Quant’è difficile essere gentile?

Quant’è difficile essere gentile?

Scritto da: Maggie Pope | Pubblicato: venerdì 25 settembre 2015

Essere una persona gentile potrebbe essere più duro di quanto sembri?

Quando ero giovane sono andata ad una buona scuola, ho vissuto in una bella zona in una casa confortevole. La mia vita era sicura e felice. Mi sono unita al coro della chiesa locale d’Inghilterra quando avevo dieci anni, non perché sentissi il bisogno di andare in chiesa, ma perché pagavano.

Crescendo e diventando adolescente, ho cambiato e sono andata dalla chiesa d’Inghilterra alla chiesa battista perché avevano un club giovanile dove giocavano a freccette e a ping pong e distribuivano spuntini. Avevano un epilogo per il quale bisognava rimanere seduti per avere la cioccolata calda e le ciambelle. Qui ho sentito della vita di Gesù e come morì per salvarmi dai miei peccati.

Cattiva verso mia madre

Scoprii qualcosa. Non ero molto gentile con mia madre.

Non ero sicura di avere qualche peccato, in realtà. Non rubavo, non imbrogliavo né mentivo. Facevo i miei compiti per scuola in tempo e li facevo bene. Ero gentile con le persone. Ma mi piaceva l’idea che Gesù fosse il mio ponte verso Dio e che non dovessi passare attraverso vicari e pastori. Così iniziai a parlare con Gesù di piccole cose; quando ero spaventata o confusa, arrabbiata o infastidita.

E scoprii qualcosa.

Non ero molto gentile con mia madre.

Quando lei mi chiedeva di fare qualcosa, io la ignoravo. Quando lei mi sgridava, io reagivo bruscamente con un commento intelligente e sarcastico. Ma adesso che parlavo con Gesù avevo iniziato a leggere nel Nuovo Testamento cose che lui aveva dette. E lui aveva detto:

“Poiché in base alle tue parole sarai giustificato, e in base alle tue parole sarai condannato.” Matteo 12:37.

Quindi, aveva importanza come parlavo con mia madre nella nostra cucina! Non lo sapevo prima. “OK,” mi sono detta. “Smetterò.”

Cercando di essere buona

Ho iniziato bene l’esperimento, piena di fiducia e con l'obbiettivo chiaro. Se solo riuscissi a superare un giorno senza reagire bruscamente con mia madre… quanto potrebbe essere dura per una sola giornata? Il pensiero di pregare per ottenere aiuto non mi è neanche balenato per la mente – ho pensato che avrei potuto gestire facilmente una giornata da sola. Mi sono avvicinata alla sfida come se fossero dei difficili compiti di matematica:  continua a provare e alla fine ci riuscirai.

La giornata era andata bene; ero soddisfatta di me stessa. Quella sera mi ero fatta una tazza di tè caldo, avevo messo un libro sotto il braccio e avevo iniziato a salire le scale. Proprio in quel momento lei mi chiamò dalla cucina per asciugare i piatti. Ma avevo sparecchiato la tavola; che cosa voleva ancora! Era così fastidioso.

Sono corsa verso il piano di sopra nella mia stanza, mi sono seduta per terra e ho pianto.

Si è ripresentato, proprio quando pensavo di essere a casa e all'asciutto. Il rifiuto sarcastico è sbottato da una ragazza che era ancora egoista e pigra. Quando guardai il volto di mia madre era come se l'avessi schiaffeggiata. Sono corsa verso il piano di sopra nella mia stanza, mi sono seduta per terra e ho pianto.

Ero arrabbiata con me stessa. La mia “buona persona” si era rivelata essere semplicemente una persona accomodante che sapeva come comportarsi in pubblico ma non a casa. Ero pigra, ed ero egoista, e non c’era alcuna buona intenzione di riuscire a cambiare il fatto basilare che non riuscivo nemmeno ad obbedire per un giorno ad una parola di Dio. Mi sentivo come Simon Pietro dopo che Gesù gli aveva detto che lo avrebbe rinnegato tre volte. Pietro era così pieno di fiducia di poter “dare la sua vita” per Gesù, per scoprire solo poco dopo, nella foga del momento, di non riuscire nemmeno ad ammettere di conoscerlo.

Aiuto dal cielo

Non funzionava, neanche per me. Ma Gesù si preoccupava realmente che io fossi tanto pigra ed egoista? Se avessi provato davvero, davvero con tutte le forze ad essere gentile, non sarebbe stato abbastanza alla fine? “E il Signore, voltatosi, guardò Pietro.” Luca 22:61. Mi sentivo come se Gesù stesse guardando profondamente nella mia anima. Non potevo ingannarlo con i miei sforzi. Dovevo ammettere di avere bisogno di aiuto. Aiuto per il peso di una natura egoistica che ordinava come dovessi comportarmi. Mi resi conto che “provare duramente” ad essere gentile non era sufficiente.

Dio era lì, disposto a darmi pieni poteri per seguire i suoi comandamenti e l’esempio di Gesù.

Ci è stato detto di “mettere a morte” la nostra natura che si rivela come gelosia, ira, malizia e un linguaggio osceno. Questo significa che dobbiamo odiare queste reazioni e chiedere aiuto a Dio per negare e respingere tali pensieri cosicché non reagiamo sulla base dei nostri sentimenti. Invece di essere incoraggiati a “vi siete rivestisti del nuovo, che si va rinnovando in conoscenza a immagine di colui che l’ha creato…” (Colossesi 3:5, 10) Allora diventiamo persone nuove che non cadono in tentazione. Anche se questo è un processo graduale, è vero.  Ma noi cadiamo in tentazione sempre meno.

Quel giorno mi sono umiliata e ho chiesto a Gesù nel mio cuore di aiutarmi ad essere una persona completamente nuova. Facendo in questo modo ho capito che Dio era lì, disposto a darmi pieno potere per seguire i suoi comandamenti e l’esempio di Gesù – questa volta sotto la direzione dello Spirito Santo, e non solo con i miei ben intenzionati sforzi. Non sono più l’adolescente che piange sul pavimento della mia stanza, ma una donna di mezza età cristiana che ha imparato di aver bisogno di Dio per darmi la forza e la grazia che mi manca nella mia vita. E lui me le dà! Forza e grazia per vivere una nuova vita, essendo liberata dal peso del peccato.