Perché servo

Perché servo

Scritto da: Irene Janz | Pubblicato: martedì 2 dicembre 2014

Sono le 6 di sabato mattina, e riesco a vedere il mio respiro sul vetro, mentre guardo dal finestrino della macchina il panorama di una prateria gelata.  Tutto intorno a me nella macchina ci sono altre ragazze che cercano di dormire ancora un po’ per compensare la nostra partenza anticipata.

La conducente ascolta la musica per mantenersi sveglia mentre proseguiamo sulla strada. Siamo sulla strada per un lavoro di raccolta fondi per la nostra chiesa. È un viaggio di 3 ore fino alla nostra destinazione, e c’è tanto tempo a disposizione per osservare e pensare. Ci sono tante cose da fare in questi giorni. Sembra che ci sia sempre la possibilità di mantenersi occupati, sia che si stia gestendo un gruppo del club attività, la scuola domenicale, per la raccolta di fondi per la chiesa, per aiutare un amico quando ha bisogno di una mano, per partecipare agli eventi che ci sono col mio gruppo dei giovani, ecc. Potrei avere qualcosa da fare ogni giorno. Partecipo tutte le volte che posso. Ma quando penso alla lunga giornata davanti a me mi chiedo, perché lo faccio in realtà? Perché, per esempio, dovrei svegliarmi presto il sabato mattina per fare un lavoro di raccolta di fondi, quando potrei dormire, come fa la maggior parte delle altre persone della mia età?

Ho bisogno di imparare

Se ci penso veramente, so che spesso è semplicemente la mia pigrizia, la natura egoista che mi impedisce di voler fare qualcosa per qualcun altro. Preferirei piuttosto stare a casa e finire il mio libro; preferirei piuttosto seguire il mio programma televisivo preferito; e la lista continua. Io, io, io. Ho bisogno di imparare a smettere di pensare sempre a me stessa! Ho bisogno di imparare a rinunziare alla mia volontà, per piuttosto servire e benedire gli altri. Ho bisogno di imparare a umiliarmi e a dire “no” quando sono tentata a vivere per me stessa. È qualcosa che ho capito di dover fare davvero, cosicché possa imparare a fare la volontà di Dio piuttosto che la mia.

Ho bisogno di imparare a umiliarmi e a dire “no” quando sono tentata a vivere per me stessa.

Ed è certamente un lavoro; un sacrificio. Trovo molta resistenza dentro di me. Sacrificare significa rinunziare a qualcosa. Sono tentata a lamentarmi e a puntare i piedi. “Dovrei proprio andare perché è il mio dovere, e se non lo faccio forse le persone si chiederanno perché non l’ho fatto. Desidererei soltanto avere un po' di tempo per me di tanto in tanto." Quando si presentano questo tipo di pensieri, penso alle parole in 2 Corinzi 9:6-7. “Ora dico questo: chi semina scarsamente mieterà altresì scarsamente; e chi semina abbondantemente mieterà altresì abbondantemente. Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso.”

Un donatore gioioso

Quando la mia disposizione è di essere un donatore gioioso, e non di aiutare a malincuore o per necessità, arrivo con una buona attitudine. Posso essere ancora tentata da questi pensieri, ma poi c’è un “No!” fermo e deciso al vivere per me stessa, e i pensieri sono messi a morte. E io so che quando ho questa mente allora Dio mi darà tutta la forza di cui ho bisogno “non ci stanchiamo di fare il bene.” (Galati 6:9) Poi, quando arriva un'occasione per stare insieme nel servizio e nel sacrificio, posso essere pronta e avere uno spirito buono e di edificazione su di me.

Quando sono felice e pronta allora potrà andare solo bene, e posso essere un incoraggiamento per gli altri.

Dipende completamente da me il tipo di atteggiamento che ho! Quando sono felice e pronta allora potrà andare solo bene, e posso essere un incoraggiamento per gli altri. Forse qualcun altro sta avendo un momento difficile; allora posso alleggerire il peso ed essere un esempio. Se ho uno spirito di protesta e riluttanza, gli altri se ne accorgono, e può scoraggiare pure loro.

Sperimento una benedizione

Quindi perché lo faccio? Perché do il mio tempo e i miei sforzi per benedire e servire gli altri? È così che posso essere parte della comunione che sperimento e della benedizione che ho personalmente ricevuto. È così che posso crescere in pietà ed essere un esempio e pastore per i più piccoli. Quando sono partecipe, Dio mi può aiutare a costruire la chiesa. “Noi siamo infatti collaboratori di Dio, voi siete il campo di Dio, l’edificio di Dio.” (1 Corinzi 3:9)

Non voglio essere una di coloro che salgono semplicemente sul carro. Voglio essere una che scende e spinge.

Mentre l’auto si ferma al fienile dove trascorreremo la nostra giornata, tutti si svegliano e precipitano dentro il più rapidamente possibile per ripararsi dal freddo. I volti sono ancora gonfi di sonno e c’è tanta voglia di scherzare e ridere bonariamente.  Tutti sono di buon umore. Sono circondata da un gruppo di persone di cui so che la prendono allo stesso modo mio. Si crea un’atmosfera così buona, e sono così grata che posso esserne parte. Non voglio essere una di coloro che salgono semplicemente sul carro. Voglio essere una che scende e spinge.