Leggi la storia di Matthew nell'articolo sotto

- È possibile vivere una vita pura

Scritto da: Bessie Wong | Pubblicato: venerdì 28 febbraio 2014

«La cosa di maggior valore che io possa dare è la prova che questa vita è reale. È possibile vivere una vita nella completa vittoria sul peccato, una vita vittoriosa.» Le esperienze personali di Matthew Ibrahim dimostrano qualcosa che molti nella sua cerchia di conoscenti credevano impossibile. E la cosa ancora migliore è che non è solo.

Matthew è nato a Melbourne in Australia, una delle città più multiculturali del mondo ed è per metà di origini inglesi e per metà egiziane. Sin da giovane, assieme ai suoi genitori faceva parte di un'assemblea cristiana conservativa.

Il Matthew che conosco io è silenzioso, intelligente e umoristico. Non è mai difficile provare calore da parte sua, anche se a volte sorride soltanto e ti saluta con: «Come va?» Ci siamo conosciuti per la prima volta alcuni anni fa. Allora abitavo per un periodo a Melbourne e frequentavamo la stessa chiesa locale. Altre persone nella chiesa mi hanno raccontato come lui un giorno, in modo del tutto inaspettato, si sia presentato presso il locale delle riunioni, a soli 19 anni. Mi domandavo il perché Matthew fosse venuto e perché fosse poi rimasto. Quest’anno ci siamo incontrati di nuovo ad una conferenza internazionale in Norvegia e finalmente ho avuto l'opportunità di ascoltare la sua storia durante una pausa di tranquillità.

Un giorno amaro e deludente

Il desiderio di Matthew per una vita più profonda in Cristo ebbe inizio in effetti già quando era molto giovane.

«All’età di sei o sette anni chiesi a mia madre, ‘Dopo aver pregato a Gesù chiedendogli di entrare nel cuore, c'è qualcos’altro che si deve fare per andare in paradiso?'

‘No, questo è tutto quello che devi fare', rispose lei.

Questa era la predicazione nell’assemblea che frequentavamo, dove il perdono per i tuoi peccati era il tema principale. Mi ricordo che ero sollevato, perché non ero esattamente un bambino ubbidiente.» Ma allo stesso tempo Matthew credeva che le cose sarebbero cambiate un giorno.

L'insegnamento «Una volta salvato, salvato per sempre!», il che rendeva irrilevante lavorare contro il peccato

Quando Matthew fu battezzato, all’età di dodici o tredici anni, credeva che fosse giunto il giorno della trasformazione. Si rallegrava dell’essere in grado di vivere una vita nuova, la vita di Gesù, mediante il battesimo, come gli era stato raccontato. Per lui era come mettersi una giacca nuova dove c’era scritto, «Non vivo più per me stesso, ma per Cristo.» Tuttavia, riesce a ricordarsi chiaramente quanto si sentisse scoraggiato quando il mattino seguente si svegliò e scoprì di essere semplicemente se stesso. «Non sono mai stato così deluso in tutta la mia vita.» «Ero scoraggiato perché ancora vivevo come schiavo della mia natura peccaminosa che avevo ereditato.»

Nell'assemblea Matthew aveva ascoltato l'insegnamento «Una volta salvato, salvato per sempre!», il che rendeva irrilevante lavorare contro il peccato. Ma scoprì anche che la Bibbia non era in accordo con la predicazione sotto la quale si trovava: «Ci sono così tanti versi nella bibbia che trattano della necessità di dover combattere per entrare nel regno dei cieli.»

Matthew fu afferrato da questi versi: «Se dunque uno si conserva puro da quelle cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al servizio del padrone, preparato per ogni opera buona.» 2 Tm. 2, 21. 

Resistere nella tentazione

«Ce ne sono a sufficienza di tentazioni a pensieri impuri che passano nei pensieri di un giovane uomo.» All’età di 15 anni divenne per lui importante vivere una vita pura. «Gridai a Dio chiedendo aiuto!»

Matthew si convertì con forza e trascorreva molte ore nel leggere la parola di Dio e pregare quando era solo. Questo divenne per lui una potente arma spirituale. Un'altra rivelazione che ricevette fu che lui poteva opporsi ai pensieri impuri quando ancora erano piccoli. Ma Matthew in quel momento non comprese che aveva iniziato a seguire l'esempio di Gesù nel prendere su di sé la propria croce ogni giorno. Come Gesù, cercò l’aiuto di Dio nelle tentazioni, e Dio esaudì le preghiere di un’anima giusta. Matthew iniziò a capire che non doveva necessariamente cedere a ciò a cui era tentato. "Fu chiaro per me che dobbiamo resistere nella tentazione.

Matthew ricevette forza mediante la preghiera e fece una scelta: odiare i desideri e negarli, che metaforicamente è chiamato crocefiggerli. Per la prima volta si accorse che aveva vinto!

«Provavo una gioia dirompente!» Questa esperienza era del tutto differente se paragonata a come si sentiva dopo il battesimo: «Era una conferma dello Spirito che questa era la vita che dovevo vivere.»

Delle prove davanti ai miei occhi

Come Gesù, cercò l’aiuto di Dio nelle tentazioni, e Dio esaudì le preghiere di un’anima giusta.

Lungo il percorso che porta a sconfiggere il peccato i nemici sono forti e non c’era nessuno che gli indicò la via che andò Gesù. «Non passò molto tempo prima che caddi di nuovo.»

Ma continuando a cercare, Matthew fu condotto a una chiesa che credeva nella vittoria sul peccato. Assieme ad un amico, cercò e trovò la sala delle riunioni della Brunstad Christian Church di Melbourne. Qui Matthew finalmente sentì parlare della via della croce, la via che un discepolo deve andare dopo aver ricevuto il perdono dei peccati. «Quello che in precedenza avevo creduto fu confermato: era possibile per me vivere una vita con vittoria sul peccato ogni giorno sia in pensieri, sia in azioni.» Vide anche delle prove delle promesse di Dio in vite viventi proprio davanti ai suoi occhi! «Ero molto impressionato del fatto che queste persone fossero solidi uomini di Dio, che compresero l'opera di Dio e la praticavano nelle loro vite.»

Alle riunioni Matthew sentì testimonianze di uomini e donne della loro fede e dei loro combattimenti. Ascoltando loro, lo Spirito operò anche in lui. «Ciò di cui parlavano gli altri era rilevante anche nella mia vita. Lo Spirito iniziò a indicare cose nella mia vita che sono stato costretto a deporre e cambiare.»

Comunione

«Il vedere altri che combattono per spingersi attraverso i loro combattimenti personali e le situazioni della vita è una fonte di forza per me e sentire il loro desiderio della nuova vita che possiamo conquistare mediante il vangelo risveglia in me un desiderio per la stessa cosa. Questo mi ricorda costantemente che è veramente possibile vivere una vita nella vittoria sul peccato!»

«Ma se camminiamo nella luce, com'egli è nella luce, abbiamo comunione l'uno con l'altro.» 18 anni dopo Matthew è seduto di fronte a me e cita 1. Gv. 1,7, mentre condivide le sue esperienze con me. «Questa comunione non è dovuta al fatto che ci affidiamo allo stesso insegnamento o perché crediamo alla stessa cosa sulla carta, ma quando abbiamo vissuto la stessa vita, e abbiamo ottenuto vittoria nelle stesse aree siamo legati con forti e profondi legami spirituali che non si possono in effetti descrivere a parole.

Quando abbiamo vissuto la stessa vita, e abbiamo ottenuto vittoria nelle stesse aree siamo legati con forti e profondi legami spirituali che non si possono in effetti descrivere a parole.

Con molti uomini e donne fedeli in ogni continente nel mondo si forma una fratellanza che oltrepassa i confini nazionali, le culture, le età e le storie personali.

«Non credo questo potesse esistere senza il messaggio della croce e di una vita vittoriosa», Matthew sorride e scuote leggermente la testa, come uno che scoperto qualcosa di importante.

Adesso vuole volentieri condividere questo con tutti quelli che hanno un desiderio verso questa vita:

La cosa di maggior valore che io possa dare

«La cosa di maggior valore che io possa dare è la prova che questa vita è reale. È possibile vivere una vita nella completa vittoria sul peccato, una vita vittoriosa. Noi abbiamo la chiesa che è piena di esempi e testimonianze che vivono questa vita che Gesù ha spianato per noi, la nuova e vivente via. E il perdono dei peccati è solo l’inizio di questo lungo e fantastico cammino nella fede che possiamo avere qui in terra.