Salvata da una condotta priva di scopi

Salvata da una condotta priva di scopi

Scritto da: Maggie Pope | Pubblicato: venerdì 3 aprile 2015

È possibile per il vangelo aiutare una persona a liberarsi da una condotta senza scopi, con perdita di tempo e aiutarla a portare a termine qualcosa?

Mio marito è stato portato a seguire un’etica del lavoro esemplare. Scriveva liste di lavori da fare e li faceva. Si organizzava e organizzava la sua famiglia in base al calendario della chiesa; arrivavamo alle riunioni in orario, contribuivamo, lui eseguiva i compiti che gli venivano affidati nei tempi previsti e li faceva bene.

Io, dal mio canto, avevo avuto un’educazione più stile bohémien. Facevamo le cose se volevamo, quando ci sentivamo di farle. Se non venivano fatte oggi, nessun problema, andava bene anche domani. I miei genitori erano rilassati, mio padre non era ambizioso, mia madre non era orgogliosa della casa, i figli erano pigri. Il che andava bene. Eravamo felici.

Vedevo che a mio marito stavano andando bene le cose nella sua attività grazie al suo duro lavoro. Riuscivo a vedere la logica nell’avere dei piani e così iniziai a fare i miei. Programmavo i compiti, i menu, scrivevo le liste e gli orari.

Scoprii che non dovevo scrivere le liste per tenere il passo.

Quando rispettavo questi orari, la vita era ordinata e riuscivo a stare al passo con i lavaggi, la cucina e le pulizie e tutte le altre cose che le mamme devono fare. Ho persino avuto la reputazione di essere ben organizzata. E poi i figli sono cresciuti e le mie giornate non erano più piene fino all’orlo di pannolini e bottiglie e corse verso la scuola e notti interrotte. Improvvisamente scoprii che non dovevo scrivere le liste per tenere il passo.

Ero ancora la stessa bambina pigra

E dopo tutti questi anni ho scoperto che ero ancora la stessa ‘bambina’ pigra che ero stata prima. Scrivere la lista e programmare non mi avevano cambiato; mi avevano soltanto aiutato a far fronte al mio stile di vita frenetico e mantenevano la mia natura pigra sotto controllo. Quando non ho dovuto più fare le liste per gestire le cose, l'atteggiamento pigro è tornato subito.

Nei miei anni ‘40 e ’50 ho avuto più tempo e l’ho sprecato. C’erano cose da fare; non le ho fatte. Persone da visitare; rimanevo a casa. Preghiere da fare; mi addormentavo. Appunti da scrivere; mi distraevo con iPlayer. Potevo guardare un episodio di qualcosa dall’inizio alla fine perché non c’era nessun neonato da nutrire, nessun bambino che si aggrappava alle mie gonne, nessun bambino in età prescolare che piagnucolava e doveva essere portato al parco, nessuna corsa da fare verso la scuola.

Come discepolo di Gesù avevo una vocazione di diventare perfetta come lui è perfetto.

Ma come discepolo di Gesù avevo una vocazione di diventare perfetta come lui è perfetto. Camminare nelle sue orme; fare il bene; essere responsabile. Dopo tutto, la mia vita non è mia, appartiene a Dio.

E lessi questo:

“Perciò, dopo aver predisposto la vostra mente all’azione, state sobri, e abbiate piena speranza nella grazia che vi sarà recata al momento della rivelazione di Gesù Cristo. Come figli ubbidienti, non conformatevi alle passioni del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza; ma come colui che vi ha chiamati è santo anche voi siate santi in tutta la vostra condotta, poiché sta scritto: ‘Siate santi, perché io sono santo.’” 1 Pietro 1:13-16.

Combattere la mia pigrizia

Cingersi la mente è una chiamata all’azione, pensare a quello che si deve fare, a quello che Dio vuole tu faccia. Giovani e pieni di energia, o di mezza-età e stanchi – tutti abbiamo un invito all’azione, e perdere questo significa derubare Dio di un lavoratore nei campi.

Ero ancora pigra nel cuore.

Scoprii che non era stato sufficiente sforzarmi di rispettare le liste e seguire gli orari, perché scoprii che quando non c’era bisogno di fare le liste non avevo risolto la radice del problema; ero ancora pigra nel cuore.  Dio voleva che risolvessi l'attitudine alla pigrizia, non che mantenessi in ordine la mia famiglia.

E per me, con le mie origini pigre, la mia natura facilmente distratta, il mio approccio ‘lascia stare fino a domani’, come potrei vivere nello Spirito al punto da scrollarmi di dosso il mio solito modo di fare le cose e dare il mio tempo come un sacrificio ogni giorno?

Quando combatto attivamente contro la mia pigrizia e il mio rimandare e prego allo Spirito di aiutarmi, allora quella parte della mia natura muore e mi trasformo. Non tengo la mia natura soltanto sotto la superficie, ma poco a poco cambia realmente.

Ogni giorno posso prendere piccole decisioni che nessun altro conosce, ma che in silenzio mi liberano dalla mia natura.

“E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l’opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno; sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vano modo di vivere tramandatovi dai vostri padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia.” 1 Pietro 1:17-19.

Posso liberarmi della mia condotta senza scopo: non solo nasconderla seguendo una lista. Posso stare seduta dietro il mio computer con il dito ancora pronto sul tasto 'play' per vedere un film, e decidere tranquillamente – questo non è buono per me in questo momento. Posso invece scegliere di ascoltare qualcosa di edificante, mentre riordino, ordino le carte o stiro. Ho una scelta.

Ogni giorno posso prendere piccole decisioni che nessun altro conosce, ma che in silenzio mi liberano dalla mia natura.  Il mondo degli spiriti nota queste decisioni che non hanno nulla a che fare con ‘l’etica del lavoro’, ma sono semplicemente una questione di obbedienza alla guida dello Spirito. Una vita costruita sull’obbedienza ai suggerimenti silenziosi dello Spirito porta vittoria e benedizione, e ogni giorno è un giorno di trionfo.