tamburo nelle orecchie, i secondi sembrano eterni e tutto quello che puoi fare è riflettere sulla tua vita. "Dio, non sono pronta a morire!"

Il suono di pistole che sparano interrompe la predicazione del fratello che si trova sul pulpito durante la riunione. A metà tra l'essere in piedi e l'essere seduta, mi giro per vedere quello che sta accadendo. ”Che brutto scherzo è questo? Chi sono questi uomini con delle pistole giocattolo?” Con la coda dell’occhio vedo mio fratello con le mani in alto e mi rendo conto che questo non è uno scherzo, ma sta succedendo veramente!

Non pronta a morire 

Col naso a terra e il cuore che batte come un tamburo nelle orecchie, i secondi sembrano eterni e tutto quello che puoi fare è riflettere sulla tua vita. ”Signore, non sono pronta a morire. Ci sono cose di cui mi pento, ho ancora bisogno di tempo di grazia. Aiutami Signore, non voglio andarmene, ho bisogno di più olio nella mia lampada. Per favore Signore!” Prego in silenzio a terra.

Una grande scarpa mi calpesta per avvicinarsi a qualcuno vicino a me e mi spinge nel fianco per fare spazio. Il ladro spinge il braccio di qualcuno sulla mia schiena e prende il suo orologio. Lo perquisiscono diverse volte, ma saltano me. Proprio prima di andarsene, uno di loro si gira verso di me.

"Dio, proteggi papà"

Mi dà uno strattone al braccio per girarmi e con la mano cerca nella mia camicia per vedere se ho una collana. Cerca nelle mie tasche per prendere il mio cellulare. ”Aspetta, lo prendo io. È nella mia tasca.” Sono veramente io a parlare? Guardo dritto negli occhi dell’uomo e non dimenticherò mai la paura che vedo. Mi passano per la testa milioni di pensieri.

Sento qualcuno prendere tutte le chiavi delle macchine ai loro proprietari

Improvvisamente l’uomo ha finito con me e io mi trovo di nuovo a terra, ma adesso riesco a sentirli minacciare mio padre. Prego di nuovo in silenzio: ”Proteggi papà, per favore Dio, non so cosa faremo senza di lui.” Sento qualcuno prendere tutte le chiavi delle macchine ai loro proprietari e un altro che rovista nella stanza accanto. Parlano velocemente insieme, come se si fanno fretta a vicenda. Dopo ancora alcuni momenti di silenzio terrificante, capisco che se ne sono andati.

Ad uno ad uno ci rialziamo. Alcune delle giovani ragazze, che erano sedute dietro a me, piangono. Le loro madri vengono per consolarle. Accanto a me, una donna inizia a piangere in maniera incontrollata, mentre suo marito telefona alla polizia – sembra che la banda non abbia trovato il suo telefono. Non ho alcuna idea su cosa fare; tremo e sto quasi per piangere. ”Non posso piangere adesso, ci sono altri qui che hanno bisogno di me,” penso, e facendo un profondo respiro, inizio a confortare qualcun altro.

Pronta per Gesù

Più tardi quando preghiamo tutti insieme e ringraziamo Dio che non è successo nulla di grave a nessuno di noi, mi rendo conto che non posso continuare a vivere allo stesso modo. Decido di usare bene ogni secondo della mia vita e di non litigare mai più, né essere mai più cattiva con nessuno.

La sua cura per me è assoluta e ogni circostanza nella mia vita è stata programmata per il mio meglio.

 

Quattro anni dopo, sono grata per quello che il Signore mi ha mandato quel giorno. Eravamo così fortunati. I ladri vennero e se ne andarono e rimanemmo illesi. Per settimane dopo l’accaduto avevo paura di uscire la sera, ma ho imparato ad avere fiducia in Dio, e in quello che sta scritto in Matteo 10:30: ”Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati." La sua cura per me è assoluta e ogni circostanza nella mia vita è stata programmata per il mio meglio.

Io amo il Sudafrica e non ho alcun desiderio di andarmene. Voglio vivere coscientemente facendo la volontà di Dio, essere sempre pronta per quando torna Gesù. Mi è stata data la vita da Dio e obbedire alla sua parola è il modo migliore per ripagarlo.