'L’essere cristiano rende felice'
"L’essere cristiano rende felice"

"L’essere cristiano rende felice"

Scritto da: Louise Nielsen | Luogo: Holstebro, Daninmarca | Pubblicato: domenica 30 gennaio 2011

Le piccole delusioni giornaliere sono il cibo quotidiano per l’uomo moderno. L’umore dipende da molti fattori esterni e può andare su e giù. È possibile governare il proprio umore in modo che non guidi la gioia della vita? Esistono persone che riescono a essere felici nonostante le avversità e le grandi sfide della vita?

Tramite rete e conoscenti in comune siamo venuti a sapere che è impossibile far perdere la calma a un operaio danese trentaduenne, John Østermark Larsen. Si dice di lui che sia sempre felice. Decidiamo di andarlo a trovare per ottenere una spiegazione su come sia possibile essere sempre felici.

Prima dell’incontro con l'interessato, decidiamo di parlare con la moglie di John, Lise. Lei può testimoniare di un coniuge felice e attivo. Lise racconta che John è il più grande di tanti fratelli e per questo è stato abituato a prendersi le responsabilità per i suoi fratelli e le sue sorelle più giovani.
– John è un felice donatore di tutto quello che ha a disposizione, tempo, soldi, forze e cura. È inoltre molto impegnato con attività a tutti i livelli nella chiesa, racconta. Nel suo poco tempo libero va in bici e percorre volentieri 50-100 km in una serata. Organizza attività sportive e gite per i giovani della chiesa locale ed è un fattore di benessere nel suo ambiente, racconta Lise di suo marito entusiasta.

 

Non vediamo l’ora di incontrare quest'uomo gioioso e ci rechiamo in un cantiere dove intravediamo i contorni di un edificio a due piani. Molti operai vanno avanti e indietro e lavorano all’edificio. Uno di questi operai va in giro fischiettando. Dev’essere John. Quando ci avviciniamo, lui ci guarda sorridendo e mostra un grande pugno sporco.
– Buongiorno e benvenuti. In cosa posso aiutarvi?

Spieghiamo che desideriamo fare una breve intervista e ci aspettiamo che lui dica no. Ma immediatamente ci conduce in una grande, moderna baracca da lavoro. John prepara del caffè. Adesso inizia un colloquio molto interessante avente come spunto di inizio la sua gioia.

– Io provo sempre a pensare intenzionalmente a qualcosa che mi rende felice. Quanto più si pensa a quanto si sta bene e a quanto si è fortunati, tanto più si diventa felici, dice lui e prosegue: La gioia ha a che fare con il proprio obiettivo. I sentimenti vanno su e giù per tutte le persone, ma io credo che sia possibile essere sempre felici. Questa è la mia soluzione, e l’ho tratta dalla Bibbia, che dice: ”Siate sempre felici!”, dice ed esprime l'importanza che ha per lui obbedire a questo comandamento.



Il caffè è pronto, e John lo serve. Vogliamo sapere quale influenza abbia questo comandamento sui sentimenti di John e se lui va in giro sopprimendoli. A questo risponde:
– Ho deciso che i miei sentimenti non dovranno decidere sulla mia vita. Quando per esempio si dice: ”Sento che tutti sono contro di me”, allora si dice praticamente che sono i sentimenti a decidere sulla propria vita. È facile concentrarsi sulle difficoltà che si hanno piuttosto che su quanto si stia bene. Ci sono tante cose delle quali si può essere dispiaciuti – ma ci sono più cose per le quali ci si può rallegrare. L’essere contenti è qualcosa in cui mi esercito e in cui posso migliorarmi sempre, racconta John con un sorriso sulla bocca.

– Se si è veramente cristiani, allora si è sempre felici

Tocchiamo il tema della fede, perché John stesso cita la Bibbia. John ritiene che come cristiano sia sempre possibile essere felice, perché tutto quello che si pensa e si fa ha un senso. 

– L’essere cristiano rende felice, dice John entusiasta e continua: se si è veramente cristiani, allora si è sempre felici. Essere cristiano significa avere Dio nei pensieri, e Dio ci ha dato gli strumenti per essere sempre felici. John cita una parola a cui ha pensato spesso: Beato l’uomo che non cammina secondo il consiglio degli empi, che non si ferma nella via dei peccatori; né si siede in compagnia degli schernitori; ma il cui diletto è nella legge del Signore, e su quella legge medita giorno e notte. Salmi 1,1-2.

– Se quindi si ha il proprio diletto nella legge del Signore, allora si diventa felici. C’è una grande forza nell’essere felici, una forza che abbiamo ricevuto da Dio. Se riesci a vincere l’essere abbattuto, allora hai ricevuto una forza straordinaria, spiega John.

Ma come si è convinto John a percorrere questa via della felicità? John racconta che da giovane fu coinvolto sempre più nella chiesa. Dopo un po’ si rese conto che è una questione personale di ognuno governare il modo in cui si svolge la giornata e la gioia che si ha. John racconta che le cose non vanno sempre come lui vorrebbe. Ma quello che lui può guidare, e quello su cui lui può agire, sono i pensieri.

– Se credo nella parola di Dio, che dice che riceverò una vita felice, allora divento felice. Tutta la parola di Dio è incredibilmente chiara e semplice e se si è disposti a ricevere aiuto, allora c'è un aiuto straordinario nella parola di Dio. Per esempio ci si può liberare da aspettative. Si possono avere delle aspettative nascoste nei confronti degli altri e se non vengono rispettate allora ci si irrita un po’. Ma se confronto me stesso con la parola di Dio allora capisco che è sbagliato avere delle pretese. In questo modo do agli altri la libertà di fare le proprie scelte e loro evitano di dover sentire che sono scontroso. Nel contempo divento felice, poiché i miei sentimenti non mi guidano. Ho un ordine del giorno molto più alto e stabile per i miei pensieri e questo in accordo con Dio e la sua parola. Questo non può essere improvvisamente smosso, dice John deciso.

-Se non fosse stato per il vangelo e per l’aiuto che ho ricevuto da Dio, allora non sarei stato felice adesso. Per questo ho grandi motivazioni per essere ripieni di gioia, conclude John.

Siamo giunti alla fine della nostra intervista. Raccogliamo le nostre cose e mentre lasciamo il cantiere John ritorna al suo lavoro. E riprende a fischiettare.