Un cristianesimo “operante'

Un cristianesimo “operante"

Scritto da: Pippa Jacobs | Pubblicato: venerdì 29 novembre 2013

Quando la luce illumina i nostri peccati, la nostra responsabilità di fare qualcosa a riguardo ci porta all’azione.

Per quanto si ricorda Stuart ha sempre creduto in Dio. Non era stato cresciuto come “religioso,” ma ha sempre sentito che ci fosse un Dio. Da adulto, ha cercato qualcosa per confermare la sua fede nell'esistenza di Dio e non trovò nulla nelle chiese statali. Lui sentiva che essere un credente non poteva significare solo essere passivo – “niente da fare – Gesù ha fatto tutto, semplicemente rilassati...” Lui sentiva che una fede in Dio deve portare a più di questo. Questo è il momento in cui entrò in contatto con la Brunstad Christian Church, dove udì un vangelo che era in grado di indicare finalmente quello che stava cercando.

Lungi dal considerare la vita come un sala d’attesa passiva per il cielo

Lui sentì che, lungi dal trattare la vita come una sala d’attesa passiva per il cielo, c’è tanto da FARE come cristiano. Ascoltando la Parola di Dio spiegata in maniera così chiara nella chiesa, si rese conto che la coscienza del proprio peccato è una cosa progressiva – che, proprio come al sorgere del sole si diffonde lentamente la luce sulla terra, diventiamo sempre più consapevoli del peccato in noi. Ci rendiamo sempre più conto che questo peccato non ci rende felici, e che non piace a Dio. Come Dio ci dà più luce, riceviamo anche più responsabilità di fare qualcosa col peccato. Lui ci dà luce per questo. Questo è dove è necessario intervenire!

“Rivestitevi della completa armatura di Dio, affinché possiate star saldi contro le insidie del diavolo.” (Efesini 6:11)

Stuart iniziò a vedere che aveva un brutto carattere e che influenzava la sua vita familiare. L’atmosfera che stava creando a casa era tutt’altro che “ben gradita a Dio.” Pregò, col desiderio di cambiare. Non voleva continuare a reagire in questo modo. Pensò molto sul modo in cui reagiva e si rese pronto, o “si preparò per la battaglia.” Lui era pieno della convinzione che non voleva perdere la calma, e pregò Dio per la forza e si armò con le armi dalla Parola di Dio.

Si era proposto di essere ubbidiente... e Dio gli era venuto incontro col Suo Spirito Santo

Stuart mise in pratica Filippesi 2:12, “Adoperatevi al compimento della vostra salvezza con timore e tremore; infatti è Dio che produce in voi il volere e l’agire, secondo il suo disegno benevolo.” Dio iniziò a lavorare più VOLONTA' in lui di voler intraprendere questa battaglia visto i risultati così gratificanti. Lui riceveva la forza che non aveva ricevuto prima, per vincere quando era tentato. Si era proposto di essere ubbidiente quando si sentiva così debole e Dio gli era venuto incontro col Suo Spirito Santo.

“Attraverso queste ci sono elargite le sue preziose e grandissime promesse perché per mezzo di esse voi diventaste partecipi della natura divina dopo essere sfuggiti alla corruzione che è nel mondo a causa della concupiscenza.” 2 Pietro 1:4

Tu non sai cosa sia davvero la gioia finché non si verifica questo tipo di risultato!

Arrivò il giorno che Stuart si rese conto di non aver reagito male per un bel po’ di tempo. Pensò, “Funziona veramente!” Lui fedelmente prese su di sé questa battaglia spirituale, esattamente dove sapeva di essere debole, e le sue reazioni naturali erano sostituite sempre più dalla natura divina.

Stuart dice adesso, “Tu non sai cosa sia davvero la gioia finché non si verifica questo tipo di risultato!” Stuart è un uomo felice – lui sa che c’è di più con cui lavorare, ma con l’aiuto di Dio, riuscirà! “I risultati ne valgono la pena!”