Qual è la differenza tra tentazione e peccato?

Qual è la differenza tra tentazione e peccato?

Scritto da: La redazione | Pubblicato: venerdì 3 ottobre 2014

Chi siamo

 
  • Noi crediamo che dopo aver ricevuto il perdono dei peccati, la nostra vocazione da discepoli è seguire Cristo sconfiggendo il peccato e diventando santi come Egli è santo.
  • Rinunciando a noi stessi attraverso l'aiuto dello Spirito Santo entriamo in un processo di santificazione.
  • La Bibbia è il fondamento e la guida per la nostra fede e la nostra dottrina.
  • Abbiamo chiese e facciamo attività divulgativa in oltre 65 nazioni.
  • Questo sito web è pensato in modo particolare per te che sei interessato nel vivere questa vita da cristiano.

Conosi meglio la Brunstad Christian Church su  

Qual è in effetti la differenza tra tentazione e peccato? 

Nella mia vita da cristiano posso sentire che l’essere tentato mi rende impuro e che ho peccato nella mia vita dei pensieri. In realtà non è vero. La tentazione non è peccato, ma una prova della mia fede e mediante il vangelo posso resistere nella tentazione senza mai commettere peccato!

La mia inclinazione a peccare - il peccato nella carne

Il peccato è entrato nel mondo a seguito di un’azione di disubbidienza compiuta dai primi uomini, Adamo ed Eva. Tutti i discendenti da Adamo ed Eva hanno ereditato il peccato nella carne – non una colpa, ma una tendenza o una inclinazione a seguire la propria volontà, piuttosto che la volontà di Dio. La Bibbia usa numerose parole per descrivere questa inclinazione: il peccato nella carne, il corpo del peccato, la legge del peccato, i desideri e le concupiscenze ecc. In Romani 7, 18 Paolo scrive: Difatti, io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene. Qui descrive questa tendenza a peccare che noi tutti abbiamo ereditato.

Tentazione e peccato

Giacomo scrive molto chiaramente sul tema della tentazione e del peccato. Nessuno quand’è tentato, dica: Sono tentato da Dio! Perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno. Invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce. Poi la concupiscenza, quando ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, produce la morte. Giacomo 1, 13-15.

Da questo possiamo vedere che la tentazione in sé non è la stessa cosa che commettere; il peccato è il risultato di un concepimento – quando la mia mente è d’accordo col desiderio (o la concupiscenza) che abita nella mia carne o natura umana. Questo significa che commettere peccato è qualcosa che io scelgo di fare, e il peccato non può essere compiuto senza che io sia d’accordo.

Nessuno deve necessariamente peccare!

In pratica Giacomo ci insegna che la tentazione è una prova della nostra fede, e colui che la sopporta senza peccare riceverà la corona della vita (Giacomo 1, 12). Allo stesso modo Pietro scrive che le nostre prove (tentazioni) sono motivo di gioia, poiché la nostra fede viene provata, ottenendo come risultato la liberazione della nostra anima. Il messaggio del vangelo è che anche se sono tentato, non è necessario che io pecchi - posso al contrario seguire le orme di Gesù e vincere nella tentazione. La ricompensa del peccato è la morte, ma colui che vince riceverà la vita eterna!