Che cos’è il peccato?

Che cos’è il peccato?

Scritto da: La redazione | Pubblicato: venerdì 2 maggio 2014

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  • Noi crediamo che dopo aver ricevuto il perdono dei peccati, la nostra vocazione da discepoli è seguire Cristo sconfiggendo il peccato e diventando santi come Egli è santo.
  • Rinunciando a noi stessi attraverso l'aiuto dello Spirito Santo entriamo in un processo di santificazione.
  • La Bibbia è il fondamento e la guida per la nostra fede e la nostra dottrina.
  • Abbiamo chiese e facciamo attività divulgativa in oltre 65 nazioni.
  • Questo sito web è pensato in modo particolare per te che sei interessato nel vivere questa vita da cristiano.

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Che cos’è il peccato in realtà? Il peccato è ciò che separa le persone da Dio e la ricompensa del peccato è la morte. Commetto il peccato quando disobbedisco alla volontà di Dio e infrango le sue leggi.

Ci sono molte espressioni bibliche e non bibliche, per descrivere il peccato. Per esempio, cosa sono il peccato originale (che abbiamo ereditato), il peccato nella carne e le opere del corpo? Noi tutti abbiamo il peccato, ma nessuno deve commettere il peccato. Qual è la differenza?

Il peccato originale

Il peccato è entrato nel mondo quando Adamo ed Eva hanno disubbidito a Dio e hanno mangiato dall’albero della conoscenza del bene e del male. Loro scelsero di fare la propria volontà piuttosto che quella di Dio e così facendo divennero coscienti di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Mediante questo singolo atto di disobbedienza la loro natura umana divenne corrotta e ricevettero una natura peccaminosa, o una carne peccaminosa - il peccato originale.

Il peccato nella carne

Cos'è il peccato nella carne? Tutti i discendenti di Adamo ed Eva hanno ereditato il peccato nella carne - non la colpa, ma una tendenza o inclinazione a seguire la propria volontà piuttosto che la volontà di Dio. La Bibbia usa molte espressioni per descrivere questa inclinazione: peccato nella carne, il corpo del peccato, la legge del peccato, le passioni e i desideri ecc. In Romani 7:18 Paolo scrive, ”Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene". Qui descrive questa tendenza a peccare che tutti abbiamo ereditato.

Giovanni scrive ”Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi." 1 Gv 1:8. Il peccato che ho è il peccato nella carne, le passioni e i desideri, che ho ereditato. Per questo non ho una colpa personalmente; è qualcosa con cui sono nato e non implica alcuna colpevolezza.

Posso sentire questa tendenza ogni volta che sono tentato. ”Invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce.” Giacomo 1:14.

Quando ho commesso peccato?

C’è una grande differenza tra l’avere il peccato e il commettere il peccato. Giacomo continua scrivendo: ”Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte.” Giacomo 1:15. Qui vediamo che la tentazione non diventa peccato finché non avviene il concepimento. Questo concepimento avviene quando la mia mente dice sì alle concupiscenze. Il risultato è che commetto il peccato, nei pensieri, in parole o in azioni. Questo è il peccato per il quale sono responsabile, adesso sono colpevole.

Il peccato di cui non sono consapevole – le opere del corpo

Posso pure operare, parlare o pensare in contrasto con la volontà di Dio senza esserne consapevole in quel momento. La Bibbia chiama queste le opere del corpo, e di essere prigioniero della legge del peccato che è nelle nostre membra (leggi Romani 7 e 8). Poiché l’inclinazione non è mai passata per la mia consapevolezza, non ho colpe. Ma anche queste azioni possono essere portate alla mia consapevolezza in uno stadio successivo e si dovranno messe apposto.