Una forma diversa di missione

Una forma diversa di missione

Scritto da: Irene Laing & I. M. Larsen | Pubblicato: lunedì 1 aprile 2013

“Liberi dal peccato”. Questa sono parole che Claude non ha mai sentito prima, e che lo riempiono di gioia. Non riesce quasi ad aspettare la fine della riunione per poter parlare con queste persone e scoprire di più della vita di cui parlano, una vita – una vita familiare, e una vita personale – libera dal peccato!

È l’anno 1956: Arild Tombre, un alto ventiquattrenne di Trondheim, Norvegia, viaggia in macchina dalla Germania in Olanda. Il viaggio è lungo, ma la compagnia è buona, assieme a Elias Aslaksen e Sigurd Bratlie, due uomini timorosi di Dio dai quali impara molto. Hanno viaggiato molto insieme gli ultimi anni ed evangelizzato per l’Europa.

Arild guarda fuori dalla finestra; campi pianeggianti fin dove arriva lo sguardo. Sono in Olanda adesso. Quello che non sa è che a più di cinquemila chilometri di distanza, in Camerun, nasce un piccolo neonato che un giorno diventerà una parte importante della sua vita.

Si creano dei contatti

Camerun 1973: È domenica mattina e i membri di un'assemblea cristiana hanno un culto cristiano insieme. Riconoscono che c’è qualcosa che manca nella loro vita con Dio – la predicazione è arida. “Preghiamo a Dio di inviarci una risposta”, dice con insistenza uno dei pastori.  Pregano a Dio per ricevere aiuto e guida, e poi uno degli uomini tira fuori un piccolo biglietto spiegazzato che portava con sé in tasca. Su di esso c’è scritto l’indirizzo di un gruppo di credenti in Francia. “Forse questa è la risposta alle nostre preghiere,” dice l’uomo speranzoso, e decidono di entrare in contatto con loro.

La predicazione è arida

Francia 1973: Arild e sua moglie, Mirjam, si godono una veloce tazza di caffè mentre i bambini giocano fuori. “Quando siamo arrivati qui dieci anni fa, non avevo mai pensato che saremmo stati ancora qui oggi!”, dice Mirjam.  “Ci siamo completamente dimenticati di trasferirci di nuovo in Norvegia!”, risponde Arild con una risata. Quel giorno aveva parlato con un uomo che aveva ricevuto da poco una lettera interessante dal Camerun.

Camerun 1978: Claude Kue Kamdem ha ventuno anni. Si siede su una panchina traballante nella vecchia chiesa di legno e quando sente il messaggio, il suo cuore brucia dal desiderio di vivere per Gesù. Il giovane uomo prega a Dio e si converte, un cristiano nato di nuovo. “I miei peccati mi sono stati perdonati!” pensa con un sorriso.

Dove vado da qui?

Arild e Marc (un amico francese) sono accolti da un muro di calore, quando escono dal piccolo aereo e mettono piede sull’asfalto. Non sono ancora abituati alle temperature tropicali, anche se hanno fatto più volte il viaggio da quando sono entrati in contatto circa cinque anni prima. I progressi in Camerun sono terribilmente lenti. Ci sono molti che mostrano interesse per la loro predicazione, ma Arild si accorge che queste persone non desiderano una più profonda vita in Cristo, una più profonda vita in Dio – sono soddisfatte con la sola remissione dei peccati. I fratelli continuano a viaggiare ogni anno, nella speranza di riuscire a trovare, anche solo una o due anime che abbiano fame e sete di giustizia.

Sono soddisfatti con la sola remissione dei peccati

Claude si butta dell’acqua in viso e si guarda allo specchio. Sono passate poche settimane da quando si è convertito, e non riesce a scrollarsi di dosso la domanda, “Dove vado da qui?” Mentre sale per la strada polverosa e rossa verso la chiesa, non ha alcuna idea che proprio questa domenica riceverà risposta a questa domanda.

Mentre prende posto sulla panchina Claude getta uno sguardo intorno nella stanza. In prima fila sono seduti due uomini bianchi, non si addicono all’insieme, ma nello stesso tempo sembrano molto rilassati. Anche se è curioso, non può fare a meno di essere scettico. I suoi pensieri vanno alle migliaia di missionari che sono venuti nel paese. “Vengono col denaro,” pensa Claude. “Vedono che siamo poveri, l’Africa è povera. Ma il mio popolo è più interessato ai soldi che nella predicazione.”

«Questa è la verità, Claude!»

 

Non ci volle molto che al più alto dei due fu chiesto di dire qualcosa. Quasi immediatamente Claude nota qualcosa di diverso in quest’uomo. “Noi non dimostriamo di amare Dio quando veniamo a lui e diciamo, “Caro Dio, perdonami tutti i miei peccati, e gettali nel mare della dimenticanza.” Ovviamente è necessario che lo facciamo, ma non è alcuna dimostrazione che amiamo Dio.” Le parole di Arild vengono pronunziate con chiarezza e convinzione nella vecchia chiesa di legno. “Quando entriamo in una purificazione interiore, dove lasciamo che il fuoco e il “sapone” della parola e dello Spirito purifichino tutto ciò che troviamo come egoismo, orgoglio, superbia, il ricercare l’onore e ogni impurità, allora iniziamo a dimostrare di amare veramente Dio!” (Malachia 3, 2)

Quando lasciamo che il fuoco della prova purifichi tutto quello che troviamo di egoismo, orgoglio, superbia, il ricercare l’onore e ogni impurità, allora iniziamo a dimostrare di amare veramente Dio!

Le parole riecheggiano nel cuore del giovane africano che ascolta con attenzione dal suo posto. Qualcosa dentro di lui gli dice chiaramente: “Questa è la verità, Claude! Questa è la via da seguire. Quest’uomo è pieno di timore di Dio e dice la verità!

L’insolito missionario legge da 2 Corinzi. Quindi continua, “Il giusto esamina e prova se stesso. In questo modo lo Spirito Santo ha la possibilità di condurlo a tutta la verità, la verità che ci rende liberi dal peccato!”

“Liberi dal peccato.” Questa è una parola che Claude non ha mai sentito prima, e che lo riempie di gioia.. Non riesce quasi ad aspettare fino alla fine della riunione per poter parlare con queste persone e scoprire di più sulla vita di cui parlano, una vita – una vita familiare, e una vita personale – libera dal peccato!

Esperienze personali

Camerun 1982: Claude è stanco dopo il lungo viaggio in aereo e l’accidentata corsa in autobus, ma non riesce a cancellare il sorriso dal suo volto mentre scarica i bagagli ed entra in casa. È appena stato ad una conferenza a Brunstad in Norvegia, dove ha avuto per la prima volta nella sua vita un'esperienza personale con la Brunstad Christian Church. Alla conferenza Claude ha incontrato persone provenienti da tutto il mondo, che vivevano la vita di cui aveva parlato Arild nella prima domenica del 1978. Tra questi che ha incontrato c’è Sigurd Bratlie, la guida della chiesa in quel momento.

Non riesce ad aspettare di parlare con Arild di quello che ha sperimentato lì, non di meno dei colloqui avuti con Sigurd Bratlie. Si siede nella sala da pranzo, spingendo le lunghe gambe contro il bordo del tavolo e inizia a scrivere, “Bratlie è un uomo così semplice. Poteva leggere un versetto della Bibbia che avevo sentito per tutta la vita – e quando lo diceva lui lo capivo in un modo completamente nuovo! Era uno spirito potente che veniva da un uomo che lo aveva vissuto, che viveva le parole che leggeva!

Viaggiare è pesante, internet è nel futuro, e una lettera ci mette un mese per essere spedita e ricevuta, ma i due mantengono un contatto regolare per corrispondenza. Claude è desideroso di saperne di più su questo cristianesimo e Arild si prende il tempo per rispondere con attenzione alle sue domande. Con esempi di vita di fratelli fedeli, Claude si mette all’opera e comincia a mettere in pratica nella propria vita quello che ha imparato. Durante una conversazione con un uomo in città, si sente spinto a condividere ciò che lo ha reso così felice. “Quando sono tentato ad arrabbiarmi, per esempio, devo riconoscere che la rabbia è un peccato nella mia carne, e quindi devo prendere la mia croce e rinnegare me stesso!” “Sei un pastore?” chiese l’uomo inarcando le sopracciglia. “Non sono un pastore,” rispose Claude. “Sono un cristiano.”

Francia 1986: La casa è silenziosa, i bambini dormono e Mirjam e Arild sono seduti insieme nel piccolo salotto. Il foglio di carta bianco in braccio ad Arild si riempie presto di una scrittura piccola e ordinata, mentre si prende del tempo per rispondere all’ultima lettera di Claude.  “Claude è un uomo particolarmente timorato di Dio,” racconta alla moglie Arild. “Capisce l’importanza della fratellanza, e non si offende quando viene esortato!”

… era il loro peccato che li rendeva infelici

Un seme che è cresciuto

 

Camerun 2013: È iniziata con alcuni contatti — poche anime che avevano il desiderio di verità. Un seme era stato seminato quando uomini come Arild Tombre, Sigurd Bratlie e Marc Auchet hanno professato la parola di Dio con chiarezza. Questi uomini non hanno dato dei doni in denaro; essi hanno professato la parola di Dio e sono stati degli esempi viventi della parola di Dio. Nel corso del tempo Claude e altri in Camerun hanno capito che era il loro peccato che li rendeva infelici, e il seme è cresciuto man mano che hanno imparato a prendere la propria croce e a rinnegare se stessi (Matteo 16,24.) Hanno imparato ad usare la parola di Dio nella semplice fedeltà a casa, e hanno iniziato un combattimento cosciente contro il peccato, in ubbidienza a Dio, quando nessun altro poteva vederli, e la parola di Dio è diventata anche la loro vita. Altri hanno visto qualcosa di diverso in queste persone e hanno avuto un desiderio per la stessa vita.

Il seme ha continuato a crescere e così ha iniziato a portare frutto. Questi uomini e queste donne avevano una gioia incredibile che non avevano mai sperimentato prima, e la felicità e la gioia è venuta quando hanno imparato a vivere una vita crocifissa con Gesù, una vita di libertà dal peccato!

Oggi ci sono tre chiese vitali della Brunstad Christian Church in Camerun: Bafoussam, Yaoundé e Douala Nel 2012 si sono riuniti per una conferenza in un hotel che avevano affittato a Bafoussam, con 450 amici partecipanti. Le chiese in Camerun lavorano adesso insieme per costruire il proprio centro conferenze comune!

Prima vivi la vita – poi puoi aiutare le persone

Raccontare o insegnare qualcosa a qualcuno è una cosa, ci dee essere una vita dietro a quello che si dice. Prima vivi la vita – poi puoi aiutare le persone. Devo essere giusto nella mia vita nascosta, il contatto con Dio prima di ogni cosa!” Claude Kue Kamdem, 2012