Quando gli apostoli dovettero fortificare gli animi dei discepoli dissero: «Dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni.» (At. 14, 22). Era un modo strano di fortificarli?
Quando ci si trova in tribolazioni o difficoltà la maggior parte delle persone si concentra su la cosa o la persona che ha causato la tribolazione. Ma la seconda lettera ai Corinzi 3, 18 incoraggia a un approccio diverso: «E noi tutti, a viso scoperto, contemplando come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella sua stessa immagine…»
In questo discorso Arild Tombre racconta cosa pensava Johan Oscar Smith riguardo alla relazione tra tribolazioni, il nostro peccato innato, il vedere la gloria del Signore e l'essere trasformati alla stessa gloria: La tribolazione – è che noi siamo tentati. Lì Dio mi indica ciò che devo affrontare dentro di me. Facendolo, prendo parte alla gloria del Signore, la sua natura. Questo avviene appunto attraverso le avversità, invece di concentrarsi su ciò che è difficile.
Una promessa come nei versetti sopra, riguardo a una tale trasformazione attraverso le tribolazioni, è molto adatta a fortificare gli animi dei discepoli.
– Così era per fratello Smith, e così è per gli amici di Smith, dice Tombre.
Guardo tutto il discorso di Tombre nella finestra qui sopra.