Il tesoro più grande

Il tesoro più grande

Scritto da: Tove Rebekka Johnsen | Pubblicato: venerdì 23 settembre 2011

Tra una miriade di persone provenienti da molti paesi diversi, le quali condividono l'incoraggiamento e la fratellanza al centro missionario della chiesa, Brunstad in Norvegia, incontro Patricia Fenn. Lei sta in piedi e conversa tranquillamente con alcuni amici quando mi vede e il suo volto si illumina con un grande sorriso. Assieme abbiamo trovato un posto dove potevamo parlare senza essere disturbati dalle animate attività del centro missionario.  

Pat era cresciuta in Connecticut, USA in una casa cattolica. All’età di 20 anni, sposò Gary Fenn con cui era cresciuta assieme e con cui aveva frequentato la stessa scuola per tanti anni.

Assieme iniziarono a cercare un significato più importante nella vita. Dopo che erano nati i loro primi due figli, Sarah e Michael, andarono alla scuola biblica nello stato di New York. Mentre si trovavano a New York, incontrarono un evangelista della Chiesa Cristiana chiamato Jether Vinson. Dopo averlo conosciuto la giovane famiglia andò ad una piccola conferenza che la chiesa teneva a Landsdown, Canada.

Non riuscivo a capire come riuscissero ad avere la forza fisica o mentale di avere figli.

La prima cosa che Pat notò della chiesa erano le famiglie numerose presenti alla conferenza.
“Non riuscivo a capire come riuscissero ad avere la forza fisica o mentale di avere figli”, dice lei.

Tuttavia, c’era qualcosa di queste persone che l’attirava e capì che non doveva lasciarselo sfuggire. Per suo marito Gary, incontrare gli amici della chiesa fu un’esperienza che cambiò la sua vita. Aveva trovato esattamente quello che aveva cercato.
“Non avevo lo stesso desiderio che aveva lui,” dice Pat.

A metà settimana Gary le disse che voleva trasferirsi a Urbana per vivere più vicino agli amici della chiesa. Il suo interesse di trasferirsi ad Urbana giunse improvviso e inaspettato ad una giovane donna che ancora non aveva capito a pieno cosa aveva trovato.
“Ma capivo che avevano qualcosa che io desideravo e sapevo che questo voleva dire che dovevamo trasferirci," dice Pat.

I primi tempi era una una prova per Pat abituarsi alla nuova vita. Sebbene avesse capito che accettare i figli non era un prerequisito per vivere secondo il vangelo, sperimentava una lotta interiore.
“Pregai che Dio potesse aprire i miei occhi,” dice.

Gradualmente Pat iniziò a pensare diversamente; ma fu dopo aver letto un versetto nella Bibbia che prese la sua decisione. Il verso era, Persino i capelli del vostro capo sono tutti contati. (Mt. 10,30) Questo le fece avere una tale fiducia nella guida di Dio nella sua vita che si decise.

“Accetterò i figli,” decise; ma la sua decisione aveva anche un’altra componente.
“Quando concordai nell’avere tutti i bambini che Dio voleva darci, presi anche l’impegno di portarli fino in cielo,” dice.

Di natura, non ho la pazienza e l’amore necessari per essere una madre

Il suo compito come madre di 13 figli ha dato a Pat molto nella vita.
“È quando sei spinto ai tuoi limiti che vieni a conoscere Dio," dice Pat pensierosa.
Durante una lunga vita, e specialmente come madre, è venuta a conoscere Dio sia come un amico che come un aiutante.
“Di natura, non ho la pazienza e l’amore necessari per essere una madre,” dice e spiega che riconosce la sua mancanza di gentilezza, di cura e di amore.
“Ma Dio mi ha dato il vangelo e il vangelo diventa una via d’uscita.”

Il vangelo le ha permesso di diventare una persona gentile, avente cura e amore.

Come madre, comunque, ha avuto delle esperienze non facili.
Un giorno suo figlio la chiamò dal lavoro. “Mamma, ho appena visto un aereo schiantarsi nell’edificio accanto al mio,” disse suo figlio.
“Non si erano ancora resi conto cos’era successo,” spiega Pat.
Ma ciò che suo figlio aveva visto era il secondo aereo schiantarsi nel World Trade Center nell’edificio esattamente accanto a quello in cui lui stava lavorando.
“Uscirono dall'edificio, ma dovettero stare lì e guardare le persone che saltavano giù dai piani superiori. Fu un’esperienza devastante per lui," Pat ricorda e dice che per le due settimane successive non parlò.
Suo figlio non era un credente allora.
“Ma l’esperienza lo portò nell’angoscia,” dice Pat.
 

Spesso i periodi più difficili sono i più preziosi

Dopo aver avuto il suo quarto figlio, Pat fu coinvolta in un grave incidente stradale.
“Vidi il camion venire direttamente verso di me," dice Pat.
La cosa che ricordo dopo erano due membri della chiesa accanto al suo letto d’ospedale che pregavano per lei.
La giovane madre era stata gravemente ferita nell’incidente e tra le altre cose aveva il bacino fratturato. Grazie alle preghiere dei membri della chiesa, guarì velocemente.
Pat era sola molto del tempo in ospedale perché Gary era a casa con i quattro piccoli. In ospedale ebbe molto tempo da sola con i suoi pensieri.
Sviluppò un stretto rapporto con Dio utilizzando il tempo per pregare, e le scritture le diventarono di grande aiuto. “Spesso i periodi più difficili sono i più preziosi,” dice Pat e spiega che durante questi periodi Dio dà un aiuto specifico, personale che dopo puoi condividere con altri.

Pat è una persona attiva e preferirebbe fare sport piuttosto che stare ferma e fare lavori manuali.
“Dunque è una buona cosa che abbiamo ricevuto nove maschi,” ride e racconta come gioca a baseball con i ragazzi.
“Era molto divertente quando ancora riuscivo a batterli!” dice Pat.
A 57 anni, non è più tanto brava a baseball, ma Pat trascorre molto tempo con i suoi 16 nipoti che entrano ed escono costantemente dalla loro casa.

La decisione di accogliere i bambini è stata la decisione più difficile presa da Pat, ma è diventato il tesoro più grande per Pat che adesso ha 13 figli adulti e 16 nipoti.
“I bambini sono stati di grande benedizione e gioia per me,” dice e la famiglia la descrive come una madre che ha cura, buona e calorosa.
Pat continua la sua lotta spirituale così che i suoi figli vengono preservati fino a che ognuno di loro giungerà in cielo.
“Alcuni hanno 'deviato’ per un po’ e poi sono tornati di nuovo,” dice Pat.
Ma quando sono tornati, sono tornati con un nuovo cuore e una nuova mente.
“È un miracolo che soltanto Dio può compiere,” dice.

La sua lotta giornaliera adesso consiste nel pregare per i suoi figli e nell’essere buona con quelli che le stanno attorno, i suoi figli ed i suoi nipoti.
Conclude facendo riferimento al versetto in 3 Giovanni 4,
“Non ho gioia più grande di questa: sapere che i miei figli camminano nella verità.”