Sconfiggere la solitudine

Sconfiggere la solitudine

Scritto da: Judith Kloosterman | Pubblicato: venerdì 15 maggio 2015

Un giorno, un paio di anni fa, il mio mondo improvvisamente cambiò. Mio marito morì inaspettatamente e la mia vita durante una notte divenne molto diversa.

Lo shock iniziale era grande, e per un po’ di tempo ero stordita, e mi appoggiavo sull’aiuto e le preghiere della mia famiglia e degli amici.

Nel corso dei mesi successivi la mia situazione divenne più chiara, e dovevo affrontare molte nuove realtà, tra cui imparare a essere da sola. Realizzai per la prima volta dopo oltre 44 anni che non facevo più parte di un “coppia!” Adesso che non c’era un compagno ad aspettarmi a casa, nessuno con cui parlare, nessuna programmazione per il prossimo viaggio insieme. Scoprii di essere sola.

Dovevo sistemare pure le cose attorno alla casa. Nel corso dell’anno successivo, ho evitato di dormire nella nostra camera da letto. Preparare da mangiare per una persona era particolarmente difficile. I sentimenti di solitudine si presentavano come onde al limite del panico che attraversavano il mio petto, magari scatenati dalla partecipazione ad un matrimonio, un attacco di ricordi di com’erano le cose prima, o altre cose simili. Questi pensieri erano un tormento per me, e li odiavo.  Avevo bisogno di avere presa su di loro, ma come?

Che cosa dice la Bibbia riguardo alla solitudine?

Re Davide sperimentò pure una grande solitudine e si sentì abbandonato. Ma lui non era soltanto un guerriero sul campo di battaglia; ha anche lottato per la sua fede! Ha gridato a Dio nel suo bisogno e nella sua disperazione, e ha ricevuto la forza e la speranza per andare avanti!

Ha gridato a Dio… e ha ricevuto la forza e la speranza per andare avanti!

“Volgiti a me, e abbi pietà di me,
perché io sono solo e afflitto.
Le angosce del mio cuore sono aumentate;
liberami dalle mie angustie.
Vedi la mia afflizione e il mio affanno,
perdona tutti i miei peccati.
Guarda i miei nemici, perché sono molti;
mi odiano d’un odio violento.
Proteggimi e salvami;
fa’ che io non sia confuso, perché in te confido.
L’integrità e la rettitudine mi siano d’aiuto,

perché spero in te.” Salmi 25:16-21

Invece di dare la colpa a Dio o di domandarsi, “Perché proprio a me?,” Davide si avvicinò al suo Creatore nei suoi momenti di maggiore solitudine. Anch’io, ho avuto tanto bisogno di lottare spiritualmente per ottenere quella stessa forza e l’aiuto che ha tirato Davide fuori dal suo pozzo di scoraggiamento.

Essere sola contro la solitudine

Essere da soli ed essere in solitudine non sono la stessa cosa. Posso essere da sola e condurre la mia vita felicemente; e posso essere in solitudine persino in mezzo ad una folla di persone. Mi sono resa conto che mi sentivo sola a causa dell’invidia, amarezza e autocommiserazione che mi affliggevano con pensieri come, “Tutti gli altri sono in compagnia di altri. Io sono l’unica da sola e per i fatti miei.” La solitudine è uno stato d’animo in cui mi sono sentita separata dagli altri essere umani. Ma se è uno stato d’animo, sapevo che avrei potuto resistere a tali pensieri e negare il loro accesso al mio cuore e alla mia vita. Quindi ho fatto come sta scritto in 2 Corinzi 10:5, e ho preso “prigioniero ogni pensiero fino a renderlo ubbidiente a Cristo!”

Essere da soli ed essere in solitudine non sono la stessa cosa.

Altri versetti come “Non angustiatevi di nulla,” (Filippesi 4:6) mi hanno aiutata in passato per reindirizzare i miei pensieri, così ho preso in mano un versetto di gratitudine, “In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” (1 Tessalonicesi 5:18) Essere grati richiede di arrendermi, di accettare che è Dio ad essere responsabile, non io. “Ogni cosa” significa proprio questo: se mi sento esclusa, se mi dispiace per me stessa, se sento di aver subito qualche torto – non importa quale sia la circostanza! Posso dire sinceramente, “Grazie Gesù,” per questa situazione, perché questa è la volontà di Dio per me! Questo è quello che voglio – fare la volontà di Dio per tutta la mia vita! È una battaglia!

La gratitudine è l’arma più forte

Alcune volte un semplice grazie deve essere più specifico. “Signore, sono triste oggi perché sarebbe stato il nostro anniversario.” Poi volutamente lo ringrazio per tutti i numerosi anni che abbiamo avuto assieme. Oppure, “Signore, sono così dispiaciuta poiché gli altri sembrano essere troppo impegnati da poter stare con me.” Poi aggiungo: “Grazie, Gesù per tutti gli amici preziosi che mi hai dato.” Poi li nomino, prego per loro, e chiedo a Dio soprattutto di benedirli e aiutarli con qualsiasi necessità che possano avere. Ho sperimentato ripetutamente che quando inizio consapevolmente questa battaglia per essere grata respingendo i pensieri negativi, allora la tristezza e la solitudine alla fine devono fuggire, e rimango con la gratitudine per il tempo che abbiamo avuto.

Mi ricordo che una persona riconoscente non può allo stesso tempo piangersi addosso più del dovuto!

Il tempo passa e alcune volte è la scena più semplice, come vedere una coppia con i capelli grigi tenersi per mano in un negozio di alimentari, che può scatenare i miei sentimenti. Mi ricorda la mia perdita, che adesso sono sola, e che non ci saranno altre passeggiate al tramonto mano in mano col mio amato. A volte, questi momenti minacciano ancora di travolgermi. Allora mi ricordo che una persona riconoscente non può allo stesso tempo piangersi addosso più del dovuto! E sono contenta di raccontare che quest’arma – “In ogni cosa rendete grazie” – mi assiste ancora molto quando ne ho bisogno durante il giorno!