Una sana autostima

Scritto da: Tove Rebekka Johnsen | Pubblicato: martedì 18 giugno 2013

“Io non sono niente. Tutti gli altri sono meglio di me. Io non sono buona a far nulla.” Molte persone hanno familiarità con questi pensieri. Nella sua adolescenza, Ruth Kloosterman ha lottato contro pensieri come questi, ma con l’aiuto della Parola di Dio, questa ragazza insicura ha iniziato a credere in se stessa.

Stamattina è tranquillo al bar. La luce debole dell’estate ci ricorda che l’autunno non è lontano.
“Non credevo che sarei piaciuta a qualcuno se mi avessero conosciuta.” Ruth Kloosterman (40) è seduta sul divano vicino all’ingresso. È sposata, ha figli ed è conosciuta come una donna loquace e di grande spirito. Ma non è stato sempre così.“Ero una ragazza tranquilla e timida," inizia Ruth, ripensando agli anni della sua adolescenza. Era il tipo di persona che preferiva stare da sola e leggere un libro. “Ero felice stando da sola,” dice.

Credevo che se mi avessero conosciuto non sarei loro piaciuta.

È cresciuta a Winnipeg, Manitoba, Canada ed ha altri sei fratelli più grandi. Suo padre morì quando sua madre era in sua attesa, e quando era giovane Ruth pensò molto a suo padre. Lei stava a letto la notte e pregava.
“Pregavo che non mi sarei allontanata dalla comprensione che avevo ricevuto a casa”, dice Ruth, raccontando di un’educazione ricevuta in una buona famiglia cristiana.

Lei era un ragazza ben educata, un poco cauta e timorosa di fare qualcosa di sbagliato. Ma anche se le cose andavano apparentemente bene per la piccola bambina, lei dovette attraversare alcuni anni duri dell’adolescenza.

Lottò contro una scarsa autostima

Ruth lottò con una scarsa autostima e con poca fiducia in se stessa. Era modesta per natura e dura con se stessa.

Quando era insieme ad altre persone pensava sempre di essere peggiore degli altri. “Io non sono nessuno. Tutti gli altri sono meglio di me. Io non sono buona a far nulla.” A causa della sua scarsa autostima, Ruth non esprimeva le sue opinioni quando era insieme ad altri di cui pensava fossero "meglio" di lei.
“Volevo tanto che piacessi a loro," dice.

Una tazza di caffè nero viene portata al tavolo di fronte a Ruth, ma rimane intatta. Lei si concentra sul passato. Poiché voleva essere amata dagli altri, adattava le sue opinioni a seconda della persona con cui si trovava in quel momento.

“Odiavo i conflitti, così concordavo sempre con quello che dicevano gli altri.” Uno degli effetti di ciò era che Ruth era legata dalle altre persone in molti modi.
“Non ero me stessa,” dice.
Aveva pure problemi quando due persone, alle quali aveva detto due cose differenti, si incontravano.
“In molti modi stavo vivendo una bugia,” dice.

Beve un sorso del suo caffè. Ha già dato il cioccolatino servito con il caffè ad uno dei suoi figli più giovani che si era fermato per dire ciao.

Ricevere aiuto da Dio

Una sera, nella sua tarda adolescenza, pregò a Dio.
“Dio, mi devi mostrare quello che sto sbagliando!”
Dopodiché ebbe modo di sentire quello che sta scritto in Apocalisse 3:1, “… tu hai fama di vivere, ma sei morto”.

Ruth si sentì marcia dentro, poiché si comportava come una brava ragazza, mentre le cose dentro non erano come avrebbero dovuto essere.
“Mi resi conto che avevo bisogno di essere me stessa affinché Dio potesse usarmi."
Nei Salmi sta scritto che siamo fatti in maniera stupenda.
“Dio sapeva quello che stava facendo quando mi creò. Lui aveva un piano per la mia vita.” Ruth racconta come iniziò ad avere fede in questo.

Dio sapeva quello che stava facendo quando mi creò. Lui aveva un piano per la mia vita

Era nella Parola di Dio che trovò l’aiuto per credere in se stessa.
“In 1 Corinzi 4,7 sta scritto: ‘E che cosa possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti vanti come se tu non l’avessi ricevuto?” afferma Ruth e continua raccontando come aveva ricevuto la comprensione di trasmettere quello che aveva ricevuto da Dio.

“Iniziai a realizzare che avevo ricevuto veramente qualcosa da Dio. Dio mi aveva dato una personalità e mi aveva dato pure vittoria sul peccato nella mia vita personale.” Adesso voleva condividerlo con gli altri.
Alla fine il modo di pensare di Ruth cambiò – dall’essere preoccupata per quello che le persone attorno a lei pensassero di lei, al pensare a quello che Dio pensasse di lei.

Un nuovo inizio

Iniziò adesso un nuovo periodo per Ruth. Lei iniziò ad esprimere le sue opinioni quando era insieme ad altri, e iniziò a condividere le vittorie che aveva vinto. Lentamente ma inesorabilmente si liberò dai pensieri come "Io non sono nessuno; non ho niente da condividere.

“All’inizio sentivo come se stessi perdendo degli amici,” dice Ruth. Le persone attorno a lei non erano abituate al fatto che Ruth avesse le sue opinioni. Quindi il suo nuovo modo d’essere li scioccò un po’. Ma in quel momento Ruth imparò molto sull’amicizia.

Lentamente ma inesorabilmente si liberò dai pensieri come "Io non sono nessuno; non ho niente da condividere.

“Non è necessario avere le stesse opinioni per poter essere amici,” dice. Al contrario, potrebbe essere una buona cosa avere opinioni diverse ed imparare il modo di fare le cose gli uni dagli altri. Ruth scoprì pure nuovi aspetti di se stessa.

“Scoprii che in effetti c’erano cose in cui ero brava. Amavo lo sport, mi piaceva trovare delle cose da fare ed avevo un buon contatto con le ragazze più giovani,” dice Ruth.

– Scoprii che in effetti c’erano cose in cui ero brava

Da timida adolescente, Ruth avrebbe preferito stare piuttosto a casa.
“Ma mi resi conto che era vitale per me trascorrere del tempo con altri giovani,” racconta.

Così si sforzò ad uscire di casa, anche se questo significava abbandonare la sua zona “sicura”. A poco a poco, divenne più forte e più sicura di sé.
“Infine ho cominciato a credere che ci fosse qualcosa che avesse valore in me,” dice.

Una sana e buona autostima

Una sana autostima è stato un grande aiuto per Ruth nella sua battaglia contro il peccato. Per questa ragione ha ricevuto la grazia d’essere una persona giovane con fiducia e di essere pura nell’ambito delle passioni giovanili. Una buona immagine di sé l’ha anche aiutata a scacciare Satana.

“Se si hanno pensieri troppo piccoli di se stessi, può essere facile avere una coscienza debole.

Satana è l'accusatore, e se dall’inizio penso male di me, allora quello che Satana ha da dire può sembrare del tutto ragionevole,” afferma Ruth.
Con un la certezza ferma in mente che "io sono una persona preziosa", Satana non ti riesce a far sviare facilmente.

Una buona autostima l'ha, tra le altre cose, aiutata nello scacciare Satana.

Non l'ho ottenuto a costo zero. Ruth dovette lottare per trovare la sua strada verso una sana e positiva immagine di sé. Molti giovani hanno familiarità con pensieri come “Io non sono nessuno; io non sono buono a nulla; tutti gli altri sono migliori di me”. Forse è particolarmente facile per le ragazze pensare, “Io non sono abbastanza bella, sono troppo grassa,” ecc. ecc.

“Ma tali pensieri non vengono dall’alto,” dice Ruth. Per lei, era fondamentale arrivare al punto di poter vivere in armonia con Dio e con se stessa.

Oggi non sono rimaste molte tracce della ragazza tranquilla e modesta che non osava esprimere le sue opinioni. 

Suggerimenti per migliorare l’autostima: 


– Pensa in questo modo: “Io accetto e credo in me stesso così come sono. Credo che Dio mi ha scelto ed ha un piano perfetto per la mia vita.”

– Accetta complimenti quando li ricevi. NE HAI BISOGNO! Se allontani i complimenti, dai anche la sensazione a quella persona che lui/lei ha fallito in quello che lui/lei stava cercando di raggiungere. Lui/lei probabilmente non ti loderà di nuovo.

– Guarda le possibilità, non gli ostacoli. Allora potrai usare le opportunità che si presentano per imparare ad affrontare nuove cose. Questo fa bene alla tua autostima.

– Accetta un feedback positivo e credi che intendono quello che dicono!

– Non porti delle aspettative e delle esigenze troppo alte!