Ogni due minuti cadeva una bomba

Scritto da: Ruben Ellefsen & Trond Eivind Johnsen | Luogo: Ziv'on, Israele | Pubblicato: lunedì 8 novembre 2010

Nel luglio 2006, dopo una serie di disordini sul confine israelo-libanese, scoppiò la guerra tra Israele e Libano. La guerra nel suo complesso è costata 1300 vite umane e ha portato ha grosse distruzioni in territorio libanese e israeliano.

Gran parte delle battaglie durante questi 34 giorni dell’estate 2006, furono combattute nel nord di Israele. Qui a pochi chilometri a sud dal confine, abitava l’ufficiale israeliano, nonché padre di famiglia Zvi Okun (48 anni) in un piccolo centro abitato israeliano, il kibbutz Ziv’on. Quando scoppiò la guerra le bombe iniziarono a cadere nel piccolo centro abitato e tutti i suoi abitanti ovviamente scapparono verso sud, ad eccezione di Zvi e la sua famiglia. Dio operò chiaramente in Zvi e sua moglie una forte convinzione che era sicuro restare lì e in fede in Dio scelsero di restare sotto la pioggia di bombe con i loro 7 figli. Per la maggior parte delle persone una decisione simile sarebbe pura follia, ma per Zvi e la sua famiglia la decisione era motivata da una grande fede e convinzione interiore.

I bambini giocavano fuori mentre le bombe volavano sopra le loro teste. Dopo aver visto la fede in Dio dei loro genitori non trovarono alcun motivo di preoccuparsi e perciò giocavano fuori senza fare caso ai missili che volavano sopra le loro teste. Quando fu comunicato a Zvi che una bomba era caduta senza esplodere nel giardino dietro casa sua, questa fede lo portò a dire “ovviamente non è esplosa!” Lui sapeva che Dio si sarebbe preso cura di lui e della sua famiglia.

“Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne sarai colpito.” Salmi 91,7. Zvi cita questo versetto quando ripensa a quello che è successo in quelle sorprendenti settimane dell’estate 2006.

Ovviamente non è esplosa!