Che cosa succede alla fede quando accade una tragedia?

Che cosa succede alla fede quando accade una tragedia?

Scritto da: Maggie Pope con Lydia Rusanen | Pubblicato: giovedì 2 luglio 2015

Lydia e Jouni erano poco più che ventenni ed erano sposati da appena un anno, quando le loro vite furono completamente messe sottosopra e la loro fede in Dio fu messa alla prova al limite.

Era esattamente il giorno del nostro primo anniversario di matrimonio quando Jouni iniziò a perdere la sensibilità nelle dita dei piedi. Vivevamo in Finlandia per l’estate e lui aveva appena trovato un buon lavoro come operatore di gru ed era ben retribuito; avevamo bisogno del denaro per finanziare l’ultimo anno del mio corso universitario in Inghilterra.

Siamo andati a trovare il medico per tre volte e loro non pensavano che fosse una cosa grave; forse solo un nervo schiacciato. Tuttavia, abbiamo continuato a tornare perché iniziarono a comparire altri sintomi. Infine, dopo circa due settimane, Jouni era a malapena in grado di camminare senza aiuto, così fu ricoverato per una risonanza magnetica. Ricordo il medico che veniva e ci portava nel suo ufficio. Spiegò che avevano trovato un tumore nella sua schiena; non sapevano se fosse maligno o benigno, quindi era necessario andare in un ospedale in un’altra città per una biopsia.

Dopo circa due settimane, Jouni era a malapena in grado di camminare senza aiuto, così fu ricoverato per una risonanza magnetica.

Quando arrivammo in ospedale a Tampere, i medici lì decisero che la situazione era troppo grave per qualsiasi prova. Ogni tentativo di scoprire il grado o il tipo di cancro avrebbe potuto causarne la diffusione. Sarebbe stata un'operazione lunga e difficile e non vi era alcuna garanzia che Jouni sarebbe sopravvissuto, per non parlare di camminare di nuovo.

Ricordo di esserci seduti insieme in silenzio a lungo. Il medico aveva veramente detto la parola “cancro”? È una parola che non ti aspetti mai di sentire e quando la senti, semplicemente non sembra reale.

Il medico aveva veramente detto la parola “cancro”?

Ma poi accadde qualcosa di strano. Era come se il tempo si fosse fermato e venissimo tenuti al di sopra di tutto quanto. Percepivamo chiaramente che i nostri amici stavano pregando per noi, e noi due insieme avevamo una comunione eccellente.

“Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”  (Matteo 18:20). Questo versetto è stato qualcosa che abbiamo sperimentato in prima persona. Sebbene fossero state versate lacrime, avevamo il riposo in Dio; nei nostri cuori grazie alle preghiere degli amici. Ricevemmo numerosi messaggi di incoraggiamento. Credo che la cosa che mi colpì di più era osservare Jouni entrare nella sala operatoria in un riposo completo.

Un lungo processo di guarigione

 

Dopo l’operazione, col passare dei giorni e Jouni iniziò il lungo processo di guarigione, abbiamo sbattuto contro molti muri: Risonanza magnetica, una seconda operazione al suo cuore, infezioni. In diversi modi ci eravamo sentiti come se avessimo attraversato la grande battaglia e quasi non riuscivamo a credere che ci fosse ancora qualcos'altro.

In diversi modi ci eravamo sentiti come se avessimo attraversato la grande battaglia e quasi non riuscivamo a credere che ci fosse ancora qualcos'altro.

Ricordo di aver pensato, “Beh, Dio non ci farà passare attraverso più cose di quelle che riusciamo ad affrontare e io adesso sono ai miei limiti - non può peggiorare!" Ma Dio aveva davvero bisogno di mettermi in un posto in cui ho dovuto cercarLo, anche senza fare affidamento sulla mia limitata forza umana. Allora poté iniziare qualcosa di completamente nuovo in me!

C’erano molte cose che non capivo ed è difficile per noi uomini andare avanti senza sapere esattamente perché le cose accadono o avere almeno qualche tipo di piano. Per me, andare avanti in fede in questa situazione era come dare la mia mano a Dio e chiudere i miei occhi.

Per me, andare avanti in fede in questa situazione era come dare la mia mano a Dio e chiudere i miei occhi.

Molte volte mi sono sentita come se non potessi andare avanti ed era difficile avere fiducia in Dio, ma allora mi sono ricordata del versetto “Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie” dice il Signore. “Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri.” Isaia 55:8-9.

Confidare in Dio

 

Posso facilmente rievocare un’idea di ciò che Dio vuole farmi vedere da una situazione e di come Egli assicurerà che tutto sia “OK”, ma le sue vie e i suoi pensieri sono più alti dei miei. Io non so come Egli mi userà nella situazione, ma posso rimanere nel riposo, sapendo che il suo piano è perfetto.

A poco a poco ho imparato a capire i pensieri di Dio con me e a vedere che tutto ciò ha a che fare con la mia salvezza – la mia eternità. Ho bisogno di prenderla nel modo giusto, in modo che Lui possa fare questo lavoro in me.

All’inizio ci eravamo concentrati sul passare indenni ogni giorno. Non è diventato più facile ma ricordo che qualcuno mi disse, “Devi mantenere la tua visione su di Lui, altrimenti affonderai nell’acqua,” e questo è come abbiamo deciso di superare ogni giornata.

Quando i tempi sembrano particolarmente bui, spesso mi ricordo il versetto in 1 Samuele 7:12: “Fin qui il Signore ci ha soccorsi.”

L’unica opzione è quella di confidare completamente in Lui.

Lui non ci ha mai delusi; in ogni cosa in cui ci ha condotti ci ha pure aiutato a superarla. L’unica opzione è quella di confidare completamente in Lui. Non sappiamo cosa ci riserva il futuro. Al momento Jouni è paralizzato dalla vita in giù. Non sappiamo se potrà camminare di nuovo, ma sappiamo che Dio ci preserverà e farà tutto per il nostro meglio – la nostra salvezza eterna.